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Fuorimondo

Parametri

  • 168pagine
  • 6 ore di lettura

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Davanti a casa di Maria c'è una striscia di terra sottile, luogo d'attesa per le ragazze del paese che sperano di vedere i ragazzi, in particolare Rudolf, il bel Dolfi, che ora passa le giornate sul divano a guardare la televisione. Manuela, malinconica e costante, è l'unica che non si stanca di aspettarlo. Tamar, invece, è una semplice spettatrice della vita, fino a quando il corpo senza vita di Manuela compare in quella terra di smarrimento, segnando un'altra giovane morte dopo quella del piccolo Rafi. Attorno a queste assenze, figure da sogno o incubo si muovono in un presente che è sia storia che destino: Esmé, la madre senza grembo, zia Lali che sa dire grazie, e Nikolin, il calzolaio. Dolfi, con la sua bellezza, e Tamar, che narra la vicenda, mettono in discussione ogni cosa. La scrittura poetica di Ornela Vorpsi costringe a dubitare dei confini tra normalità e follia, colpa e innocenza. In un equilibrio tra gioia e dolore, il racconto affronta temi cari all'autrice, esplorando il lato metafisico di un universo abitato da fantasmi in carne e ossa, ciascuno proiettato verso il proprio altrove, mentre incombe il fascino dell'ignoto: andarsene per sempre può essere la forma più potente di esistenza.

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Fuorimondo, Ornela Vorpsi

Lingua
Pubblicato
2012
Rilegatura
(In brossura),
Condizioni del libro
In buone condizioni
Prezzo
6,49 €

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Titolo
Fuorimondo
Lingua
Italiano
Pubblicato
2012
Formato
In brossura
Pagine
168
ISBN10
8806210157
ISBN13
9788806210151
Serie
Descrizione
Davanti a casa di Maria c'è una striscia di terra sottile, luogo d'attesa per le ragazze del paese che sperano di vedere i ragazzi, in particolare Rudolf, il bel Dolfi, che ora passa le giornate sul divano a guardare la televisione. Manuela, malinconica e costante, è l'unica che non si stanca di aspettarlo. Tamar, invece, è una semplice spettatrice della vita, fino a quando il corpo senza vita di Manuela compare in quella terra di smarrimento, segnando un'altra giovane morte dopo quella del piccolo Rafi. Attorno a queste assenze, figure da sogno o incubo si muovono in un presente che è sia storia che destino: Esmé, la madre senza grembo, zia Lali che sa dire grazie, e Nikolin, il calzolaio. Dolfi, con la sua bellezza, e Tamar, che narra la vicenda, mettono in discussione ogni cosa. La scrittura poetica di Ornela Vorpsi costringe a dubitare dei confini tra normalità e follia, colpa e innocenza. In un equilibrio tra gioia e dolore, il racconto affronta temi cari all'autrice, esplorando il lato metafisico di un universo abitato da fantasmi in carne e ossa, ciascuno proiettato verso il proprio altrove, mentre incombe il fascino dell'ignoto: andarsene per sempre può essere la forma più potente di esistenza.