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L’autore del termine “mignottocrazia” svela il significato di questa definizione, ormai parte del lessico politico-giornalistico italiano, e presenta le prove a sostegno della sua tesi. Guzzanti non ha faticato a trovare documentazione; la cronaca offre evidenze chiare. È probabile che, mentre il volume sarà in libreria, emergano ulteriori “testimonianze” a completare il quadro, come quelle legate alle “festazze” berlusconiane in luoghi come il castello di Tor Crescenza. Tuttavia, l'autore desidera fornire una visione più ampia, interpretando i vent’anni di storia italiana attraverso il ruolo delle donne, una categoria essenziale per comprendere le evoluzioni sociali. Per l'Italia di questi decenni, il tema è cruciale. Guzzanti afferma che in Italia, i “cingolati berlusconiani” hanno distrutto la libertà e la dignità femminile, riducendo le donne a mere “mignotte” in vari contesti. La riflessione di Cossiga sottolinea come, anche in passato, le relazioni extraconiugali non avessero mai raggiunto il livello di esposizione pubblica attuale. Questo libro è feroce e non risparmia nessuno, ma non è cinico. Inizia con l’amore di un padre per la figlia, promettendo un mondo migliore, ma la realtà ha preso un’altra direzione. La corruzione morale si è espansa, diventando un modo di vivere accettato e persino esaltato, un sistema che ha influenzato profondamente la società italiana.
Acquisto del libro
Mignottocrazia, Paolo Guzzanti
- Lingua
- Pubblicato
- 2010
- Rilegatura
- (In brossura),
- Condizioni del libro
- Danneggiato
- Prezzo
- 13,99 €
Metodi di pagamento
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- Titolo
- Mignottocrazia
- Sottotitolo
- La sera andavamo a ministre
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Paolo Guzzanti
- Editore
- Aliberti Editore
- Pubblicato
- 2010
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 173
- ISBN10
- 8874245793
- ISBN13
- 9788874245796
- Serie
- Tag
- Italia
- Descrizione
- L’autore del termine “mignottocrazia” svela il significato di questa definizione, ormai parte del lessico politico-giornalistico italiano, e presenta le prove a sostegno della sua tesi. Guzzanti non ha faticato a trovare documentazione; la cronaca offre evidenze chiare. È probabile che, mentre il volume sarà in libreria, emergano ulteriori “testimonianze” a completare il quadro, come quelle legate alle “festazze” berlusconiane in luoghi come il castello di Tor Crescenza. Tuttavia, l'autore desidera fornire una visione più ampia, interpretando i vent’anni di storia italiana attraverso il ruolo delle donne, una categoria essenziale per comprendere le evoluzioni sociali. Per l'Italia di questi decenni, il tema è cruciale. Guzzanti afferma che in Italia, i “cingolati berlusconiani” hanno distrutto la libertà e la dignità femminile, riducendo le donne a mere “mignotte” in vari contesti. La riflessione di Cossiga sottolinea come, anche in passato, le relazioni extraconiugali non avessero mai raggiunto il livello di esposizione pubblica attuale. Questo libro è feroce e non risparmia nessuno, ma non è cinico. Inizia con l’amore di un padre per la figlia, promettendo un mondo migliore, ma la realtà ha preso un’altra direzione. La corruzione morale si è espansa, diventando un modo di vivere accettato e persino esaltato, un sistema che ha influenzato profondamente la società italiana.




