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Felipe Delgado è un capolavoro della letteratura boliviana, frutto dell'immaginazione latinoamericana del Novecento. Il romanzo di Jaime Saenz offre una rappresentazione minuziosa e sconcertante di un mondo in cui le normali relazioni tra uomini e cose sono capovolte, e dove il perturbante, come direbbe Freud, è di casa. Si tratta di un'America Latina condensata, un'essenza esplosiva di commedia e tragedia, poesia e ironia, ragione e follia, che svela i conflitti vitali di questo altro mondo. Saenz, il Mago e Maestro di Cerimonie, ci incanta con la sua descrizione di un universo che si svolge a quattromila metri di altitudine nell'Altipiano boliviano, nella remota città di La Paz, dove la luce accecante cela un buio profondo. Qui vive il protagonista, animato dal motto di Cristoforo Colombo: “È necessario navigare, vivere non è necessario”. In questo contesto paradossale, Felipe Delgado vive, ama, sogna, scrive e affronta la propria solitudine, invitandoci a “navigare” con lui. La sua ricerca di autenticità si manifesta in attimi di “giubilo”, rendendo il romanzo un’esperienza da gustare fino all’ultima goccia, una vera festa per i sensi e la mente.
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Felipe Delgado, Claudio Cinti, Jaime Saenz
- Lingua
- Pubblicato
- 2001
- Rilegatura
- (In brossura)
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- Titolo
- Felipe Delgado
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Claudio Cinti, Jaime Saenz
- Editore
- Crocetti
- Pubblicato
- 2001
- Formato
- In brossura
- Pagine
- 688
- ISBN10
- 8883060393
- ISBN13
- 9788883060397
- Serie
- Categoria
- Tag
- Bolivia
- Descrizione
- Felipe Delgado è un capolavoro della letteratura boliviana, frutto dell'immaginazione latinoamericana del Novecento. Il romanzo di Jaime Saenz offre una rappresentazione minuziosa e sconcertante di un mondo in cui le normali relazioni tra uomini e cose sono capovolte, e dove il perturbante, come direbbe Freud, è di casa. Si tratta di un'America Latina condensata, un'essenza esplosiva di commedia e tragedia, poesia e ironia, ragione e follia, che svela i conflitti vitali di questo altro mondo. Saenz, il Mago e Maestro di Cerimonie, ci incanta con la sua descrizione di un universo che si svolge a quattromila metri di altitudine nell'Altipiano boliviano, nella remota città di La Paz, dove la luce accecante cela un buio profondo. Qui vive il protagonista, animato dal motto di Cristoforo Colombo: “È necessario navigare, vivere non è necessario”. In questo contesto paradossale, Felipe Delgado vive, ama, sogna, scrive e affronta la propria solitudine, invitandoci a “navigare” con lui. La sua ricerca di autenticità si manifesta in attimi di “giubilo”, rendendo il romanzo un’esperienza da gustare fino all’ultima goccia, una vera festa per i sensi e la mente.