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Il culo e lo Stivale

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  • 155pagine
  • 6 ore di lettura

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Un titolo provocatorio, ma neppure troppo. Non si tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella cronaca. Perché, quando e come l'Italia è precipitata nel "cul de sac di un presente e di un futuro tanto nebulosi e atterrenti"? Partendo da una domanda tale da far tremare i polsi a più generazioni, l'autore cerca risposte indietro nel tempo, dal secondo dopoguerra in poi. Il fine è quello di approntare un "manuale di deberlusconizzazione" che riguardi un po' tutti, compresi i sedicenti avversari del Caimano e quella porzione ampia di italiani che gli ha votato contro "comportandosi come lui". La falla colossale sembra oggi solo economica, ma il buco è culturale e va oltre il presente, nel "paese dei leccaculo". Per uscire da quella che Beha definisce una "pace incivile", c'è bisogno di una nuova responsabilizzazione, per "tornare avanti", e costruire il "partito che non c'è".

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Il culo e lo Stivale, Oliviero Beha, Franco Battiato

Lingua
Pubblicato
2012
Rilegatura
(In brossura),
Condizioni del libro
In buone condizioni
Prezzo
7,79 €

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Titolo
Il culo e lo Stivale
Lingua
Italiano
Pubblicato
2012
Formato
In brossura
Pagine
155
ISBN10
886190212X
ISBN13
9788861902121
Serie
Tag
Descrizione
Un titolo provocatorio, ma neppure troppo. Non si tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella cronaca. Perché, quando e come l'Italia è precipitata nel "cul de sac di un presente e di un futuro tanto nebulosi e atterrenti"? Partendo da una domanda tale da far tremare i polsi a più generazioni, l'autore cerca risposte indietro nel tempo, dal secondo dopoguerra in poi. Il fine è quello di approntare un "manuale di deberlusconizzazione" che riguardi un po' tutti, compresi i sedicenti avversari del Caimano e quella porzione ampia di italiani che gli ha votato contro "comportandosi come lui". La falla colossale sembra oggi solo economica, ma il buco è culturale e va oltre il presente, nel "paese dei leccaculo". Per uscire da quella che Beha definisce una "pace incivile", c'è bisogno di una nuova responsabilizzazione, per "tornare avanti", e costruire il "partito che non c'è".