Dieci persone estranee l'una all'altra sono state invitate a soggiornare in una splendida villa su un'isola, senza sapere il nome del generoso ospite. Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno accettato l'invito. Ma non c'è il padrone di casa ad aspettarli. Trovano invece una poesia incorniciata e appesa sopra il caminetto di ciascuna camera. E una voce inumana e penetrante che li accusa di essere tutti assassini. Una trappola spietata e geniale, per gli ospiti... e per i lettori.
In un’assolata domenica d’estate una bambina ascolta per caso una conversazione della madre, e la sua vita cambia per sempre: i genitori hanno avuto un’altra figlia, morta ancora piccola due anni prima che lei nascesse. È una rivelazione che diviene lo spartiacque di un’infanzia, segna il destino di una donna e di una scrittrice, e infiamma l’intensa prosa di questo romanzo breve. «Per lasciarsi alle spalle il fuori fuoco del vissuto» Annie Ernaux intraprende una lettera impossibile a quella sorella sconosciuta. Rivivono così i sensi di colpa e i moti d’orgoglio, le curiosità taciute e le inconfessabili gelosie, il peso del confronto e il privilegio di essere amata. Ancora una volta la grande autrice francese intesse una prodigiosa corrispondenza di sensi tra vivi e morti, scolpendo in una scrittura perfetta la storia di una relazione fragile, preziosa e irrimediabile come ogni esistenza umana.
Un'immagine in bianco e nero ritrae una ragazza in un costume da bagno scuro su una spiaggia di ciottoli, con una scogliera sullo sfondo. Seduta su una pietra piatta, con le gambe distese e le braccia appoggiate sulle rocce, gli occhi chiusi e un sorriso. I suoi capelli raccolti cadono su una spalla, mentre l'altro si nasconde dietro la schiena. Imita visibilmente la posa delle star del cinema per sfuggire al suo corpo immaturo. Sulle sue cosce e braccia si intravede l'impronta di un vestito, suggerendo che una gita al mare sia rara per lei. La narrazione abbraccia la sua infanzia nel dopoguerra, la crisi algerina, la carriera accademica, la scrittura, un matrimonio difficile, la maternità, eventi storici come il 1968, malattie e perdite, l'emancipazione femminile, la Francia sotto Mitterrand, la globalizzazione e le promesse disattese degli anni 2000. Attraverso fotografie, ricordi e oggetti, Annie Ernaux evoca il passato, scrivendo la sua vita in una forma innovativa di "autobiografia impersonale". Ne risulta un'opera malinconica di letteratura della memoria e un ritratto vivido della società.
Un pomeriggio d'inverno del 1952, sul sentiero innevato di un piccolo cimitero tra le colline del Bedfordshire, Ben Morris conosce Lucy Baker e sua figlia Mary: una madre piegata ma non spezzata da un'immane tragedia e una ragazza misteriosa, che riaccende in Ben la scintilla della passione. Un incontro, il loro, voluto dal destino, che cambierà profondamente la vita di tutti e tre. Invitato nell'antica dimora edoardiana in cui vivono le due donne, fin dal primo istante Ben avverte la sensazione di trovarsi in un santuario di ricordi e segreti sepolti nel passato. Questa prima impressione viene confermata mano a mano che si va svelando una vicenda di decenni addietro, una storia di immenso amore e di supremo sacrificio la cui eco ancora risuona. È la storia di Barney Davidson, della sua famiglia e della sua vita straordinaria; una storia in cui Lucy ha avuto un parte non piccola, e che ora deve riemergere. Prima che sia troppo tardi...