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Silvia Marijnissen

    Le rane
    Il sogno della camera rossa
    • Il sogno della camera rossa

      • 1115pagine
      • 40 ore di lettura

      Una grande comunità matriarcale in cui si muovono, con l'eleganza di miniature, fanciulle fortunate o sfortunate, serve o padrone, mogli o concubine. Un'atmosfera rarefatta in cui, allegre o dolenti, fluttuano figure eteree, tra spettacoli e indovinelli, visite all'imperatore ed elaborati culti religiosi. Attraverso l'aura fiabesca il lettore occidentale però scopre attonito la realtà di una società complessa, imbrigliata dalla burocrazia, sottoposta a un rigido codice d'onore e vincolata a convenienze e usi immutabili, destinati a far soffrire. Fra i tanti personaggi a metà tra figurine e individui, compare Paoyü, il protagonista, il "diverso", che tira a sé le fila della narrazione e regge, come il principe Myskin nell'Idiota di Dostoevskij, gli equilibri precari dell'esistenza che, suo malgrado, si trova a vivere.

      Il sogno della camera rossa
      4,0
    • L'autore di "Sorgo rosso" torna con una nuova pubblicazione che esplora la storia moderna della Cina attraverso la lente della controversa politica del figlio unico. "Rane" si apre con un drammaturgo soprannominato Girino, che intende scrivere della sua zia. In gioventù, Gugu, la bella figlia di un famoso medico e fervente comunista, è venerata per le sue abilità come ostetrica. Tuttavia, quando il suo amante diserta, la lealtà di Gugu verso il Partito viene messa in discussione. Decide di dimostrare la sua fedeltà applicando rigorosamente la politica del figlio unico, monitorando il numero di bambini nel villaggio e praticando aborti su donne anche di otto mesi incinte. Con una prosa incisiva e personale, Mo Yan ritrae un mondo di famiglie disperate, surrogate illegali, aborti forzati e il senso di colpa di coloro che devono far rispettare la politica. Illuminante e devastante, il romanzo fa luce sul cuore della Cina comunista.

      Le rane
      3,8