Capolavoro indiscusso di John Steinbeck, punta di diamante del realismo americano, Furore uscì nel 1939, quando le rapide conquiste del New Deal rooseveltiano avevano già neutralizzato quasi del tutto l'incubo della Grande Depressione. Anche per questo, probabilmente, il suo successo fu enorme e immediato: quell'incubo tornava a risaltare dalle pagine del libro in tutta la sua evidenza e drammaticità, ma anche, inevitabilmente, coi tratti consolatori dello scampato pericolo. Eppure nel romanzo di consolatorio c'è ben poco: l'odissea della famiglia Joad, una famiglia di contadini costretta dalla miseria e dalla fame a lasciare l'Oklahoma per raggiungere la lontanissima California alla ricerca angosciosa di un lavoro e di un posto dove vivere, è una vera propria esplorazione dell'inferno.
Luigi Sampietro Ordine dei libri (cronologico)


L'inverno del nostro scontento
- 324pagine
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L'inverno del nostro scontento , romanzo del 1961, delinea con tratti satirici un ambiente sociale. Racconta infatti l'avventura morale di un piccolo uomo di provincia, pago del suo modesto destino, che d'improvviso, quasi invasato dalla religione del successo, tesse una trama sottile e tenace attraverso la quale muove alla conquista del potere e della ricchezza, mascherando il proprio arrivismo sotto le più nobili e conformistiche virtù del cittadino medio americano. Incorniciando le gesta di questo eroe in una tipica cittadina marittima del New England, con una altrettanto tipica popolazione di "indigeni" e immigrati di varia origine e ancor più varia mentalità, Steinbeck ci offre un vero e proprio spaccato di quell'America di provincia, gretta e invischiata nel mito del benessere come conquista della felicità, che tanta parte ha avuto nella letteratura statunitense del Novecento.