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Einaudi Tascabili - 734: La polvere sull'erba

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Parametri

  • 172pagine
  • 7 ore di lettura

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La polvere sull'erba è il primo romanzo di Alberto Bevilacqua, scritto nel 1955 e pubblicato solo nel 2000. Giovanni Pacchiano lo definisce un'opera di grande densità stilistica, mentre Stefano Giovanardi lo considera una rarità nel panorama della narrativa italiana contemporanea. La sua lunga inattività editoriale è dovuta a ragioni complesse. Nel 1955, Sciascia, dopo aver letto il dattiloscritto, rimane scosso e sorpreso dalla maturità di un autore così giovane. Sebbene desideri pubblicarlo, il clima censorio dell'epoca glielo impedisce. Sciascia sottolinea come il romanzo riveli aspetti di un periodo terribile, prefigurando un'Italia intollerante e meschina che ignora le sue colpe. Le vicende del Triangolo Rosso, con vendette tra ex partigiani e repubblichini, risultano troppo scabrose per un'Italia spaventata dalla verità. I personaggi, come Giorgio, un partigiano sbandato, e Bianca Ghirardini, una donna divisa tra angelo e demone, si impongono per la loro forza e per il legame con la memoria e il presente. La narrazione di Bevilacqua offre un viaggio nel passato che illumina il presente dell'Italia, dove i protagonisti si perdono in un deserto di conflitti e verità negate.

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Einaudi Tascabili - 734: La polvere sull'erba, Alberto Bevilacqua

Lingua
Pubblicato
2000
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Einaudi Tascabili - 734: La polvere sull'erba
Lingua
Italiano
Editore
Einaudi
Pubblicato
2000
Formato
In brossura
Pagine
172
ISBN10
8806155733
ISBN13
9788806155735
Serie
Descrizione
La polvere sull'erba è il primo romanzo di Alberto Bevilacqua, scritto nel 1955 e pubblicato solo nel 2000. Giovanni Pacchiano lo definisce un'opera di grande densità stilistica, mentre Stefano Giovanardi lo considera una rarità nel panorama della narrativa italiana contemporanea. La sua lunga inattività editoriale è dovuta a ragioni complesse. Nel 1955, Sciascia, dopo aver letto il dattiloscritto, rimane scosso e sorpreso dalla maturità di un autore così giovane. Sebbene desideri pubblicarlo, il clima censorio dell'epoca glielo impedisce. Sciascia sottolinea come il romanzo riveli aspetti di un periodo terribile, prefigurando un'Italia intollerante e meschina che ignora le sue colpe. Le vicende del Triangolo Rosso, con vendette tra ex partigiani e repubblichini, risultano troppo scabrose per un'Italia spaventata dalla verità. I personaggi, come Giorgio, un partigiano sbandato, e Bianca Ghirardini, una donna divisa tra angelo e demone, si impongono per la loro forza e per il legame con la memoria e il presente. La narrazione di Bevilacqua offre un viaggio nel passato che illumina il presente dell'Italia, dove i protagonisti si perdono in un deserto di conflitti e verità negate.