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  • 268pagine
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Due donne e il mistero di una casa sul fiume intrecciano destini diversi tra il dolore della storia e il riscatto del presente. Adela, negli anni trenta, vive un'esistenza agiata con i genitori nella loro villa, scambiando lettere appassionate con un poeta su arte e bellezza. Al contrario, Sonja, ai giorni nostri, lavora come badante per un vecchio signore dispotico nella stessa casa. Non è un caso che Sonja si trovi lì; le loro storie, pur parallele, sono legate da un vincolo profondo. Mentre si prende cura del suo padrone, accompagnandolo nella regressione verso l'infanzia, Sonja intraprende un tormentoso “scavo archeologico” per scoprire il suo passato familiare. Le lettere di Adela, nel frattempo, rivelano il drammatico declino della sua vita, segnata dalle persecuzioni razziali, dalla deportazione in un campo di sterminio e dalla “salvezza” ottenuta attraverso servigi in un'altra casa, le cui imposte chiuse vengono ironicamente chiamate “la casa della gioia”. L'impossibile ritorno alla normalità dopo tale degradazione sembra una sfida insormontabile. La speranza di riscatto si affida alla memoria e alla compassione di chi viene dopo, e forse a quella frase di Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, il cui significato Sonja comprenderà solo alla fine.

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Mi ricordo, Paola Capriolo

Lingua
Pubblicato
2015
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Mi ricordo
Lingua
Italiano
Pubblicato
2015
Formato
In brossura
Pagine
268
ISBN10
880980564X
ISBN13
9788809805644
Serie
Categoria
Valutazione
3,75 su 5
Descrizione
Due donne e il mistero di una casa sul fiume intrecciano destini diversi tra il dolore della storia e il riscatto del presente. Adela, negli anni trenta, vive un'esistenza agiata con i genitori nella loro villa, scambiando lettere appassionate con un poeta su arte e bellezza. Al contrario, Sonja, ai giorni nostri, lavora come badante per un vecchio signore dispotico nella stessa casa. Non è un caso che Sonja si trovi lì; le loro storie, pur parallele, sono legate da un vincolo profondo. Mentre si prende cura del suo padrone, accompagnandolo nella regressione verso l'infanzia, Sonja intraprende un tormentoso “scavo archeologico” per scoprire il suo passato familiare. Le lettere di Adela, nel frattempo, rivelano il drammatico declino della sua vita, segnata dalle persecuzioni razziali, dalla deportazione in un campo di sterminio e dalla “salvezza” ottenuta attraverso servigi in un'altra casa, le cui imposte chiuse vengono ironicamente chiamate “la casa della gioia”. L'impossibile ritorno alla normalità dopo tale degradazione sembra una sfida insormontabile. La speranza di riscatto si affida alla memoria e alla compassione di chi viene dopo, e forse a quella frase di Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, il cui significato Sonja comprenderà solo alla fine.