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Piccola Biblioteca - 701: Maledetti toscani

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  • 220pagine
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Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? La risposta è chiara: il toscano è considerato di gran lunga più intelligente degli altri italiani e, in quanto tale, è libero. Questa libertà, legata all'intelligenza, si traduce in un atteggiamento spregiativo verso la stupidità umana. Il toscano è anche sboccato, insolente, crudele, cinico e ironico, ma possiede una virtù fondamentale: il senso della misura, che riflette l'armonia tra il mondo terreno e quello divino, come dimostra la Divina Commedia. Il pratese, in particolare, incarna questa essenza toscana: è diretto e rabbioso, nemico di ogni autorità e prosopopea. A Prato, tutto sembra confluire, dalla gloria alla vanità. Con un linguaggio brillante, l'autore ci guida attraverso i paesaggi, i popoli e la letteratura della Toscana, offrendo un ritratto incisivo degli italiani, che spesso si mostrano vili e pavidi, temendo la verità e invidiando i privilegi altrui. Dovrebbero imparare dai toscani a ribellarsi contro i potenti e a rivendicare la propria libertà e giustizia.

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Piccola Biblioteca - 701: Maledetti toscani, Curzio Malaparte

Lingua
Pubblicato
2017
Rilegatura
(In brossura)
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3,7
Molto buono
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Titolo
Piccola Biblioteca - 701: Maledetti toscani
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
2017
Formato
In brossura
Pagine
220
ISBN10
8845931617
ISBN13
9788845931611
Serie
Categoria
Valutazione
3,7 su 5
Descrizione
Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? La risposta è chiara: il toscano è considerato di gran lunga più intelligente degli altri italiani e, in quanto tale, è libero. Questa libertà, legata all'intelligenza, si traduce in un atteggiamento spregiativo verso la stupidità umana. Il toscano è anche sboccato, insolente, crudele, cinico e ironico, ma possiede una virtù fondamentale: il senso della misura, che riflette l'armonia tra il mondo terreno e quello divino, come dimostra la Divina Commedia. Il pratese, in particolare, incarna questa essenza toscana: è diretto e rabbioso, nemico di ogni autorità e prosopopea. A Prato, tutto sembra confluire, dalla gloria alla vanità. Con un linguaggio brillante, l'autore ci guida attraverso i paesaggi, i popoli e la letteratura della Toscana, offrendo un ritratto incisivo degli italiani, che spesso si mostrano vili e pavidi, temendo la verità e invidiando i privilegi altrui. Dovrebbero imparare dai toscani a ribellarsi contro i potenti e a rivendicare la propria libertà e giustizia.