Bookbot

Einaudi tascabili - 149: David Copperfield

Salva

Valutazione del libro

Parametri

  • 892pagine
  • 32 ore di lettura

Maggiori informazioni sul libro

« David Copperfield è senza dubbio il romanzo di Dickens dov'è piú estrosa la caratterizzazione e piú gustosa la futilità dell'intreccio. [...] Lo stupore - la poesia - che in Dickens si sprigiona davanti a ogni nuovo incontro umano, a ogni bizzaria e singolarità della folla, trova nel tono autobiografico una coerenza fantastica, specialmente nelle pagine sull'infanzia, che salda ogni figura, ogni macchietta, nell'ambiente dei fatti. Fin che dura l'infanzia e il ricordo, la storia del piccolo David ha uno sviluppo ed egli vive in un mondo costruito dalla fantasia. Sono pagine indimenticabili e ciascuno di noi (non so lode piú grande) ritrova nel racconto la propria esperienza segreta». Cesare Pavese

Acquisto del libro

Einaudi tascabili - 149: David Copperfield, Charles Dickens, Cesare Pavese

Lingua
Pubblicato
2000
Rilegatura
(In brossura)
Ti avviseremo via email non appena lo rintracceremo.

Metodi di pagamento

4,1
Molto buono
99+ Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Titolo
Einaudi tascabili - 149: David Copperfield
Lingua
Italiano
Editore
Einaudi
Pubblicato
2000
Formato
In brossura
Pagine
892
ISBN10
8806177052
ISBN13
9788806177058
Serie
Categoria
Titolo originale
The personal history of David Copperfield
Valutazione
4,1 su 5
Descrizione
« David Copperfield è senza dubbio il romanzo di Dickens dov'è piú estrosa la caratterizzazione e piú gustosa la futilità dell'intreccio. [...] Lo stupore - la poesia - che in Dickens si sprigiona davanti a ogni nuovo incontro umano, a ogni bizzaria e singolarità della folla, trova nel tono autobiografico una coerenza fantastica, specialmente nelle pagine sull'infanzia, che salda ogni figura, ogni macchietta, nell'ambiente dei fatti. Fin che dura l'infanzia e il ricordo, la storia del piccolo David ha uno sviluppo ed egli vive in un mondo costruito dalla fantasia. Sono pagine indimenticabili e ciascuno di noi (non so lode piú grande) ritrova nel racconto la propria esperienza segreta». Cesare Pavese