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Cesare Pavese

    9 settembre 1908 – 27 agosto 1950

    L'opera di Cesare Pavese, principalmente racconti e novelle, è profondamente radicata nell'esplorazione dei luoghi sacri dell'infanzia e nella ricerca del sé. Negato uno sbocco immediato sotto il regime fascista, divenne una figura chiave nell'introduzione della letteratura americana in Italia attraverso le sue significative traduzioni. La scrittura di Pavese è intrisa di un profondo coinvolgimento con il mito, il simbolo e l'archetipo, che spesso si manifesta in dialoghi poeticamente elaborati che approfondiscono la condizione umana. Le sue narrazioni, caratterizzate da un misto di cupezza e compassione, ritraggono in modo convincente individui che lottano con il proprio passato e il proprio posto nel mondo, consolidando il suo status di voce significativa nella letteratura italiana.

    Cesare Pavese
    Dialoghi con Leucó
    53 poesie
    Lavorare stanca
    Antologia di Spoon River
    Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950 con Il taccuino segreto
    Le poesie
    • A distanza di oltre trent'anni dall'uscita delle poesie di Pavese raccolte da Calvino in un volume dei "Supercoralli", viene riproposta l'intera opera dello scrittore. Alle raccolte già note ("Lavorare stanca", "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi") si aggiunge una terza parte, relativa agli anni giovanili, dal 1921 al 1930: quasi un preambolo poetico, il tentativo di un canzoniere che, nelle intenzioni dell'autore, doveva costituire un libro a sé. Maria Rosa Masoero ha ricostruito, sulla base del materiale ritrovato, il libro così come era nelle intenzioni di Pavese, eliminando quei materiali che non davano sufficienti garanzie filologiche di autenticità. Il volume è introdotto da Marziano Guglielminetti.

      Le poesie
      4,4
    • Iniziato il 6 ottobre 1935 durante i giorni del confino politico, "Il mestiere di vivere" accompagna Cesare Pavese fino al 18 agosto 1950, nove giorni prima della sua morte, e diventa a poco a poco il luogo cui affidare i pensieri sul proprio mondo di scrittore e di uomo e, soprattutto, le confessioni ultime su quei drammi intimi che laceravano la sua esistenza. Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull'arte condotta con rigore intellettuale e morale; e allo stesso tempo, pagina dopo pagina, testimonia con lucidità l'evoluzione di un personale mestiere di vivere.

      Il mestiere di vivere. Diario 1935-1950 con Il taccuino segreto
      4,2
    • Antologia di Spoon River

      Edizione integrale con testo inglese a fronte

      • 261pagine
      • 10 ore di lettura

      Nell'Antologia di Spoon River E. L. Masters richiama alla vita, con grande limpidità espressiva, i personaggi di una città di fantasmi che sembrano giacere ormai quieti dietro le lapidi di un erboso cimitero del Midwest. Ognuno racconta la sua storia e dà voce agli intrighi, alle ipocrisie e ai tormenti di un'esistenza repressa nelle abitudini e nel conformismo. Ne risulta un indimenticabile atto d'accusa contro lo stile di vita dell'America provinciale e puritana che ha il timbro crudo di una voce tagliente, che si consegna al tempo

      Antologia di Spoon River
      4,2
    • Lavorare stanca

      • 169pagine
      • 6 ore di lettura

      La raccolta che rivelò Pavese scrittore concentra e mette a fuoco un intero universo esistenziale, quello che sarà successivamente declinato nei romanzi e nei racconti. La Torino dei viali, dei corsi, dei prati, delle sponde del Po, delle strade in salita fra siepe e muro, popolata da creature sradicate e notturne; una campagna che non è solo e necessariamente Langa, ma tende a trasfigurarsi in una dimensione mitica e primordiale; un io che rimane distinguibile, nell'irredimibilità della propria solitudine e nell'anelito amoroso e fantastico, pur se mimetizzato nel racconto di vicende altrui

      Lavorare stanca
      4,1
    • Ventisei dialoghi brevi ma carichi di tensione, suadenti eppur sconfinanti nel tragico, in cui gli dèi e gli eroi della Grecia classica (da Edipo e Tiresia a Calipso e Odisseo, da Eros e Tànatos a Achille e Patroclo) sono invitati a discutere il rapporto tra uomo e natura, il carattere ineluttabile del destino, la necessità del dolore e l'irrevocabile condanna della morte. Un «capriccio serissimo», unico, in cui - come scrive nell'introduzione Sergio Givone - il mito è riproposto come «qualcosa di necessario», la cui poesia «ne rivela la cifra misteriosa e crudele». Completano il volume le note tratte dai manoscritti di Pavese e la presentazione da lui scritta per la prima edizione, la cronologia della vita e delle opere, la bibliografia ragionata e l'antologia della critica.

      Dialoghi con Leucó
      4,0
    • Tutti i racconti di Cesare Pavese, quelli da lui stesso pubblicati e quelli lasciati inediti. Un percorso letterario che inevitabilmente si intreccia e si affianca alle pagine autobiografiche del diario: il piú disadorno paesaggio cittadino, l'umanità dei caffè, degli imbarcaderi del Po, delle case, della campagna piemontese rivelano la travagliata maturazione dell'uomo e insieme aprono spiragli nella coscienza dolente e drammatica dello scrittore piemontese. Dai primi racconti di conflitti amorosi o di incomunicabilità alle rapide illuminazioni quasi metafisiche delle prose degli anni '40, si arriva al denso e limpido stile dei suoi romanzi migliori. ·

      Racconti
      3,9
    • La luna e i falò

      Edizione integrale

      • 143pagine
      • 6 ore di lettura

      Anguilla, un orfanello cresciuto nelle Langhe, ritorna nei luoghi dell'infanzia e della giovinezza dopo aver fatto fortuna in America. Ritrova il compagno di un tempo, Nuto, figura solida e integra che rappresenta un punto di riferimento per tutti al villaggio. Anguilla rivede se stesso in un giovane storpio di nome Cinto, figlio di un uomo impazzito per gli stenti e le fatiche del vivere quotidiano che una notte ha dato fuoco a tutto ciò che aveva. Il mondo contadino che Anguilla ha lasciato prima di partire è veramente rimasto intatto come appare, malgrado gli anni passati, gli orrori e le miserie della guerra? Qual è il segreto dei falò della notte di San Giovanni, a cui dai tempi dei tempi i contadini attribuiscono il potere di determinare la fortuna di un raccolto? Tra paesaggi naturali e paesaggi dell'anima questo romanzo, l'ultimo di Pavese, è il racconto del viaggio di Anguilla tra i ricordi del passato e le consapevolezze politiche ed esistenziali del presente.

      La luna e i falò
      3,9
    • Tra le amare baldorie paesane in Piemonte e l'oziosa vita di spiaggia in Liguria, prendono corpo, in questo romanzo pubblicato nel 1942, i temi della narrativa pavesiana: l'amicizia, le radici, le descrizioni di paesaggi indimenticabili. Doro si è sposato, ha lasciato Torino per Genova e da troppo tempo non vede un suo vecchio amico, un professore più che trentenne. Ma in un giorno d'estate, Doro ritorna. A quanto dice, gli è semplicemente venuta voglia di rivedere il suo paese, eppure l'amico di un tempo non gli crede: lo accompagna per i luoghi della loro giovinezza e intanto prova a scavare sotto quella scorza taciturna ed evasiva, alla ricerca di un dramma intimo. Il professore continuerà a cercare quel dramma anche quando seguirà Doro al mare, e soprattutto quando incontrerà la moglie del suo amico, Clelia: una donna volubile e affascinante. Troppo forse, perché il suo matrimonio funzioni. Un romanzo intenso e malinconico sui misteriosi e ambigui sentimenti che lasciano gli individui soli dinanzi al loro ineluttabile destino.

      La spiaggia
      3,7