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Charles Dickens

  • Boz
7. Februar 1812 – 9. Juni 1870

Charles Dickens si erge come il più grande romanziere dell'epoca vittoriana e un profondo critico sociale, le cui creazioni di personaggi indimenticabili e vivide rappresentazioni della Londra vittoriana primitiva continuano a risuonare. Le sue opere, nate da esperienze personali con la povertà e l'ingiustizia sociale, raggiunsero un'immensa popolarità durante la sua vita e rimangono durevolmente amate. Lodato per il suo realismo, umorismo e prosa distintiva, il genio di Dickens risiede nella sua capacità di catturare l'essenza del suo tempo esplorando temi intramontabili di resilienza umana. Il termine stesso 'dickensiano' testimonia il suo duraturo impatto culturale, significando condizioni e personaggi sia memorabili che criticamente osservati.

Charles Dickens
America
Il viaggiatore senza scopo
Il circolo Pickwick
David Copperfield
Una storia tra due città
A Christmas Carol
  • Scritti tra il 1843 e il 1848, i Racconti di Natale di Dickens costituiscono uno straordinario spettacolo narrativo metafisico e magico. Con queste storie animate da fantasmi, folletti e fate, l’autore affida alla scrittura il compito di rappresentare la qualità mutevole e fluttuante del reale, dimostrando la labilità del confine tra vero e apparente, la difficoltà di definire ciò che gli occhi vedono, di comprendere ciò che le parole dicono. Come nei suoi romanzi, anche qui Dickens svela l’altra faccia del mito del progresso, ritraendo l’Inghilterra della disoccupazione e del malessere sociale, Londra con le sue case fatiscenti e le sue strade degradate; la vita raffigurata non è però mai talmente cupa e disperata da non consentire spazi al sorriso o alla risata liberatoria, e attraverso personaggi e situazioni Dickens non perde occasione per scandagliare le possibilità del comico e del grottesco. Contro la realtà gretta e meschina, Dickens progetta le sue utopie natalizie, facendo ravvedere gli indifferenti e i malvagi, e, grazie all’intervento di spiriti benevoli, agli umili è consentito il lieto fine, in stanze rallegrate dall’agrifoglio, davanti a tavole stracolme di cibo.

    A Christmas Carol
    4,6
  • Romanzo di enorme e duraturo successo, Una storia tra due città uscì dapprima a puntate, quindi in volume, nel 1859. Si tratta di un romanzo storico ambientato tra Parigi e Londra nei burrascosi anni che precedettero e seguirono la Rivoluzione francese. Tra le molteplici vicende umane che si intrecciano in queste pagine spiccano quelle di Lucie Manette, donna insieme dolce e coraggiosa, figlia di un uomo ingiustamente detenuto nella Bastiglia e da lei inizialmente creduto morto; di Charles Darnay, aristocratico francese espatriato in Inghilterra, indiscriminatamente accusato durante il Terrore; e infine dell'avvocato Sydney Carton, dall'ambiguo passato, cui viene offerto un inconsueto destino. Racconto avvincente e ricco di colpi di scena, Una storia tra due città vive anche di un raffinato impianto allegorico nel quale i luoghi e i personaggi rappresentano diverse istanze politiche e sociali, in una indimenticabile raffigurazione delle forze che muovono la Storia dell'uomo.

    Una storia tra due città
    4,5
  • Pubblicato a puntate in venti fascicoli mensili (l’ultimo, secondo la consuetudine, doppio) dal maggio 1849 al novembre 1850, e immediatamente riproposto in un volume con le illustrazioni di H.K. Browne, detto “Phiz”, David Copperfield diviene subito uno dei romanzi di Charles Dickens più apprezzati non solo dalla schiera degli affezionati lettori, che avevano seguito l’uscita delle sue opere dai tempi del Circolo Pickwick (1837) e di Oliver Twist (1838), ma anche da scrittori e intellettuali illustri, George Eliot e Henry James, Dostoevskij e Freud. Né si possono dimenticare, in Italia, le pagine illuminanti dedicate al David Copperfield da Mario Praz, da Carlo Izzo, e da Cesare Pavese, che tradusse l’opera nel 1939.

    David Copperfield
    4,2
  • Nel Regno Unito e non solo parlare di Dickens è come parlare di Alessandro Manzoni in Italia: quasi un Padre della Patria. (...) 'Il viaggiatore senza scopo', 'The Unconventional traveller', oltre alla bizzaria del titolo che fissa una differenza, per quel tempo significativa, tra il 'commesso viaggiatore' e quello che adesso chiameremmo il 'turista culturale', rappresenta un diario fedele e anche interessante dei gusti e delle attenzioni umane e ambientali di Dickens. Colpisce, ancora una volta, l'impronta dickensiana di voler rappresentare, attraverso la narrazione, il gusto diffuso del suo tempo. Charles Dickens, il quale attraversa con la sua penna leggera e talora ironica città e campagne, terra e mare, uomini e donne, giovani e vecchi, gentiluomini e briganti. A tutti e di tutti fa un ritratto e racconta la sua storia, talora sciogliendo nodi culturali e storici, talora apponendo la sua cifra narrativa e personale, intrigante, ma inestricabile. Non siamo davanti ad un libro di viaggio, bensì al diario di un viaggiatore: la differenza è sostanziale. Il primo dovrebbe lasciare nel suo lettore il desiderio di ripercorrere quell'itinerario per scoprirne segreti e bugie, curiosità e banalizzazioni, il diario è invece un unicum, una testimonianza di vita e un atto d'amore." (Giovanni Puglisi)

    Il viaggiatore senza scopo
    3,9
  • Dickens, severo e attento osservatore della realtà sociale del suo paese, arriva per la prima volta in America nel 1841, convinto di trovarvi realizzati gli ideali rivoluzionari di libertà, giustizia e progresso. Il viaggio si risolve, in realtà, in una feroce disillusione. "America" è la storia di un rapporto di amore e odio, verso gli Stati Uniti e gli yankee, da parte di uno dei più moderni e "americani" rappresentanti del vecchio mondo

    America
    3,9
  • Il mistro di Edwin Drood

    • 335pagine
    • 12 ore di lettura

    Ultimo e incompiuto romanzo di Dickens (la stesura fu interrotta dalla morte dell'autore) viene qui presentato in una nuova traduzione così innovativa da rendere pressoché evidente la soluzione del giallo. Perché di giallo si tratta, con tanto di cadavere (forse...) scomparso e di personaggi che indagano. La vicenda, ambientata a Rochester, è quella di un matrimonio contrastato con il futuro sposo che misteriosamente scompare. La mancata sposa è naturalmente contesa da laidi ed equivoci personaggi sui quali ricadono i sospetti della sparizione. L'affascinante indeterminatezza del tutto è significativamente sottolineata ed esaltata dal ricorrente tema dei fumi dell'oppio: il testo si apre e chiude in una fumeria. L'assenza della soluzione è forse metafora dell'apatia generata dalla droga? O piuttosto della caduta in Dickens dell'illusione di poter descrivere la realtà con gli strumenti della letteratura?

    Il mistro di Edwin Drood
    3,8
  • Inventore del romanzo sociale, Dickens vi ha fuso e sviluppato le due tradizioni della narrativa inglese: la tradizione picaresca di Defoe e Fielding e quella sentimentale. Tempi difficili è il romanzo in cui più compiutamente si esprime la sua avversione all'ideologia utilitaristica, inevitabile conseguenza del processo di industrializzazione che caratterizza l'Inghilterra di quegli anni. Ma più che indagare le cause, Dickens rappresenta gli effetti sociali che lo sfruttamento produce, cioè la falsificazione dei rapporti umani. Il proletariato, per elevarsi alla condizione della borghesia, ne assume le caratteristiche di ipocrisia e di durezza.

    Tempi difficili
    3,5
  • La signora Lirriper

    • 124pagine
    • 5 ore di lettura

    Per sbarcare il lunario dopo la scomparsa del marito, una donna decide di aprire una pensione e presto viene travolta dagli intrighi e dalle disavventure di ospiti inattesi. Una lunga odissea che la signora Lirriper racconta oralmente a una non meglio identificata "mia cara", in un flusso narrativo popolato di personaggi, morti, segreti ed eredità misteriose. Il bizzarro, lungo e a suo modo scatenato monologo della signora Lirriper rivela il personaggio femminile più incredibile, affascinante e moderno mai creato da Dickens.

    La signora Lirriper
    3,3