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Friedrich Dürrenmatt

    5 gennaio 1921 – 14 dicembre 1990

    Friedrich Dürrenmatt fu un drammaturgo e prosatore svizzero la cui opera rifletteva profondamente le recenti esperienze della Seconda Guerra Mondiale. Propugnatore del teatro epico, ottenne fama per i suoi drammi d'avanguardia, romanzi polizieschi filosoficamente profondi e satire spesso macabre. La sua scrittura esplorava gli aspetti più oscuri della natura umana e le assurdità dell'esistenza con un unico senso dell'umorismo nero. Dürrenmatt si confrontava con temi di colpa, giustizia e moralità in un mondo volatile.

    Friedrich Dürrenmatt
    Il giudice e il suo boia
    La promessa
    La visita della vecchia signora
    La morte della Pizia
    Il minotauro
    Racconti
    • Racconti

      • 412pagine
      • 15 ore di lettura

      Il volume raccoglie i racconti di Friedrich Durrenmatt scritti fra il 1942 e il 1985, tra cui "La panne" del 1956, che esplora il conflitto tra l'individuo e un mondo mostruoso. La narrazione si muove tra toni leggeri, comici, angoscianti e tragici, coinvolgendo il lettore come il protagonista. I primi schizzi anticipano la qualità del suo lavoro, caratterizzato da situazioni di scacco esistenziale. In racconti come "Guerra invernale nel Tibet", Durrenmatt amplia il tema a una condizione umana futuristica. Esplora anche il mito in "Il ritratto di Sisifo", "La morte della Pizia" e "Il Minotauro", dove la lotta per la salvezza si svolge in un labirinto che riflette l'illusorietà della fuga. In "La caduta", costruisce una parabola sulla degenerazione politica e il potere. Le aporie della civiltà emergono in "Notizie sullo stato dell'informazione nell'età della pietra". Durrenmatt, con il suo forte senso dell'umorismo e del grottesco, evita schemi ideologici rigidi, abbandonandosi al gioco dell'invenzione. Riconosce la responsabilità dello scrittore, affermando che l'arte è un confronto con il mondo, e solo vivendo il conflitto si può intravedere il suo senso. Indice: Natale; Il torturatore; La salsiccia; Il figlio; Il vecchio; Il ritratto di Sisifo; e altri racconti.

      Racconti
      4,3
    • Il minotauro

      • 72pagine
      • 3 ore di lettura

      Con i versi di una ballata, che a stento riescono a contenere l’impeto affabulatorio, Friedrich Dürrenmatt, come già nella "Morte della Pizia", si inol­tra sul terreno del mito. Il suo minotauro, creatura terrifica e insieme innocente, imprigionato in un labirinto che è un intricato gioco di specchi, si dibatte alla ricerca di una via d’uscita, in primo luogo da se stesso. E nel turbine di immagini in cui il mostro si perde, e si scopre, il mito rifulge di nuova luce.

      Il minotauro
      4,1
    • La morte della Pizia

      • 68pagine
      • 3 ore di lettura

      «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

      La morte della Pizia
      4,1
    • Con "La visita della vecchia signora", "commedia tragica" scritta nel 1955, lo svizzero Durrenmatt conquistò i palcoscenici di mezzo mondo e diede vita a una delle sue più singolari figure femminili, Claire Zachanassian, donna dal fascino perverso e malvagio. Essa non impersona - come ricorda l'autore - "né la giustizia né il piano Marshall e tantomeno l'apocalisse"; è semplicemente la donna più ricca del mondo e "grazie al denaro può agire come un'eroina della tragedia greca, assoluta, crudele". Dietro la multimilionaria, che ha fatto fortuna con numerosi matrimoni, si celava un tempo la povera fanciulla Klari Wascher sedotta e abbandonata da Alfred Ill. Questa favola grottesca prende avvio dal ritorno della vecchia Claire al luogo natio, la cittadina di Gullen, un agglomerato svizzero di inettitudini e frustrazioni piccolo-borghesi. Accompagnata dal settimo marito, da due eunuchi oltreché da una temibile pantera, Claire è ossessionata da un unico pensiero: vendicarsi di Ill. Ma il compito spetta ai suoi concittadini, a cui ha promesso una ricompensa favolosa. Anche il paese più quieto e onesto non sa sottrarsi all'insidia del denaro, anche le coscienze più probe si induriscono nell'egoismo sino ad accettare l'assassinio. Commedia dell'inautentico, questa piéce indaga, con straniante gusto per il paradosso e la provocazione, sulla corruttibilità dell'uomo, la manipolazione del consenso e il rapporto fra morale e violenza.

      La visita della vecchia signora
      4,0
    • Giustizia

      • 211pagine
      • 8 ore di lettura

      Tutta giocata di sponda è un romanzo giallo che si distingue per il suo approccio «antipoliziesco», rivelando l'assassino sin dall'inizio. La storia inizia con l'omicidio del professor Winter, colpito dal consigliere cantonale Kohler mentre gusta un piatto al ristorante. Da quel momento, altri personaggi, tra cui un playboy, una squillo e due protettori, vengono eliminati, creando un intricato rompicapo. Il comandante, frustrato, considera l'omicidio senza motivo non solo immorale ma illogico. Nel frattempo, Kohler, in prigione, è incredibilmente sereno e desidera che l'avvocato Spät, difensore di prostitute, esamini il caso con l'idea che non sia stato lui a premere il grilletto. Spät accetta la sfida e si immerge in una commedia umana e filosofica che coinvolge lettori e protagonisti, interrogandosi sul motivo della gioia di Kohler e sul suo delitto. Questo giallo, tra i più sorprendenti, offre una miscela di suspense, grottesco e teatralità, affrontando anche il tema dell'impossibilità della giustizia.

      Giustizia
      3,5
    • The Stone World

      • 240pagine
      • 9 ore di lettura

      Depicts an American boy's childhood in Mexico, ensconced in a world comprised of communist European exiles, local union activists, street children and avant-garde artists like Frida Kahlo

      The Stone World
      4,3
    • In the town of Slurry, New York, post-war recession has bitten. Claire Zachanassian, improbably beautiful and impenetrably terrifying, returns to her hometown as the world's richest woman. The locals hope her arrival signals a change in their fortunes, but they soon realise that prosperity will only come at a terrible price...

      The Visit, or The Old Lady Comes to Call
      4,0