Bookbot

La Razione di Ferro

Maggiori informazioni sul libro

- ...A rendere omaggio alla verità restano fortunatamente le testimonianze pubblicate da quelli che la campagna di Russia l'hanno provata in prima persona e le cui opere meriterebbero di essere conosciute da un più vasto pubblico di lettori. Tra queste riportiamo una delle più commoventi e drammatiche pagine scritte dal bellunese Rocco Rocco, medico della Valpiave, poeta e uomo della Resistenza, nel suo libro "La razione di ferro": "I carri russi nella vasta dorsale di una lenta collina di là di Ssoollowiev avevano il loro ordine di battaglia. Alpini e artiglieri alpini dell'8° e del 3° erano per assumere quasi improvvisamente il proprio. Ho visto quelli del Conegliano schierare su quel pianoro, a difesa del paese, quei pezzi e il loro comandante accanto, in piedi. Ho visto, nell'attesa dell'azione, un capannello di questi alpini. Li ho visti prendersi per mano come a girotondo dopo aver acceso al centro un breve falò e cantarono chini sulla fiamma "par che lusi simpri biele su l'Italie a l'infinit" e non finirono il canto interrotto dall'ordine. Ruppero il cerchio e corsero all'azione, buttati nel gioco infernale contro i carri armati incombenti".

Acquisto del libro

La Razione di Ferro, Rocco Rocco

Lingua
Pubblicato
1972
Rilegatura
(In brossura)
Ti avviseremo via email non appena lo rintracceremo.

Metodi di pagamento

Titolo
La Razione di Ferro
Lingua
Italiano
Pubblicato
1972
Formato
In brossura
Serie
Categoria
Descrizione
- ...A rendere omaggio alla verità restano fortunatamente le testimonianze pubblicate da quelli che la campagna di Russia l'hanno provata in prima persona e le cui opere meriterebbero di essere conosciute da un più vasto pubblico di lettori. Tra queste riportiamo una delle più commoventi e drammatiche pagine scritte dal bellunese Rocco Rocco, medico della Valpiave, poeta e uomo della Resistenza, nel suo libro "La razione di ferro": "I carri russi nella vasta dorsale di una lenta collina di là di Ssoollowiev avevano il loro ordine di battaglia. Alpini e artiglieri alpini dell'8° e del 3° erano per assumere quasi improvvisamente il proprio. Ho visto quelli del Conegliano schierare su quel pianoro, a difesa del paese, quei pezzi e il loro comandante accanto, in piedi. Ho visto, nell'attesa dell'azione, un capannello di questi alpini. Li ho visti prendersi per mano come a girotondo dopo aver acceso al centro un breve falò e cantarono chini sulla fiamma "par che lusi simpri biele su l'Italie a l'infinit" e non finirono il canto interrotto dall'ordine. Ruppero il cerchio e corsero all'azione, buttati nel gioco infernale contro i carri armati incombenti".