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Quando Woody Guthrie era bambino il West, inteso come terra di frontiera, non c'era già più da un pezzo. Erano passati i tempi in cui al lavoratore sfruttato degli stabilimenti di New York o Boston restava come via di uscita dalla miseria e dalla disciplina di fabbrica il miraggio o la speranza di andarsene all'Ovest, prendersi un pezzo di terra e vivere "senza dipendere da nessuno". Ora l'odio per il lavoro imposto, per una condizione di sfruttamento senza vie d'uscita era la molla che spingeva centinaia di migliaia di proletari a scegliere di vivere "sulla strada" con l'incertezza del futuro piuttosto che col destino programmato della fabbrica. Poi venne la Grande crisi e poi il New Deal, lo "sforzo collettivo", la rinascita. A questo punto per gli "hoboes" irriducibili, i vagabondi, i nemici dell'ordine, non c'era più posto, la società americana doveva schiacciarli o isolarli. Tanti cedettero, tanti, se rimasero coerenti, lo furono nel più totale isolamento. Quei pochi che riuscirono a evitare queste ci riuscirono, probabilmente, proprio perchè furono capaci di trasformare in rivolta contro il nuovo ordine l'antica indisciplina, l'antica irriducibilità al lavoro sotto padrone. Woody Guthrie è uno di questi; "Bound for glory", il romanzo qui presentato, è la storia della sua vita e delle sue lotte. Nato a Okemah (Oklahoma) nel 1913, Guthrie è morto a New York nell'ottobre 1967, pochi giorni prima del Che Guevara.
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Questa terra e' la mia terra, Woody Guthrie
- Lingua
- Pubblicato
- 1977
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- (In brossura)
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- Titolo
- Questa terra e' la mia terra
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Woody Guthrie
- Editore
- Savelli
- Pubblicato
- 1977
- Formato
- In brossura
- Serie
- Descrizione
- Quando Woody Guthrie era bambino il West, inteso come terra di frontiera, non c'era già più da un pezzo. Erano passati i tempi in cui al lavoratore sfruttato degli stabilimenti di New York o Boston restava come via di uscita dalla miseria e dalla disciplina di fabbrica il miraggio o la speranza di andarsene all'Ovest, prendersi un pezzo di terra e vivere "senza dipendere da nessuno". Ora l'odio per il lavoro imposto, per una condizione di sfruttamento senza vie d'uscita era la molla che spingeva centinaia di migliaia di proletari a scegliere di vivere "sulla strada" con l'incertezza del futuro piuttosto che col destino programmato della fabbrica. Poi venne la Grande crisi e poi il New Deal, lo "sforzo collettivo", la rinascita. A questo punto per gli "hoboes" irriducibili, i vagabondi, i nemici dell'ordine, non c'era più posto, la società americana doveva schiacciarli o isolarli. Tanti cedettero, tanti, se rimasero coerenti, lo furono nel più totale isolamento. Quei pochi che riuscirono a evitare queste ci riuscirono, probabilmente, proprio perchè furono capaci di trasformare in rivolta contro il nuovo ordine l'antica indisciplina, l'antica irriducibilità al lavoro sotto padrone. Woody Guthrie è uno di questi; "Bound for glory", il romanzo qui presentato, è la storia della sua vita e delle sue lotte. Nato a Okemah (Oklahoma) nel 1913, Guthrie è morto a New York nell'ottobre 1967, pochi giorni prima del Che Guevara.



