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L'arcitaliano Ferrara Giuliano

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Anni Settanta: Ferrara è un funzionario del Pci a Torino, un italomarxista berlingueriano e sostenitore del compromesso storico. Antiliberista e giocatore di poker, è armato di pistola e favorevole alla delazione di massa contro il terrorismo, oltre a essere un fervente sostenitore della causa palestinese, ma abbandona il Pci in declino, con un'intervista fasulla. Anni Ottanta: Diventa anticomunista alla corte di Craxi, raccomandato dal Psi al “Corriere della Sera” filo-craxiano. Scrive contro il Pci a “Reporter” usando lo pseudonimo Piero Dall’Ora e risulta essere un informatore della Cia, pagato in dollari. Si afferma come opinionista craxiano alla Rete 2 della Rai e come giustizialista televisivo a Rai 3. Passa dalla Rai lottizzata a Fininvest berlusconiana, diventando eurodeputato socialista con un seggio-fantasma. Anni Novanta: Ferrara difende la prima Repubblica e si schiera subito con la seconda, opponendosi all’inchiesta Mani pulite e al sistema elettorale maggioritario. Pubblica “Lezioni d’amore” autocensurate e diventa ministro-portavoce del primo governo Berlusconi. Fondando “Il Foglio” con la signora Berlusconi, lancia campagne contro Antonio Di Pietro e Stefania Ariosto, collocandosi a destra, ma con uno sguardo a sinistra. Duemila: Ferrara si mostra berlusconiano con riserva, superisraeliano e antislamico, sostenendo la guerra preventiva Usa all’Iraq. Si parla di una valigia di denaro contante ricevuta da Cal

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L'arcitaliano Ferrara Giuliano, Pino Nicotri

Lingua
Pubblicato
2004
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
L'arcitaliano Ferrara Giuliano
Lingua
Italiano
Editore
kaos
Pubblicato
2004
Formato
In brossura
Pagine
265
ISBN10
8879531336
ISBN13
9788879531337
Serie
Valutazione
3 su 5
Descrizione
Anni Settanta: Ferrara è un funzionario del Pci a Torino, un italomarxista berlingueriano e sostenitore del compromesso storico. Antiliberista e giocatore di poker, è armato di pistola e favorevole alla delazione di massa contro il terrorismo, oltre a essere un fervente sostenitore della causa palestinese, ma abbandona il Pci in declino, con un'intervista fasulla. Anni Ottanta: Diventa anticomunista alla corte di Craxi, raccomandato dal Psi al “Corriere della Sera” filo-craxiano. Scrive contro il Pci a “Reporter” usando lo pseudonimo Piero Dall’Ora e risulta essere un informatore della Cia, pagato in dollari. Si afferma come opinionista craxiano alla Rete 2 della Rai e come giustizialista televisivo a Rai 3. Passa dalla Rai lottizzata a Fininvest berlusconiana, diventando eurodeputato socialista con un seggio-fantasma. Anni Novanta: Ferrara difende la prima Repubblica e si schiera subito con la seconda, opponendosi all’inchiesta Mani pulite e al sistema elettorale maggioritario. Pubblica “Lezioni d’amore” autocensurate e diventa ministro-portavoce del primo governo Berlusconi. Fondando “Il Foglio” con la signora Berlusconi, lancia campagne contro Antonio Di Pietro e Stefania Ariosto, collocandosi a destra, ma con uno sguardo a sinistra. Duemila: Ferrara si mostra berlusconiano con riserva, superisraeliano e antislamico, sostenendo la guerra preventiva Usa all’Iraq. Si parla di una valigia di denaro contante ricevuta da Cal