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La disputa del Nuovo Mondo

Storia di una polemica [1750-1900]

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L’America è un continente inferiore? Questa era la convinzione di Hegel, che cercava di semplificare la complessità del mondo. Tuttavia, l’idea non era nuova; il libro esplora le sue radici nel Settecento, con il naturalista Buffon, che per primo attribuì una dimensione scientifica all’idea di immaturità dell’ambiente e degli animali americani. L’abate de Pauw estese questa condanna agli indigeni, considerati fiacchi e impotenti, senza mai aver visitato il Nuovo Mondo. Tale «calunnia» suscitò reazioni vivaci da parte degli apologeti del Buon Selvaggio, dei Gesuiti espulsi dalle colonie iberiche e dei padri fondatori degli Stati Uniti. Al contrario, storici e filosofi come Robertson, Kant e Hegel accolsero la visione negativa di Buffon e De Pauw. Con eleganza e ironia, l’autore segue le tracce di queste polemiche nella poesia del primo Ottocento (Keats, Goethe, Lenau, Leopardi), nel pensiero di naturalisti e scienziati (Humboldt, Darwin), e nelle riflessioni di filosofi della storia (Herder, de Maistre, Comte), così come nei resoconti di viaggiatori (Trollope, Dickens) e nelle risposte dei grandi scrittori americani (Emerson, Thoreau, Melville, Whitman), fino ai giorni nostri. Con questo lavoro, l’autore dimostra quanto possa essere avventurosa e ricca di implicazioni la storia delle idee.

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La disputa del Nuovo Mondo, Antonello Gerbi, Antonio Melis

Lingua
Pubblicato
2000
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
La disputa del Nuovo Mondo
Sottotitolo
Storia di una polemica [1750-1900]
Lingua
Italiano
Editore
Adelphi
Pubblicato
2000
Formato
In brossura
Pagine
1017
ISBN10
8845915239
ISBN13
9788845915239
Serie
Valutazione
4,2 su 5
Descrizione
L’America è un continente inferiore? Questa era la convinzione di Hegel, che cercava di semplificare la complessità del mondo. Tuttavia, l’idea non era nuova; il libro esplora le sue radici nel Settecento, con il naturalista Buffon, che per primo attribuì una dimensione scientifica all’idea di immaturità dell’ambiente e degli animali americani. L’abate de Pauw estese questa condanna agli indigeni, considerati fiacchi e impotenti, senza mai aver visitato il Nuovo Mondo. Tale «calunnia» suscitò reazioni vivaci da parte degli apologeti del Buon Selvaggio, dei Gesuiti espulsi dalle colonie iberiche e dei padri fondatori degli Stati Uniti. Al contrario, storici e filosofi come Robertson, Kant e Hegel accolsero la visione negativa di Buffon e De Pauw. Con eleganza e ironia, l’autore segue le tracce di queste polemiche nella poesia del primo Ottocento (Keats, Goethe, Lenau, Leopardi), nel pensiero di naturalisti e scienziati (Humboldt, Darwin), e nelle riflessioni di filosofi della storia (Herder, de Maistre, Comte), così come nei resoconti di viaggiatori (Trollope, Dickens) e nelle risposte dei grandi scrittori americani (Emerson, Thoreau, Melville, Whitman), fino ai giorni nostri. Con questo lavoro, l’autore dimostra quanto possa essere avventurosa e ricca di implicazioni la storia delle idee.