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Quinto tipo: Al palo della morte

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  • 173pagine
  • 7 ore di lettura

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Roma, per molti abitanti del centro, termina al Pigneto, e domande come «Per andare a Tor Pignattara faccio il Raccordo?» rivelano una scarsa conoscenza della città. Tor Pignattara, vicino al Pigneto, è un quartiere di confine, non solo urbanistico e sociale, ma anche culturale. Qui, nell'estate del 2014, Shahzad, un giovane pakistano, viene ucciso da un minorenne romano. L'arresto del padre del ragazzo, accusato di concorso e istigazione all'omicidio, segna l'inizio di una stagione di pogrom razzisti nelle periferie romane e di scoperte su Mafia Capitale. Giuliano Santoro esplora la vicenda di Shahzad, dalla sua vita a Roma alla ricerca di conforto nella religione, fino all'incontro fatale con il suo assassino. Da un caso di cronaca, si espande un vortice che abbraccia migranti, sottoproletari, giovani precari, ronde per la “sicurezza”, e neofascisti, ma anche esperienze di meticciato e solidarietà. La narrazione mette in luce le tensioni sociali e politiche che scuotono la città, rivelando un'opinione pubblica ossessionata dal “degrado” e dal “decoro”.

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Quinto tipo: Al palo della morte, Giuliano Santoro

Lingua
Pubblicato
2015
Rilegatura
(In brossura),
Condizioni del libro
In buone condizioni
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7,39 €

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Titolo
Quinto tipo: Al palo della morte
Lingua
Italiano
Editore
Alegre
Pubblicato
2015
Formato
In brossura
Pagine
173
ISBN10
889884123X
ISBN13
9788898841233
Serie
Tag
Roma
Descrizione
Roma, per molti abitanti del centro, termina al Pigneto, e domande come «Per andare a Tor Pignattara faccio il Raccordo?» rivelano una scarsa conoscenza della città. Tor Pignattara, vicino al Pigneto, è un quartiere di confine, non solo urbanistico e sociale, ma anche culturale. Qui, nell'estate del 2014, Shahzad, un giovane pakistano, viene ucciso da un minorenne romano. L'arresto del padre del ragazzo, accusato di concorso e istigazione all'omicidio, segna l'inizio di una stagione di pogrom razzisti nelle periferie romane e di scoperte su Mafia Capitale. Giuliano Santoro esplora la vicenda di Shahzad, dalla sua vita a Roma alla ricerca di conforto nella religione, fino all'incontro fatale con il suo assassino. Da un caso di cronaca, si espande un vortice che abbraccia migranti, sottoproletari, giovani precari, ronde per la “sicurezza”, e neofascisti, ma anche esperienze di meticciato e solidarietà. La narrazione mette in luce le tensioni sociali e politiche che scuotono la città, rivelando un'opinione pubblica ossessionata dal “degrado” e dal “decoro”.