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Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo»

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  • 332pagine
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Il diavolo e il feticismo della merce è ormai un classico dell'antropologia contemporanea. Michael Taussig, antropologo australiano, in questo libro esplora il significato sociale della figura del diavolo nel folklore diffuso tra i lavoratori delle piantagioni e tra i minatori in Sud America. La trasformazione del male in feticcio, attraverso l'immagine del diavolo, fa da mediazione al conflitto tra forme di oggettivazione dell'essere umano che precedono e seguono l'avvento del capitalismo. Emergono così i nessi tra le narrative locali fondate sul «patto col diavolo», nelle quali l'anima è barattata per un potere transitorio, e i modi in cui la produzione capitalistica trasforma i lavoratori in soggetti «alienati» dai beni dei quali sono i produttori. Strumenti centrali della critica marxista, quali i concetti di mercificazione e di alienazione, si traducono in questo libro in un racconto sul capitalismo e le strategie di resistenza per non soccombervi, a cavallo tra la fine del mondo contadino e l'avvento del mondo salariato.

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Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo», Michael Taussig

Lingua
Pubblicato
2017
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Il diavolo e il feticismo della merce. Antropologia dell'alienazione nel «patto col diavolo»
Lingua
Italiano
Pubblicato
2017
Formato
In brossura
Pagine
332
ISBN10
8865481919
ISBN13
9788865481912
Serie
Descrizione
Il diavolo e il feticismo della merce è ormai un classico dell'antropologia contemporanea. Michael Taussig, antropologo australiano, in questo libro esplora il significato sociale della figura del diavolo nel folklore diffuso tra i lavoratori delle piantagioni e tra i minatori in Sud America. La trasformazione del male in feticcio, attraverso l'immagine del diavolo, fa da mediazione al conflitto tra forme di oggettivazione dell'essere umano che precedono e seguono l'avvento del capitalismo. Emergono così i nessi tra le narrative locali fondate sul «patto col diavolo», nelle quali l'anima è barattata per un potere transitorio, e i modi in cui la produzione capitalistica trasforma i lavoratori in soggetti «alienati» dai beni dei quali sono i produttori. Strumenti centrali della critica marxista, quali i concetti di mercificazione e di alienazione, si traducono in questo libro in un racconto sul capitalismo e le strategie di resistenza per non soccombervi, a cavallo tra la fine del mondo contadino e l'avvento del mondo salariato.