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Karl Witte

    Giurista e studioso tedesco, questo autore è rinomato per il suo profondo coinvolgimento con le opere di Dante Alighieri. La sua eredità letteraria risiede in studi e interpretazioni illuminanti che gettano luce su temi complessi e contesti storici. Offre una prospettiva unica per apprezzare il potere duraturo della letteratura classica.

    Die Biblische Geschichte, den Kindern erzählt
    Decameron
    La Divina Commedia
    • La Divina Commedia

      • 224pagine
      • 8 ore di lettura

      Cento canti di altissima poesia: la Divina Commedia è considerata il primo testo della letteratura italiana. L'opera immortale del nostro sommo poeta è qui presentata in un'edizione che riproduce il testo critico secondo l'ultima vulgata stabilita da Giorgio Petrocchi. Il primo a definire "Divina" la Commedia di Dante fu Boccaccio; il titolo Divina Commedia risulta per la prima volta in una edizione del 1555. Il senso del viaggio dantesco nell'oltretomba può essere rintracciato nella discussa Epistola a Cangrande della Scala - al quale l'autore dedica il Paradiso: Dante spiega di aver voluto mostrare agli uomini che l'unico modo per elevarsi dalla loro condizione di peccatori e per conquistare verità e salvezza è affidarsi al retto uso della ragione. Un viaggio allegorico attraverso cui il poeta, e con lui l'umanità tutta, riesce ad abbandonare "la selva oscura" della propria miseria per rendersi degno di attingere al divino. -- 4ème de couverture

      La Divina Commedia2017
      4,0
    • Decameron

      • 1362pagine
      • 48 ore di lettura

      Il Decameron è una raccolta di cento novelle, raccontate in dieci giorni da sette donne e tre uomini, allontanatisi da Firenze per sfuggire alla peste che contagiò la città nel 1348. L’opera è quindi suddivisa in “Giornate” e nel Proemio l’autore spiega il carattere del suo libro. Nella Giornata I si parla “di quello che più aggrada a ciascheduno”, nella II “di chi, da diverse cose infestato sia, oltre alla sua speranza, riuscito a lieto fine”, nella III “di chi alcuna cosa molto da lui desiderata con industria acquistasse, o la perduta ricoverasse”… e così via. Boccaccio vi dipinge un eccezionale affresco della Firenze del Duecento, delle virtù e dei vizi dei suoi abitanti: dalla prontezza del servo Chichibio, che volge in riso l’ira del padrone, al crudele Tancredi, che fa uccidere l’amante della figlia; dalla generosità malinconica di Federigo degli Alberighi, che per amore sacrifica il suo falcone preferito, alla folle gelosia di Guglielmo da Rossiglione. Racconti a tema libero, novelle a lieto fine, storie d’amore fortunate o tragiche si alternano a esempi di grandezza d’animo, scherzi e beffe, imprese eroiche, in una grandiosa epopea laica e profana dell’uomo medievale.

      Decameron2008
      3,9