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Jean-Dominique Bauby

    23 aprile 1952 – 9 marzo 1997

    Jean-Dominique Bauby è stato un giornalista e redattore francese che, dopo aver subito un ictus, sviluppò la sindrome locked-in. Nonostante la paralisi completa, potendo comunicare solo tramite l'ammiccamento della palpebra sinistra, le sue facoltà mentali rimasero intatte. Attraverso questo laborioso metodo, dettando meticolosamente lettera per lettera, compose le sue profondamente commoventi memorie. La sua opera testimonia la resilienza dello spirito umano e la potenza della vita interiore di fronte a vincoli fisici inimmaginabili.

    Jean-Dominique Bauby
    Lo scafandro e la farfalla
    • Lo scafandro e la farfalla

      • 128pagine
      • 5 ore di lettura

      ’8 dicembre 1995 un ictus getta Jean-Dominique Bauby in coma profondo. Quando ne esce, tutte le sue funzioni motorie sono deteriorate. Colpito da quella che la medicina chiama locked-in syndrome, e che lascia perfettamente lucidi ma prigionieri del proprio corpo inerte, Bauby non può più muoversi, mangiare parlare o anche semplicemente respirare senza aiuto. In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro di un palombaro, solo un occhio si muove. Quell’occhio, il sinistro, è il suo legame con il mondo, con gli altri, con la vita. Sbattendo una volta le palpebre del suo occhio Bauby dice di sì, due volte significano un no. Sempre con un battito di ciglia, ferma l’interlocutore su una lettera dell’alfabeto che gli viene recitato secondo l’ordine di frequenza della lingua francese: «E, S, A, R, I, N, T…». E, lettera dopo lettera, Bauby detta parole, frasi, pagine intere... Con il suo occhio Bauby scrive questo libro: per settimane intere, ogni mattina prima dell’alba, pensa e memorizza un capitolo che più tardi detta a una redattrice del suo editore. Così, da dietro l’oblò del suo scafandro, ci invia le cartoline di un mondo che possiamo solo immaginare, dove vola leggera la farfalla del suo spirito.

      Lo scafandro e la farfalla1997
      4,0