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Aleksandr Isajevič Solženicyn

    11 dicembre 1918 – 3 agosto 2008

    Aleksandr Solzhenitsyn è rinomato per le sue opere letterarie che approfondiscono le difficoltà e le ingiustizie della vita all'interno dell'Unione Sovietica. Il suo stile è caratterizzato da una cruda onestà e da una profonda intuizione della psiche umana sotto costrizione. Attraverso la sua scrittura, espone verità sui regimi totalitari, sottolineando il potere dello spirito umano di fronte all'oppressione. Le sue opere rimangono una potente testimonianza di resilienza e integrità morale.

    Aleksandr Isajevič Solženicyn
    Biblioteca Economica: Una giornata di Ivan Denisovič
    Arcipelago Gulag
    Una giornata di Ivan Denisovič - La casa di Matrjona - Alla stazione
    Una giornata di Ivan Denisovič
    Lenin a Zurigo
    Padiglione cancro
    • Il romanzo provocò nel 1967 la irrimediabile frattura tra lo scrittore e le autorità sovietiche. Nel reparto oncologico dell'ospedale di una città dell'Asia centrale si incontrano, senza riuscire a entrare in comunicazione, donne e uomini che hanno alle spalle esistenze diverse. L'incombere della malattia e della morte li costringe a fare il bilancio della propria vita, ma anche a confrontarsi con la spada di Damocle del fato. Il valore dei singoli si misurerà sulla base della loro capacità di far tesoro dell'esperienza della vita e della sofferenza e di riuscire a trasferire nel mondo esterno le riflessioni avviate in quella corsia d'ospedale.

      Padiglione cancro
    • Quando, nel 1962, apparve sulla rivista "Novyi Mir" questo romanzo, tra i più noti e discussi di Solzenicyn, fu chiaro che qualcosa di completamente nuovo stava accadendo nella letteratura sovietica: per la prima volta, infatti, si osava descrivere la realtà dei campi di concentramento stalinisti, sebbene, come ebbe a dire Tvardòvskij, il racconto evitasse volutamente "di porre in risalto quelle aperte violazioni alla legalità sovietica che si esprimono in orrende crudeltà e arbitrii". Con questa narrazione piana, precisa, puntigliosa, priva di astio di "una delle giornate più ordinarie della vita del campo, dalla sveglia alla ritirata", Solzenicyn ci ha consegnato il racconto di un incubo che ha assunto il valore storico e letterario di una liberazione. E accanto al dubbio, al sospetto, alla tensione diffusa che avevano avvelenato la vita dei sovietici negli anni Trenta, ci sono qui il paesaggio, la lingua e l'anima della Russia che pervadono la ricerca espressiva del grande scrittore.

      Una giornata di Ivan Denisovič
    • Biblioteca Economica: Una giornata di Ivan Denisovič

      Con l'autobiografia dell'autore, premessa di Cristiano Armati, traduzione integrale e note di Chiara Spano

      • 157pagine
      • 6 ore di lettura

      Quando, nel 1962, apparve sulla rivista "Novyi Mir" questo romanzo, tra i più noti e discussi di Solzenicyn, fu chiaro che qualcosa di completamente nuovo stava accadendo nella letteratura sovietica: per la prima volta, infatti, si osava descrivere la realtà dei campi di concentramento stalinisti, sebbene, come ebbe a dire Tvardòvskij, il racconto evitasse volutamente "di porre in risalto quelle aperte violazioni alla legalità sovietica che si esprimono in orrende crudeltà e arbitrii". Con questa narrazione piana, precisa, puntigliosa, priva di astio di "una delle giornate più ordinarie della vita del campo, dalla sveglia alla ritirata", Solzenicyn ci ha consegnato il racconto di un incubo che ha assunto il valore storico e letterario di una liberazione. E accanto al dubbio, al sospetto, alla tensione diffusa che avevano avvelenato la vita dei sovietici negli anni Trenta, ci sono qui il paesaggio, la lingua e l'anima della Russia che pervadono la ricerca espressiva del grande scrittore.

      Biblioteca Economica: Una giornata di Ivan Denisovič
    • March 1917

      The Red Wheel, Node III, Book 3

      • 712pagine
      • 25 ore di lettura

      Set against the backdrop of March 1917, the narrative explores the revolutionary turmoil emanating from Petrograd, which significantly impacts the front lines of World War I. The story delves into the forces contributing to Russia's impending collapse, highlighting the chaotic intersection of war and revolution. Themes of disintegration and the struggle for power are woven throughout, capturing a pivotal moment in Russian history.

      March 1917
    • The Gulag Archipelago from 1973 is Solzhenitsyn's masterwork, a vast canvas of camps, prisons, transit centres and secret police, of informers and spies and interrogators and also of heroism, a Stalinist anti-world at the heart of the Soviet Union where the key to survival lay not in hope but in despair.The work is based on the testimony of some two hundred survivors, and on the recollection of Solzhenitsyn's own eleven years in labour camps and exile. It is both a thoroughly researched document and a feat of literary and imaginative power. This edition has been abridged into one volume at the author's wish and with his full co-operation.

      The Gulag Archipelago