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Jón Kalman Stefánsson

    17 dicembre 1963

    Jón Kalman Stefánsson si addentra nelle profondità della psiche umana, esplorando temi come la memoria, il tempo e l'identità con notevole precisione lirica. La sua scrittura è caratterizzata da un'atmosfera onirica e un linguaggio poetico che attira i lettori nelle esperienze intime dei suoi personaggi. Stefánsson si concentra sulla rappresentazione di complesse relazioni interpersonali e della fragilità dell'esistenza umana, spesso ambientate in aspri paesaggi nordici. I suoi romanzi sono meditazioni sulla vita, la morte e la costante ricerca di significato in un mondo aspro ma bello.

    Jón Kalman Stefánsson
    La tristezza degli angeli
    The Heart of Man
    Crepitio di stelle
    Storia di Ásta
    I pesci non hanno gambe
    Il pastore d'Islanda
    • Il pastore d'Islanda

      • 140pagine
      • 5 ore di lettura

      Il Natale può essere festeggiato in tanti modi, ma Benedikt ne ha uno tutto suo: ogni anno la prima domenica d’Avvento si mette in cammino per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali delle greggi. Nessuno osa sfidare il buio e il gelo dell’inverno islandese per accompagnarlo nella rischiosa missione, o meglio nessun uomo, perché Benedikt può sempre contare sull’aiuto dei suoi due amici più fedeli: il cane Leó e il montone Roccia. Comincia così il viaggio dell’inseparabile terzetto, la «santa trinità», come li chiamano in paese, attraverso l’immenso deserto bianco, contro la furia della tormenta che morde le membra e inghiotte i contorni del mondo, cancellando ogni certezza e ogni confine tra la terra e il cielo. È qui che Benedikt si sente al suo posto, tra i monti dove col tempo ha sepolto i suoi sogni insieme alla paura della morte e della vita, nella solitudine che è in realtà «la condizione stessa dell’esistenza», con il compito cui non può sottrarsi e che porta avanti fiducioso, costi quel costi, in un continuo confronto con gli elementi e con se stesso, per riconquistare un senso alla dimensione umana. Nella sua semplicità evocativa, Il pastore d’Islanda è il racconto di un’avventura che diventa parabola universale, un gioiello poetico che si interroga sui valori essenziali dell’uomo, un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Esce per la prima volta in Italia un classico della letteratura nordica che ha fatto il giro del mondo e sembra aver ispirato Hemingway per Il vecchio e il mare, considerato in Islanda il vero canto di Natale.

      Il pastore d'Islanda
    • I pesci non hanno gambe

      • 370pagine
      • 13 ore di lettura

      Tutto inizia con l’amore, un’«esplosione solare» che può trasformarsi in un banale martedì. Ari, poeta ed editore di successo, distrugge la sua vita, tradisce la moglie e i tre figli e fugge dall’Islanda. Contemporaneamente, sua nonna Margrét, un secolo prima, ritorna dal Canada piena di sogni e libertà, ma si ritrova intrappolata in un villaggio di pescatori, dove l’uomo è destinato al mare e la donna a una solitudine inerte. La ricerca di se stessi e della felicità guida questa storia familiare, che si snoda attraverso flashback e due angoli opposti d’Islanda, dall’arcaico fiordo dell’est alla piana di Keflavík, un tempo splendente grazie alla controversa base americana. Qui, navi cariche di novità portano promesse di modernità. Si racconta di pescatori che sognano di navigare fino alla luna e astronauti americani che si addestrano nei campi di lava, di giovani che scoprono i Beatles e i Pink Floyd, e di monelli che assaltano camion USA per M&M’s. Un romanzo corale in cui le donne hanno una voce forte e la natura stessa racconta l’anima del paese, evidenziando il potere delle parole di dare corpo ai desideri e affrontare le sfide, anche senza saper nuotare.

      I pesci non hanno gambe
    • Storia di Ásta

      • 479pagine
      • 17 ore di lettura

      Stavanger, Norvegia. Sigvaldi giace supino sul marciapiede. Come nuvole in perenne movimento e mutazione, avanti ai suoi occhi scorrono frammenti di memoria, persone amate, conoscenti, rimorsi, gioie, incomprensioni, tradimenti e lettere mai spedite: tutti i brandelli di una vita che avrebbe potuto essere ma non è stata. Ora immobilizzato a terra e incapace di alzarsi, si ricorda dell’uomo che era trent’anni prima in Islanda: sereno, solido e senza paura, un gran lavoratore che usciva in mare d’inverno e durante l’estate faceva l’imbianchino. La sua prima moglie Helga, selvaggia e poetica, quando ancora era bella come Liz Taylor, profondamente innamorata di lui eppure consumata dall’inquietudine. Poi l’abbandono, la fatica, l’alcol, la follia. E la figlia Ásta, la secondogenita, la più amata, la più dolce, ma afflitta, in fondo agli occhi, da un malessere senza nome. Con la prosa incantata che gli è valsa migliaia di lettori e decine di premi in tutto il mondo, con la sua palette di colori infinita per dipingere la tragedia, il calore, l’insensatezza e la gioia più sfrenata della vita, Jón Kalman Stefánsson scrive per ricordare le cose che contano, per regalare una briciola di eternità a vicende e persone che altrimenti, per la sorte ingiusta che tocca a ognuno, cadrebbero nell’oblio.

      Storia di Ásta
    • After coming through the blizzard that almost cost them everything, Jens and the boy are far from home, in a fishing community at the edge of the world. Taken in by the village doctor, the boy once again has the sense of being brought back from the grave. But this is a strange place, with otherworldly inhabitants, including flame-haired lfhei ur, who makes him wonder whether it is possible to love two women at once; he had believed his heart was lost to Ragnhei ur, the daughter of the wealthy merchant in the village to which he must now inexorably return. Set in the awe-inspiring wilderness of the extreme north, The Heart of Man is a profound exploration of life, love and desire, written with a sublime simplicity. In this conclusion to an audacious trilogy, Stefansson brings a poet's eye and a philosopher's insight to a tale worthy of the sagasmiths of old

      The Heart of Man
    • La neve che cade dal cielo illumina gli inverni d’Islanda, trasformata in bufere dai venti. Il postino Jens, scampato alla furia della tempesta, trova rifugio in una locanda dove un ragazzo orfano, che ha perso il suo unico amico in mare, lo accoglie. Insieme intraprendono un’ultima missione per consegnare la posta nei remoti fiordi del nord, in un luogo dove regna l’“inverno eterno”. Jens, un “gigante muto” con un amore segreto e pesi sul cuore, cerca espiazione tra i ghiacci, mentre il giovane cerca di scoprire se stesso e crede nel potere delle parole e nella profondità del sentire, che rende l’umanità sublime e maledetta. Le loro solitudini si uniscono in un’epica marcia attraverso un inferno bianco, una battaglia fraterna per difendere la dignità umana contro il mistero crudele della natura. Con la poesia e una visione che unisce cuore e pensiero, l’autore racconta un viaggio verso l’origine dell’esistenza, dove la costrizione si mescola con la libertà, e la dolce tentazione della morte è contrastata dalla luce interiore che rifiuta di cedere alle tenebre. “Siamo a bordo di una barca che fa acqua”, ma “con le nostre reti marce vogliamo pescare le stelle”.

      La tristezza degli angeli
    • Románová trilogie Ráj a peklo / Smutek andělů / Lidské srdce od Jóna Kalmana Stefánssona zachycuje život rybářské obce v severním fjordu. Obyvatelé se živí rybolovem, čelí neustálým bouřím a mrazům, a boj o přežití se stává metaforou pro odolávání zlu. Starý pastorův překlad Miltonova Ztraceného ráje, jediný náznak naděje, se ukazuje jako prokletí, když Bárdur zapomene na vhodné oblečení a umrzne na moři. Čtení poezie se stává nebezpečným, neboť drsné podmínky omezují lidskou mysl a zplošťují dimenze. Těžký život nutí lidi k alkoholu a intenzivním emocím. Otázka „Bije ti ještě stále srdce?“ se stává klíčovou, neboť naděje, symbolizovaná lodí, je pro obyvatele zásadní. Přestože čelí mnoha těžkostem, nikdy se nevzdávají, protože smrt znamená ztrátu ráje, i když ten často představuje jen krátké chvíle štěstí mezi temnými dny. Slzy nelze jednoduše zachytit a vytáhnout ty, kteří odešli, a světlo života zhasne, když přestaneme žasnout a brát život jako samozřejmost.

      Ráj a peklo / Smutek andělů / Lidské srdce