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Giacomo Leopardi

    29 giugno 1798 – 14 giugno 1837

    Giacomo Leopardi fu uno studioso, poeta, saggista e filosofo italiano, uno dei grandi scrittori del XIX secolo. I suoi problemi d'amore ispirarono alcune delle sue liriche più tristi. Nonostante vivesse in un piccolo paese, Leopardi fu in contatto con le idee principali del movimento illuminista. La sua evoluzione letteraria lo rese uno dei poeti romantici più noti. Negli ultimi anni, mentre viveva alle pendici del Vesuvio, Leopardi meditò sulla possibilità della totale distruzione dell'umanità, condividendo una visione pessimistica della vita simile a quella del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer.

    Giacomo Leopardi
    I Classici. Il Giocatore. Canti
    I grandi libri - 819: L'amore nelle prose e nei versi
    Zibaldone di pensieri
    Zibaldone Di Pensieri 16-17
    Giacomo Leopardi Epistolario 1-2
    Tutte le poesie e tutte le prose
    • Lo &"Zibaldone di pensieri&" è una sorta di diario, un&'amplissima raccolta di ragionamenti e note filosofiche, psicologiche, letterarie, che Leopardi annotò durante il corso della vita e soprattutto negli anni 1820-26.

      Zibaldone Di Pensieri 16-17
      4,4
    • "Libro dei sogni poetici, d'invenzione e di capricci malinconici" le aveva definite scherzosamente il Leopardi, consegnando invece a queste pagine la dialettica drammatica del suo pensiero e della sua stessa vita. Opera filosofica, libro di poetica, sincera passione laica, le Operette morali rappresentano - scrive Paolo Ruffilli nell'introduzione - il testo limite della nostra letteratura non soltanto ottocentesca: luogo di coincidenza di poesia e di prosa, di fantasia e di ragionamento, di invenzione e di lucida analisi del reale.

      Operette morali
      4,3
    • Minima - 9: Il manuale di Epitteto

      • 89pagine
      • 4 ore di lettura

      Quando Leopardi informò l’editore Stella di Milano, il 9 dicembre 1825, di aver completato la traduzione in volgare del Manuale di Epitteto, l’opera era già ben nota e apprezzata tra i dotti. Era stata oggetto di significativi studi filologici, soprattutto in Inghilterra e Germania, e tradotta diverse volte in Italia da autori come Salvini, Pagnini, Giovio e Lapi. Leopardi non “scoprì” né “rivalutò” il Manuale, ma riuscì a rendere l’arduo greco dell’originale in una forma fluida e accessibile, che ancora oggi si legge con facilità. Inoltre, conferì all’opera una nuova rilevanza, in sintonia con il suo progetto filosofico, ben rappresentato nelle Operette morali. Redatto in un breve periodo con grande dedizione, questo “lavoruccio” era particolarmente caro a Leopardi, sia per il suo contenuto morale e filosofico, sia per la sua riuscita stilistica. Tuttavia, il poeta non ebbe mai la soddisfazione di vederlo pubblicato: la prima edizione, curata da Antonio Ranieri, apparve solo nel 1854, otto anni dopo la sua morte.

      Minima - 9: Il manuale di Epitteto
      4,3
    • L'infinito

      • 64pagine
      • 3 ore di lettura

      Si può chiudere l’infinito in una bottiglia, in una scatola, in un recinto? No, ma lo si può sciogliere, celebrare, cantare, intrappolare e consegnare al futuro in 15 endecasillabi. Immortali. Per celebrare i 200 anni dalla composizione, in una preziosa edizione di “L’infinito”, la più celebre lirica di Giacomo Leopardi, con le illustrazioni di Marco Somà e un testo inedito di Daniele Aristarco, un commento per accompagnare i giovani lettori lungo i versi di questo capolavoro della poesia.

      L'infinito
      4,0
    • La realtà culturale contemporanea e il mondo dei libri; le cure e le apprensioni con cui l’autore vive ogni volta l’avventura della stampa nella corrispondenza tra Leopardi e Stella, editore fra i più intraprendenti nella vivace Milano della Restaurazione.

      Signore ed amico amatissimo. Lettere all'editore Stella
      3,0