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Leone Tolstoi

  • Л. Н.
  • Л. Н. Т.
28 agosto 1828 – 7 novembre 1910
Leone Tolstoi
La Sonate à Kreutzer
Chadži-Murat
La felicità domestica
Memorie di un pazzo e altri scritti
Anna Karenina 2
Anna Karenina I
  • “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice lo è a modo proprio” “Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? È la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese: Il faut le battre le fer, le broyer, le pétrir [...]. Il ferro che il vecchio contadino vuole battere, frantumare, lavorare, cioè distruggere, è la stessa vitalità, il desiderio sessuale, l’amore colpevole e scandaloso di Anna; e così essa lo sente e lo intende come la colpa che la condanna[...]. Ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa.” Dalla Postfazione di Gianlorenzo Pacini

    Anna Karenina 2
  • La felicità domestica

    • 122pagine
    • 5 ore di lettura

    Scritto nel 1859 da un autore trentaduenne, "La felicità domestica" affronta il tema delle incomprensioni, dei difficili equilibri di coppia, del mutare dei rapporti coniugali, dalla piena, passionale sintonia di affetti agli equivoci, alle incrinature sempre più profonde, al distacco e all'indifferenza reciproca. Un argomento trattato con finezza e con un'inquietudine molto moderna, che tornerà nei romanzi maggiori, da "Guerra e pace" ad "Anna Karénina". Introduzione di Igor Sibaldi.

    La felicità domestica
  • Chadži-Murat

    Introduzione, traduzione e note a cura di Milli Martinelli

    • 176pagine
    • 7 ore di lettura

    In 1851 Leo Tolstoy enlisted in the Russian army and was sent to the Caucasus to help defeat the Chechens. During this war a great Avar chieftain, Hadji Murád, broke with the Chechen leader Shamil and fled to the Russians for safety. Months later, while attempting to rescue his family from Shamil’s prison, Hadji Murád was pursued by those he had betrayed and, after fighting the most heroic battle of his life, was killed. Tolstoy, witness to many of the events leading to Hadji Murád’s death, set down this story with painstaking accuracy to preserve for future generations the horror, nobility, and destruction inherent in war.

    Chadži-Murat