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Leone Tolstoi

  • Л. Н.
  • Л. Н. Т.
28 agosto 1828 – 7 novembre 1910
Leone Tolstoi
Tutti i racconti
Resurrezione
Memorie di un pazzo e altri scritti
Guerra e pace
Anna Karenina I
Guerra e pace II
  • Tutti i racconti

    • 1504pagine
    • 53 ore di lettura

    I racconti di Tolstoj procedono, in una quasi ininterrotta processione, attraverso tutta la sua opera, dall'inizio degli anni '50 fino all'autunno del 1910. Anno dopo anno scandiscono la biografia intellettuale e artistica di Tolstoj, ne offrono al lettore un itinerario privilegiato.In questo secondo volume i racconti presentati sono: Racconti popolari; Le memorie di un pazzo; Cholstomer; La morte di Ivan Il'ic; Camminate nella luce finché avete la luce; Il padrone e il lavorante; Padre Sergij; Due diverse versioni della storia di un'arnia dal tetto di tiglio; Dopo il ballo; La cedola falsa; Alesa Bricco; Kornej Vasil'ev; Il divino e l'umano; Perché?; Cosa ho visto in sogno; Racconti del Ciclo di lettura per i bambini, Il diavolo, La saggezza dei bambini e le Conversazioni; Canti al villaggio; Tre giorni in campagna; Senza accorgersi; La buona terra; Racconto per bambini; Fiabe parabole e leggende; Racconti incompiuti, 1875-1910.

    Tutti i racconti
    3,8
  • La felicità domestica

    • 122pagine
    • 5 ore di lettura

    Scritto nel 1859 da un autore trentaduenne, "La felicità domestica" affronta il tema delle incomprensioni, dei difficili equilibri di coppia, del mutare dei rapporti coniugali, dalla piena, passionale sintonia di affetti agli equivoci, alle incrinature sempre più profonde, al distacco e all'indifferenza reciproca. Un argomento trattato con finezza e con un'inquietudine molto moderna, che tornerà nei romanzi maggiori, da "Guerra e pace" ad "Anna Karénina". Introduzione di Igor Sibaldi.

    La felicità domestica
    4,0
  • Una storia comune

    • 425pagine
    • 15 ore di lettura

    Una storia comune racconta le vicende di Aleksandr Aduev, un giovane romantico e sognatore che si trasferisce dalla provincia, dove la madre lo ha sempre coccolato, a San Pietroburgo a casa dello zio Pjotr, un pragmatico capitalista sposato con Lizaveta Aleksandrovna, una bellissima donna molto più giovane. Aleksandr crede nell’amore eterno, nell’amicizia indissolubile e soprattutto si reputa un grande poeta. Lo zio, uno dei caratteri più indimenticabili della letteratura di sempre, cerca di orientarlo verso una visione più realistica della vita. Il romanzo è una vicenda umoristica travolgente, una narrazione serrata intorno allo scontro di due mondi che sembrano in apparenza irriducibili. Il registro di Gončarov è la comicità: un’intelligenza che nasce da Puškin e continua in Gogol’ e negli altri grandi del suo tempo. Gončarov è il maestro di una verità che spesso dimentichiamo: la vita deve continuare a nutrirci con qualcosa di intangibile, qualcosa che soltanto il riso sa conservare nell’assurda idiozia delle nostre azioni. Scritto in prosa e versi e pubblicato nel 1847, è il primo libro di una trilogia (a cui seguono il celebre Oblomov e Il burrone ). Dimenticato per oltre un secolo a causa della sua mancanza di impegno politico e sociale, il libro viene oggi riscoperto come un grande capolavoro della letteratura russa dell’Ottocento, al pari dei grandi Tolstoj, Dostoevskij, Leskov e Gogol’.

    Una storia comune
    4,0
  • Anna Karenina

    • 1107pagine
    • 39 ore di lettura

    “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice lo è a modo proprio” “Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? È la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese: Il faut le battre le fer, le broyer, le pétrir [...]. Il ferro che il vecchio contadino vuole battere, frantumare, lavorare, cioè distruggere, è la stessa vitalità, il desiderio sessuale, l’amore colpevole e scandaloso di Anna; e così essa lo sente e lo intende come la colpa che la condanna[...]. Ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa.” Dalla Postfazione di Gianlorenzo Pacini

    Anna Karenina
    4,0