Nato in India, a Bombay, studente di medicina a Vienna, il dottor Farrokh Daruwalla è un chirurgo ortopedico cinquantanovenne, con nazionalità canadese e residenza a Toronto. Torna regolarmente a Bombay dove i suoi pazienti sono quasi tutti bambini invalidi.Vent’anni fa, a Goa, il dottor Daruwalla eseguì l’autopsia di due morti ammazzati. Ora vent’anni dopo, ritroverà l’assassino.
Nel sud dell’Inghilterra, sulle colline del Berkshire, prolifica una ricca conigliera. Qui vive anche il piccolo Quintilio, spesso preda di sogni premonitori: stavolta il sonno gli ha parlato di un grave pericolo che li minaccia, qualcosa che viene dagli uomini, un presentimento inspiegabile. Come svelare agli altri conigli il rischio che sta per travolgerli? Come metterli in guardia? E cosa fare se il Coniglio Capo non gli crede? Fuggire: bisogna fuggire lontano, attraverso terre sconosciute. Bisogna trovare il coraggio necessario, correre fino allo sfinimento e non lasciarsi mai prendere dallo sconforto. Quintilio non è solo nel suo viaggio: con lui ci sono Moscardo, Parruccone, Mirtillo e tanti altri. Loro sanno attraversare i fiumi, sfuggire alle trappole, lottare con coraggio se c’è un amico da salvare. Anche se il viaggio sembra non finire mai e i nemici sbucano da ogni parte…
Dopo aver appreso le arti magiche che introducono nel labirinto del "mondo del potere e della conoscenza" (così distante dal razionale modo di pensare dell'Occidente), Castaneda sperimenta le facoltà acquisite in uno straordinario viaggio nell'universo della stregoneria applicata. E' la prova del fuoco che anche lui è uno stregone e un guerriero, quindi è in grado di affrontare e vincere fenomeni extranormali e terrificanti. Figura centrale del libro è un formidabile personaggio: dona Soledad, magica e terribile antagonista di Castaneda e, nello stesso tempo, espressione di quanto vi è di più profondo e misterioso nel concetto di femminilità.
Un viaggio senza tempo nel magico scenario della verde Irlanda. Una storia fantastica in cui rivive la tradizione dell'antica mitologia celtica. Un capolavoro della narrativa fantastica.
Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto, nonostante i pregiudizi degli altri; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose a cui si dedica: una specie di «guru» istintivo e alla mano ma non per questo meno efficace nel suo insegnamento. E con Jonathan il lettore, affascinato dall'insolito clima della narrazione, viene trascinato in una entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà. Copertina di Joan Stoliar
"Una straordinaria meditazione sulla morte e un'amara riflessione sulla perdita di tradizioni e valori antichissimi, nel racconto di un grande rappresentante della letteratura contemporanea." [dalla pagina web di Bompiani]
The story of friendship between four African American women who lean on each other while "waiting to exhale": waiting for that man who will take their breath away.
Sono passati i tempi della 'Talpa' nella Russia del dopo guerra fredda, ma in "La Casa Russia" ci sono ancora tutti gli ingredienti della migliore tradizione che ha fatto di John Le Carré un maestro della spy story. Un editore londinese, Barley Blair, riceve un manoscritto esplosivo che svela i limiti della potenza nucleare sovietica. Ma si tratta di un documento autentico o di una trappola? Starà a lui risolvere la questione, improvvisandosi spia. Affascinato da Katia, la donna che per prima lo ha coinvolto in questa faccenda, si trova sempre più invischiato in un delicatissimo intrigo. Fra misteri e colpi di scena, dubbi e passioni, tra Mosca e Leningrado, un classico dello spionaggio internazionale, da cui è stato tratto, nel 1990, l'omonimo e famossissimo film di Fred Schepisi adattato per il grande schermo da Tom Stoppard e interpretato da Sean Connery e Michelle Pfeiffer.
Un'autentica girandola di imprese orgiastico-amatorie, in una Parigi cosmopolita e peccaminosa. "Opus pistorum" fu scritto nel 1941 su istigazione dell'amico libraio Milton Luboviski, che voleva una serie di libri in cui si parlasse soltanto di sesso. Ne nacque questa storia senza trama, che ripropose con forza il "caso" Miller. Il titolo stesso del libro è chiaramente allusivo: "pistor" in latino significa "mugnaio" come "miller" in inglese; "opus", opera, di Miller dunque anche di chi pesta come in un mortaio (con l'evidente implicazione sessuale che l'espressione comporta). Il protagonista, Alf, con la collaborazione delle sue amichette (e di qualche amico), si getta a capofitto nel sesso come avventura da vivere senza risparmio di energie. Ne scaturisce il racconto di un mondo di felicità erotica intesa quale unica speranza di salvezza e via d'uscita per i disperati, i falliti e diseredati che lo popolano; un mondo spiato con l'occhio realista tipicamente americano e descritto nel tono aggressivo, e un po' strafottente, del Miller "parigino". Postfazione di Fernanda Pivano.