[An alternate cover edition for this ISBN can be found here] Ariane e Solal, lei nobile di nascita, lui altissimo dirigente della Società delle Nazioni, entrambi alteri ma irrequieti, si incontrano, si amano e fuggono via alla ricerca di una passione assoluta ed esteticamente perfetta. La perfezione formale, però, non esiste, l'amore a poco a poco si illanguidisce e viene sostituito dalla noia, fino alle estreme conseguenze. Un romanzo libero, svincolato dai dettami delle scuole e delle mode, capace di regalare l'emozione esaltante della lettura.
In una cittadina russa al confine con la steppa siberiana, un'anziana signora narra la sua vita a un giovane russo, creando un legame profondo. Charlotte, la nonna francese del ragazzo, condivide aneddoti storici e personali sulla Francia, descritta come una favolosa "Atlantide" che cattura l'immaginazione del giovane. Rievoca il suo esilio in Russia, la rivoluzione e la guerra, rivelando il suo intenso passato attraverso una valigia piena di oggetti, che diventa una scatola magica della memoria. Nei suoi racconti, il giovane apprende a conciliare due radici, due lingue e due identità, mentre l'anima di una Russia senza limiti si intreccia con il suo senso di appartenenza a un mondo diverso. Le parole di Charlotte sciolgono il dramma di chi non può avere un'unica visione della vita, e nella mente del narratore realtà e sogno si fondono in un messaggio di saggezza e amore, che diventa la sua preziosa eredità. Pubblicato nel 1995 in Francia, il libro ha riscosso un enorme successo, vincendo i prestigiosi premi Prix Medicis e Prix Goncourt, e ricevendo l'acclamazione della critica, mantenendosi per settimane ai vertici delle classifiche di vendita.
Félix Ferrer es un artista frustrado, reconvertido en galerista, inteligente y algo atormentado, seductor intranquilo y con una cuenta corriente que oscila entre el triunfalismo y la catástrofe. Pero cuando Ferrer dice que se va, habla en serio: emprende un viaje al polo Norte en busca de una vasija para convertirse en el rey de esa cacharrería «étnica» que se ha enseñoreado del mercado del arte. Comienza el vértigo de desventuras hasta que, en la última línea del libro, Ferrer declare, nuevamente: «Me voy». Parodia de un mundo de aeropuertos en el que nos movemos sin enterarnos de nada, de una Europa convertida en un pasillo sin puertas ni ventanas donde los ricos se apiñan para no ver el horror que los rodea, del arte convertido en mercancías, del amor carcomido por la intolerancia.
En el año 1914, cuatro jóvenes de un pueblo de la Vandea, en el oeste de Francia, llamados Anthime, Arcenel, Bossis y Padioleau son reclutados para formar parte de las filas francesas que lucharán contra Alemania y sus aliados. Cada uno de ellos tendrá una suerte distinta. El infierno dantesco de las trincheras provocará despertará en uno de ellos la idea de desertar, otro será herido y se librará de tan desproporcionado calvario y así, de diferentes formas, todos verán que esa irrupción truncará para siempre sus existencias en ese gran horror dónde carne y metal se fusionan en una pesadilla horripilante.