Una conversazione che è quasi un romanzo, un’autobiografia che sorge in un dialogo con un’interlocutrice sensibile e discreta. Quando Herta Müller parla di sé e delle esperienze che l’hanno formata, sono subito presenti le immagini, i motivi stessi della sua narrativa che il lettore non mancherà di cogliere. E questi accompagnano il racconto di un’infanzia in un villaggio del Banato rumeno, osservato dagli occhi di una bambina che crea per sé fantastici mondi paralleli, prima di approdare al mondo parallelo per eccellenza che è la scrittura. C’è poi la vita nella dittatura di Ceausescu e nella soffocante ombra dei suoi servizi segreti, cui segue l’emigrazione a Berlino Ovest verso la fine degli anni ottanta. Dall’infanzia solitaria nella campagna rumena al premio Nobel nel 2009, La mia patria era un seme di mela racconta la parabola di una vita vissuta nella letteratura e in un’inflessibile sincerità delle parole.
Herta Müller Libri
L'opera di Herta Müller si concentra sulle vite di coloro che sono stati privati di proprietà e status. Con concentrazione poetica e la franchezza della prosa, raffigura i paesaggi degli oppressi. I suoi scritti si addentrano in temi complessi di oppressione e resilienza umana. La sua visione letteraria esplora le profondità dell'esperienza umana sotto sistemi oppressivi.







Lola viene trovata morta, impiccata in un armadio. Era arrivata dalla campagna per studiare in città. Post mortem, durante un'assemblea convocata per giudicare il caso, viene estromessa dal partito per essersi tolta la vita. Ma nella Romania di Ceau?escu un suicidio spesso non è tale, pensano gli amici di Lola, che credono in altre parole, pronunciano altre parole rispetto a quelle proclamate dal regime. E così ripercorrono il suo cammino, tentano un'opposizione che non può avere altro esito che il fallimento e il dolore. Amicizie. In tempi in cui la vita è minacciata si estendono a tutto quel che si immagina sia la vita, ha scritto Herta Müller a proposito di questo romanzo nelle cui pagine ricorre la parola, volutamente ambigua e metamorfica nel suo significato, cuoreanimale
Questo libro, esordio del premio Nobel Herta Müller, è composto da diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l’inquietante tensione de L’orazione funebre, che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre. Ne Il bagno svevo conosciamo tutti i familiari, che approfittano dello stesso bagno caldo per lavarsi, uno dopo l’altro, per poi tutti insieme sedersi a vedere il film del sabato. Completa il quadro La mia famiglia, dove l’autrice scolpisce ognuno dei personaggi e ne traccia l’albero genealogico. Queste tre prime scene sono il preambolo di Bassure. Un libro in cui la natura si fa protagonista, con i fiori, le acacie, le mosche, i maiali, le rane, i gatti e un’infinità di elementi e personaggi, per manifestare la sofferenza, l’isolamento e l’abbandono in cui versano questa famiglia e il villaggio svevo. Per essere ancora più chiara, la bambina illustra il lavoro del padre in Pere marce. La ritroviamo mentre balla in Tango soffocante e, ormai adolescente, anche ne La finestra. Racconta le vacanze dei genitori al mare, parla della sua solitudine e della successione dei dittatori, fino a descrivere in Giorno feriale la sua vita in fabbrica.
Il premio Nobel 2009 Herta Müller riporta alla nostra attenzione questo romanzo per tanti aspetti autobiografico, scritto subito dopo il passaggio dell'autrice dalla Romania alla Germania ovest (1987) e pubblicato nel 1989 alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. Si tratta di una delle prime e più forti testimonianze della difficoltà di vivere quel passaggio. È un'opera che racconta, infatti, l'esperienza di fuga da una dittatura e il travaglio di un esilio volontario, tanto cercato quanto doloroso e traumatico; della nostalgia e della perdita, della vita nomadica, di una coazione al movimento attraverso stazioni grandi e piccole, su treni, scompartimenti, sale d'aspetto e lungo binari. Con uno stile secco e tagliente, con un racconto senza ornato e senza tentazioni sentimentali, con una lingua alla quale resterà sostanzialmente fedele negli anni, Herta Müller fissa quasi ossessivamente gli oggetti e i gesti minimi di una vita tra confini e non-luoghi, racconta gli amori, le inibizioni e i ricordi di una giovane donna, il suo disagio di fronte a nuove relazioni umane. Questo romanzo, nel quale si intrecciano e si confondono valenze simboliche e dati di realtà, costituisce senza dubbio una tappa centrale nel coerente percorso di scrittura che ha portato Herta Müller ad ottenere il massimo riconoscimento internazionale. (Maria Fancelli)
The hunger angel
- 304pagine
- 11 ore di lettura
'I know you'll return'. These are his grandmother's last words to him. Leo has them in his head as he boards the truck at 3am on a freezing mid-January morning in 1945. They keep him company during the long journey to Russia. They keep him alive - through hunger, pain, and despair - during his time in the brutal Soviet labour camps. And, eventually, they bring him back home.
An unexpected, exciting work from one of the most protean writers ever to win the Nobel Prize. To create the poems in this collection, Herta Müller cut up countless newspapers and magazines in search of striking phrases, words, or even fragments of words, which she then arranged in the form of a collage. Father's on the Phone with the Flies presents seventy-three of Müller's collage poems for the first time in English translation, alongside full-color reproductions of the originals. Müller takes full advantage of the collage form, generating poems rich in wordplay, ambiguity, and startling, surreal metaphors--the disruption and dislocation at their core rendered visible through stark contrasts in color, font, and type size. Liberating words from conformity and coercion, Müller renders them fresh and invests them forcefully with personal experience.
The Appointment
- 214pagine
- 8 ore di lettura
Paperback outing for the first novel from Muller since she won the 2009 Nobel Prize in Literature: a fierce and finely-wrought novel about a young Romanian woman's discovery of betrayal in the most intimate reaches of her life
A haunting and cinematic early masterpiece set in Ceaucescu's Romania from Herta Muller, the winner of the 2009 Nobel Prize in Literature.
The passport
- 96pagine
- 4 ore di lettura
From the winner of the 2009 Nobel Prize in Literature“[The Passport] has the same clipped prose cadences as Nadirs, this time applied to evoke the trapped mentality of a man so desperate for freedom that he views everything through a temporal lens, like a prisoner staring at a calendar in his cell.”—Wall Street Journal“A swift, stinging narrative, fable-like in its stoic concision and painterly detail.”—The Philadelphia InquirerThe Passport is a beautiful, haunting novel whose subject is a German village in Romania caught between the stifling hopelessness of Ceausescu’s dictatorship and the glittering temptations of life in the West. Stories from the past are woven together with the problems Windisch, the village miller, faces after he applies for permission to migrate to West Germany. Herta Müller (Herta Mueller) describes with poetic attention the dreams and superstitions, conflicts and oppression of a forgotten region, the Banat, in the Danube Plain. In sparse, poetic language, Muller captures the forlorn plight of a trapped people.



