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Elena De Angeli

    Pnin
    Il Mediterraneo
    • Il Mediterraneo

      • 308pagine
      • 11 ore di lettura

      Fernand Braudel, con la collaborazione di un altro insigne storico, Georges Duby, e noti studiosi di varie discipline come Roger Amaldez, Maurice Aymard, Filippo Coarelli, Jean Gaudemet, Piergiorgio Solinas, ha realizzato questo grandioso affresco del Mediterraneo Come scrive nell'Introduzione: ''Quel che abbiamo voluto tentare è un incontro costante di passato e presente, l'ininterrotto trascorrere dall'uno all'altro, un concertato senza fine liberamente eseguito a due voci. Se tale dialogo, con i suoi problemi che si riecheggiano reciprocamente, anima la sua opera, potremo dire di aver conseguito lo scopo. La storia non è altro che una continua serie di interrogativi rivolti al passato in nome dei problemi e delle curiosità - nonché delle inquietudini e delle angosce - del presente che ci circonda e ci assedia. Più di ogni altro universo umano ne è prova il Mediterraneo, che ancora si racconta e si rivive senza posa. Per gusto, certo, ma anche per necessità. Essere stati è una condizione per essere.''

      Il Mediterraneo2017
      4,5
    • Pnin

      • 187pagine
      • 7 ore di lettura

      In una carrozza semideserta di un treno che attraversa la campagna, un uomo con una grande testa calva e un corpo robusto, ma con gambe sottili e calzini scarlatti a losanghe lilla, è il professor Timofej Pavlovic Pnin. Esule negli Stati Uniti, insegna lingua russa all’Università di Waindell e si dirige verso una conferenza in un circolo femminile. Tuttavia, la sua passione per gli orari ferroviari lo porta a prendere il treno sbagliato. Questo inizio emblematico segna il tono ironico e affettuoso del ritratto di un émigré che cerca di adattarsi a una nuova civiltà, combattendo contro un mondo che sembra ostile. Pnin perde tutte le sue battaglie: con l’ex moglie Liza, divenuta «americana»; con il figlio Victor, che vive in un universo a lui estraneo; e con le manovre accademiche del campus, che lo sopraffanno. Anche la sua comunità di compatrioti è chiusa in diatribe meschine e nel tentativo di rivivere un passato irripetibile. Pnin si rifugia oniricamente in quel passato, creando pagine mirabili che oscillano tra comicità e malinconia, rivelando la complessità della sua esistenza e la sua lotta per trovare un posto nel mondo.

      Pnin1998
      3,9