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Lanfranco Binni

    Museo
    Breton
    Madame Bovary
    I grandi libri - 25: Eugénie Grandet
    La disfatta
    I grandi libri: Ferragus
    • La disfatta

      • 384pagine
      • 14 ore di lettura

      The penultimate novel of the Rougon-Macquart cycle, La Debacle (1892) takes as its subject the dramatic events of the Franco-Prussian War and the Commune of 1870-1. During Zola's lifetime it was the bestselling of all his novels, praised by contemporaries for its epic sweep as well as for its attention to historical detail. La Debacle seeks to explain why the Second Empire ended in a crushing military defeat and revolutionary violence. It focuses on ordinary soldiers, showing their bravery and suffering in the midst of circumstances they cannot control, and includes some of the most powerful description Zola ever wrote. Zola skilfully integrates his narrative of events and the fictional lives of his characters to provide the finest account of this tragic chapter in the history of France. Often compared to War and Peace, La Debacle has been described as a "seminal" work for all modern depictions of war.

      La disfatta
      4,1
    • I grandi libri - 25: Eugénie Grandet

      • 178pagine
      • 7 ore di lettura

      Considerato da molti il capolavoro di Balzac, Eugénie Grandet presenta due figure tra le più straordinarie della letteratura francese: Félix Grandet, commerciante ricchissimo, prigioniero della propria smisurata avarizia, e la figlia Eugénie, d'animo nobile e sensibile, prigioniera di un sogno d'amore. Due ritratti indimenticabili, tratteggiati con vigore e grande maestria psicologica, che si fronteggiano in un dramma di «ordinaria famiglia». Nulla può distrarli dal perseguimento del proprio credo, dalla fatale attuazione del proprio destino: nella scena memorabile della morte del vecchio Grandet, l'ultimo «gesto spaventoso» è quello per afferrare il crocifisso dorato che il parroco gli porge, «e quest'ultimo sforzo gli costò la vita».

      I grandi libri - 25: Eugénie Grandet
      3,7
    • Tutto in Madame Bovary (1857) sembra disporre la scena dove il desiderio ha luogo insieme all'abisso che lo cancella. Emma Bovary ama come si divora, ama in una tragica voracità che somiglia a quella di un organismo incapace di assimilare, consuma se stessa e l'oggetto del suo desiderio in un tragico processo di alienazione amorosa, aiutata anche dal marito, Charles, che è tutt'altro che un uomo tranquillo e innocuo, ma un masochista morale di alto lignaggio che, con un sadismo perfettamente camuffato, contribuisce in maniera determinante al suicidio della moglie.

      Madame Bovary
      3,7
    • Museo

      Storia e funzioni di una macchina culturale dal '500 a oggi - nuova edizione

      • 246pagine
      • 9 ore di lettura
      Museo