Nel ricostruire le vicende che videro protagonista il console romano, viene messo in evidenza come Antonio fu bersaglio di un'intensa opera di diffamazione, orchestrata soprattutto da Cicerone e Ottaviano, per la quale vide naufragare la realizzazione del suo progetto politico.
Un libro che parla di conquiste, ma non di battaglie, di vittorie più rappresentate che combattute, di conflitti e di epurazioni politiche più che di scontri militari, di astuzie propagandistiche più che di tattiche belliche. Eppure i suoi documenti sono esaltanti bollettini di vittoria, imponenti monumenti celebrativi, rituali parate evocative, trionfali bilanci testamentari. Nell'ambiguità e nel contrasto fra ciò che è rappresentato e ciò che è accaduto sta, dunque, la cifra dell'ideologia di Augusto. Questo volume è quindi sul cammino di un'idea: quella della conquista romana di tutto il mondo conosciuto.