'As for me I have one ambition only: to invent stories, very beautiful stories' Gothic, expansive and truly spellbinding, Karen Blixen's short stories offer incisive psychological portraits and imaginative visions of war, longing and tender love. Here, an orphan boy creates an elaborate fantasy of a life of grandeur, a feudal lord sets a peasant woman a deadly task, and a young woman resists against her captors, in the midst of conflict.
Vissuta fino al 1931 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d'amore con l'Africa. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello del continente nero, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l'avanzata di una civiltà "che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo". Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte: "I bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall'ignoto e dagli assalti del fato; l'indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l'oscurità familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici".
In the classic "Babette's Feast," a mysterious Frenchwoman prepares a sumptuous feast for a gathering of religious ascetics and, in doing so, introduces them to the true essence of grace. In "The Immortal Story," a miserly old tea-trader living in Canton wishes for power and finds redemption as he turns an oft-told sailors' tale into reality for a young man and woman. And in the magnificent novella Ehrengard, Dinesen tells of the powerful yet restrained rapport between a noble Wagnerian beauty and a rakish artist. Hauntingly evoked and sensuously realized, the five stories and novella collected here have the hold of "fairy stories read in childhood . . . of dreams . . . and of our life as dreams" (The New York Times).
"Capricci del destino", l'ultimo libro pubblicato in vita da Karen Blixen, contiene cinque fra i suoi racconti più significativi. Queste storie ambientate in luoghi diversi (dalla Persia alla Norvegia, alla Cina, alla Danimarca) e tuttavia parallele in quanto costituiscono delle variazioni sul tema del contrasto tra mondo immaginario e mondo reale, tra le umane fantasie e le convenzioni dell'agire quotidiano, appartengono a quella particolarissima sfera in cui l'arte diventa più reale della realtà stessa. Tra gli straordinari personaggi dei racconti, ricordiamo la figura femminile al centro di "Il pranzo di Babette", la cuoca comunarda che, al crollo dei suoi ideali rivoluzionari, è costretta a sacrificare tutto e a vivere esule (lei, "grande artista") a contatto con un mondo grigio e frugale. Ma il potere visionario di Babette trionfa, paradossalmente e orgogliosamente, sulle miserie della quotidianità.
Martine and Philippa are the daughters of a forceful priest of a Lutheran sect. Reared to deny all earthly pleasures, they live out their lives performing good work on behalf of the inhabitants of the tiny Scandinavian fishing village in which they reside. When Babette, the French refugee to whom they have given shelter, asks to repay them by preparing a sumptuous feast, they are forced to reconcile their father's teachings with the elaborate and bountiful meal prepared by Babette for themselves and the other aging villagers.