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Walter Benjamin

    15 luglio 1892 – 26 settembre 1940

    Walter Benjamin fu un critico letterario e filosofo marxista tedesco che arricchì il pensiero occidentale con una sintesi innovativa di materialismo storico, idealismo tedesco e misticismo ebraico. La sua opera è notevole per il suo approccio unico alla critica sociale e culturale e alla teoria estetica. Benjamin esplorò un perduto apprezzamento del mito attraverso il concetto di "percezione auratica". I suoi saggi e le sue traduzioni letterarie continuano a esercitare un'influenza duratura sugli studi accademici e letterari.

    Walter Benjamin
    Scritti 1906 - 1922
    Il narratore
    Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie - 34: L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
    Scritti 1928 - 1929
    L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
    Proust e Baudelaire. Due figure della modernità
    • Questo libro offre al lettore l'occasione di una scoperta, uno sguardo inedito sulla modernità. Un'epoca che Walter Benjamin ci invita ad attraversare sulle tracce di Proust e Baudelaire, protagonisti di due saggi, "Un'immagine di Proust" e "La Parigi del Secondo Impero in Baudelaire", che vengono qui per la prima volta accostati in una nuova traduzione arricchita da una preziosa galleria di immagini. La nascita del mercato e della figura dell'acquirente, del consumatore da sedurre con false novità, il rapporto con la natura e la trasformazione dell'eros, l'ossessione della registrazione degli eventi, che in quell'epoca nasceva anche grazie all'invenzione della fotografia: sono alcuni tratti della modernità in cui riconosciamo la nostra genealogia e che ci fanno sentire vicini questi due grandi autori del passato. Come avvenne per Benjamin, Baudelaire e Proust divengono per il lettore due compagni insostituibili per affrontare un viaggio nel tempo perduto e in quello a venire, cioè il tempo che noi oggi viviamo.

      Proust e Baudelaire. Due figure della modernità
      3,8
    • Una filosofia della crisi dell'arte, in uno dei saggi più celebri di Benjamin. Questa edizione è corredata da un saggio di Massimo Cacciari, da un'ampia sezione di Note che dà conto della genesi dell'opera ed è arricchita dalle annotazioni di Benjamin alle diverse versioni del saggio.

      L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
      4,1
    • La Gioconda su un foulard o l'incisione di un concerto di Ravel diretto dall'autore stesso e ogni giorno riascoltabile sono due esempi di quel fenomeno che Benjamin definisce "la perdita dell'aura" nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'arte, ossia la perdita del "qui e ora" magico ed unico che si fonde con la creazione artistica e la contraddistingue. Nel chiuso di una automobile, ad esempio, mediante un mangianastri si può ascoltare quel concerto di Ravel al di fuori della sua unicità spazio-temporale, oggettivandolo e spersonificandolo. Nondimeno, la perdita del carisma insito nell'opera d'arte, "unica" eppure riprodotta, non è deplorata da Benjamin con quell'attegiamento aristocratico che contraddistingue alcuni esponenti della Scuola di Francoforte. Egli collega infatti la "perdita dell'aura" nella società contemporanea all'irruzione delle masse sulla scena e alla loro richiesta di cultura che è gioco forza diventi una merce. La riproduzione dell'opera d'arte in "sede impropria" non ne comporta una perdita di qualità, ma piuttosto una desacralizzazione, il che favorisce un'esperienza laica della cultura e ne sostituisce il valore rituale con un valore espositivo antiestetizzante.

      Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie - 34: L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
      4,0
    • Il narratore è un breve saggio scritto da Walter Benjamin nel 1936 e destinato a rimanere nel tempo un testo di riferimento per qualunque riflessione sullo statuto del narrare. Il suo pretesto è l'opera di Nikolaj Leskov, scrittore russo contemporaneo di Tolstoj e Dostoevskij, ma lo scopo è ricostruire la figura del narratore, i grandi e semplici tratti autentici che lo contraddistinguono, riportarne alla luce il significato originario. Ma non solo. Raccontando con una precisa drammaturgia da dove mai venga il narratore, Benjamin ci lascia in eredità la descrizione ideale di che cosa ancora oggi dovrebbe rappresentare chi narra storie, una figura che, innalzata nella cerchia dei maestri e dei saggi, «sa orientarsi sulla terra senza avere troppo a che fare con essa». Ad accompagnarci alla scoperta di questo piccolo saggio è Alessandro Baricco che, con una nota introduttiva, una conclusiva e un commento puntuale a ogni capitolo, ci aiuta a comprendere perché Benjamin, meglio di ogni altro, può introdurci a riflettere su cosa mai veramente sia «il sortilegio della narrazione».

      Il narratore
      3,9
    • In the frenzied final years of the Weimar Republic, amid economic collapse and mourning political catastrophe, Walter Benjamin emerged as the most original practicing literary critic and public intellectual in the German-speaking world. Volume 2 of Selected Writings, covering the years 1927 to 1934, displays the full spectrum of Benjamin's achievements at this pivotal stage in his career.Previously concerned chiefly with literary theory, Benjamin during these Years does pioneering work in new areas, from the stud of popular Culture (a discipline he virtually created) to theories of the media and the visual arts. His writings on the theory of modernity-most of them new to readers of English--develop ideas as important to an understanding of the twentieth century as an contained in his widely anthologiied essay "The Work of Art in the Age of Technological Reproducibility.This volume brings together previously untranslated writings on major figures such as Brecht, Valery and Gide, and on subjects ranging from film, radio, and the novel to memory, kitsch, and the theory of language. We find the manifoldly inquisitive Benjamin musing on the new modes of perception opened tip by techniques of photographic enlargement and cinematic montage, on the life and work of & Goethe at Weimar, on the fascination of old toys and the mysteries of food, and on the allegorical significance of Mickey Mouse.

      Selected writings 2
      4,6
    • Radical critic of a European civilisation plunging into darkness, yet commemorator of the humane traditions of the old bourgeoisie - such was Walter Benjamin in the later 1930s. Part of a four-volume set, this work offers 27 pieces.

      Walter Benjamin: Selected Writings, Volume 3: 1935-1938
      4,6