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Walter Benjamin

    15 luglio 1892 – 26 settembre 1940

    Walter Benjamin fu un critico letterario e filosofo marxista tedesco che arricchì il pensiero occidentale con una sintesi innovativa di materialismo storico, idealismo tedesco e misticismo ebraico. La sua opera è notevole per il suo approccio unico alla critica sociale e culturale e alla teoria estetica. Benjamin esplorò un perduto apprezzamento del mito attraverso il concetto di "percezione auratica". I suoi saggi e le sue traduzioni letterarie continuano a esercitare un'influenza duratura sugli studi accademici e letterari.

    Walter Benjamin
    Proust e Baudelaire. Due figure della modernità
    Infanzia berlinese
    Scritti 1906 - 1922
    Il narratore
    Scritti 1928 - 1929
    L' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
    • «L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».

      L' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
    • Il narratore è un breve saggio scritto da Walter Benjamin nel 1936 e destinato a rimanere nel tempo un testo di riferimento per qualunque riflessione sullo statuto del narrare. Il suo pretesto è l'opera di Nikolaj Leskov, scrittore russo contemporaneo di Tolstoj e Dostoevskij, ma lo scopo è ricostruire la figura del narratore, i grandi e semplici tratti autentici che lo contraddistinguono, riportarne alla luce il significato originario. Ma non solo. Raccontando con una precisa drammaturgia da dove mai venga il narratore, Benjamin ci lascia in eredità la descrizione ideale di che cosa ancora oggi dovrebbe rappresentare chi narra storie, una figura che, innalzata nella cerchia dei maestri e dei saggi, «sa orientarsi sulla terra senza avere troppo a che fare con essa». Ad accompagnarci alla scoperta di questo piccolo saggio è Alessandro Baricco che, con una nota introduttiva, una conclusiva e un commento puntuale a ogni capitolo, ci aiuta a comprendere perché Benjamin, meglio di ogni altro, può introdurci a riflettere su cosa mai veramente sia «il sortilegio della narrazione».

      Il narratore
    • Questo libro offre al lettore l'occasione di una scoperta, uno sguardo inedito sulla modernità. Un'epoca che Walter Benjamin ci invita ad attraversare sulle tracce di Proust e Baudelaire, protagonisti di due saggi, "Un'immagine di Proust" e "La Parigi del Secondo Impero in Baudelaire", che vengono qui per la prima volta accostati in una nuova traduzione arricchita da una preziosa galleria di immagini. La nascita del mercato e della figura dell'acquirente, del consumatore da sedurre con false novità, il rapporto con la natura e la trasformazione dell'eros, l'ossessione della registrazione degli eventi, che in quell'epoca nasceva anche grazie all'invenzione della fotografia: sono alcuni tratti della modernità in cui riconosciamo la nostra genealogia e che ci fanno sentire vicini questi due grandi autori del passato. Come avvenne per Benjamin, Baudelaire e Proust divengono per il lettore due compagni insostituibili per affrontare un viaggio nel tempo perduto e in quello a venire, cioè il tempo che noi oggi viviamo.

      Proust e Baudelaire. Due figure della modernità
    • In the frenzied final years of the Weimar Republic, amid economic collapse and mourning political catastrophe, Walter Benjamin emerged as the most original practicing literary critic and public intellectual in the German-speaking world. Volume 2 of Selected Writings, covering the years 1927 to 1934, displays the full spectrum of Benjamin's achievements at this pivotal stage in his career.Previously concerned chiefly with literary theory, Benjamin during these Years does pioneering work in new areas, from the stud of popular Culture (a discipline he virtually created) to theories of the media and the visual arts. His writings on the theory of modernity-most of them new to readers of English--develop ideas as important to an understanding of the twentieth century as an contained in his widely anthologiied essay "The Work of Art in the Age of Technological Reproducibility.This volume brings together previously untranslated writings on major figures such as Brecht, Valery and Gide, and on subjects ranging from film, radio, and the novel to memory, kitsch, and the theory of language. We find the manifoldly inquisitive Benjamin musing on the new modes of perception opened tip by techniques of photographic enlargement and cinematic montage, on the life and work of & Goethe at Weimar, on the fascination of old toys and the mysteries of food, and on the allegorical significance of Mickey Mouse.

      Selected writings 2
    • Exploring the intersection of art and modernity, this collection of essays delves into Walter Benjamin's reflections on figures like Baudelaire and Brecht, alongside his critiques of photography and film. Amidst the looming catastrophe of his time, Benjamin articulates an ethic for artists and critics, emphasizing resilience and the transformative power of art. His theories on mass media and history, particularly in "The Work of Art in the Age of Its Technological Reproducibility" and "On the Concept of History," reveal profound insights into the survival of culture in oppressive environments.

      Walter Benjamin: Selected Writings
    • This volume offers extensively annotated translations of essays that are key to Benjamin's rewriting of the story of modernism and modernity as well as a diary from 1938 and penetrating studies of Bertolt Brecht, Franz Kafka, and Eduard Fuchs.

      Selected writings 3