Carlo Emilio Gadda è stato uno scrittore e poeta italiano, celebre per la sua magistrale manipolazione della lingua. La sua opera è rinomata per l'approccio innovativo, in cui intreccia elementi di dialetti, gergo tecnico e giochi di parole nella prosa italiana standard. Come ingegnere praticante, Gadda nutriva un rapporto complesso con la sua professione, un tratto che si riflette nella precisione e nel dettaglio riscontrati nelle sue creazioni letterarie, guadagnandosi paragoni con autori di indole scientifica. Il suo stile distintivo, che critica i valori borghesi attraverso la dissonanza linguistica, rende la sua scrittura unica e provocatoria.
Un padre animato dalla passione per i campi e la salubrità dell'aria ma inetto e spropositato, una madre virtuosa e colta ma incline alla bottiglia, tre figli spauriti e malvestiti – la «cara famiglia», insomma –, e soprattutto una casa dissennata nell'avita Brianza, tra nubifragi di mosche, orde di lucertole e le «gutturazioni pleistoceniche» dei locali. Una casa che diventerà, nella Cognizione del dolore, l'epicentro di tutte le nevrosi.
Brossura editoriale in cartoncino flessibile, con copertina illustrata. Pagine in buono stato, con bruniture, come ai tagli. Nota introduttiva di Carlo Salinari. Volume n. CC ( 200 ) della collana.
Fosca è il romanzo più famoso dello scrittore Iginio Ugo Tarchetti. Fosca è una donna di rara bruttezza affetta da una grave malattia, ma allo stesso tempo dotata di un'acuta sensibilità e di una raffinata cultura. La donna, seppure conscia del proprio ripugnante aspetto, è altresì avida d'amore. In passato è stata sposata con un cacciatore di dote, un certo Lodovico, imbroglione, giocatore e ricattatore, fattole conoscere in buona fede dal cugino (il colonnello), il quale, dopo aver spogliato lei e la sua famiglia di tutti gli averi, l'aveva abbandonata. La ragazza allora era incinta, ma dato il suo fisico debilitato e malato, aveva perso il bambino. A causa di questi avvenimenti i suoi genitori erano morti di crepacuore e Fosca, rimasta sola al mondo, era caduta nella più profonda depressione. Il cugino, sentendosi responsabile per l'accaduto, l'aveva presa con se sotto la sua protezione.
Römer erzählen von ihrer Stadt. In atmosphärischen Geschichten schildern sie den Alltag in Rom jenseits des "dolce vita". Gewitzte Gauner, sibyllinische Näherinnen und trickreiche Fischhändler führen die Kunst des Lebens und Überlebens vor in dieser Stadt voll ungestümer Vitalität.
Carlo Emilio Gadda beschreibt in "Vier Töchter - und jede eine Königin" seine Mailänder Erlebnisse in lebendigen Skizzen. Das Werk bietet einen Einblick in die Stadt und ihre Menschen durch Gaddas einzigartige Perspektive.
Wenige Jahre vor seinem Tod stimmte Carlo Emilio Gadda (1893 - 1973) der
Veröffentlichung seines ersten in den Jahren 1928 und 1929 sorgfältig
erarbeiteten, jedoch unvollendet gebliebenen Romans zu. Es ist eine Geschichte
aus dem ersten Weltkrieg, deren drei Schlußkapitel der Autor noch geschrieben,
aber nicht mehr in das Romanganze integriert hat.
Diese neu übersetzten Erzählungen zeigen "den Vater der modernen italienischen Literatur" als ironischen Beobachter einer bürgerlichen Welt, deren Verwicklungen er die Kunst seines 'Makkaroni-Stils' entgegensetzt.
"... Già... tornando al muro. Ma che posso farci, dottore? Sono stanco... sono malato...". Il dottore non ci credeva. "...Pochi e stenti risparmi d'un tenente all'adiaccio... sotto fredde stelle... Chi si amava è nella terra... Era nel suo viso una luce... un sorriso... Sotto fredde stelle... nell'arsura dei fiumi e tra le schegge dei monti infernali... Il misero stipendiucolo dell'ingegnere stanco, vessato... Ed ecco qua i muri: ho dovuto buttare il mio sangue nelle rovine, qua dentro... al rinfazzo dei muri... alle tasse... a tamponare la falla della ipoteca... Ora sono stanco, sono malato". Gli anni irripetibili li aveva dissolti il dolore. La demenza dei tutori aveva straziato il bimbo. Rimaneva la morte.
«Dopo I promessi sposi , non esiste, nella letteratura italiana, nessuna rappresentazione d'una città così ricca, complessa, variegata, sonora come nella bellissima L'Adalgisa . Come in Manzoni, la città è Milano: la storia, la società, la psicologia, la cultura, i costumi, i riti, la lingua, l'esistenza quotidiana di Milano, di cui Gadda vuole rappresentare la totalità enciclopedica. Niente deve sfuggire al suo sguardo onnicomprensivo di storico-entomologo-mineralogista: nemmeno il minimo frammento o la minima possibilità ... La sua Milano era quella moderna: tra la fine dell'Ottocento e il 1940; la Milano degli anni in cui scriveva febbrilmente romanzi destinati a rimanere incompiuti. Malgrado lo sguardo satirico, aveva per quella città un affetto senza limiti. Amava il suo senso di gruppo, l'affettuosità sincera e recitata, “la festevolezza e allegria squillanti”, la bonomia un po' sciocca, il moralismo spesso grottesco, la velocità in tutte le occasioni della vita, l'intraprendenza, il buon senso a volte assurdo, un vago alone di demenza e, soprattutto, una vocalità femminile che nessun freno poteva arrestare». Pietro Citati
"... Già... tornando al muro. Ma che posso farci, dottore? Sono stanco... sono malato...". Il dottore non ci credeva. "...Pochi e stenti risparmi d'un tenente all'adiaccio... sotto fredde stelle... Chi si amava è nella terra... Era nel suo viso una luce... un sorriso... Sotto fredde stelle... nell'arsura dei fiumi e tra le schegge dei monti infernali... Il misero stipendiucolo dell'ingegnere stanco, vessato... Ed ecco qua i muri: ho dovuto buttare il mio sangue nelle rovine, qua dentro... al rinfazzo dei muri... alle tasse... a tamponare la falla della ipoteca... Ora sono stanco, sono malato". Gli anni irripetibili li aveva dissolti il dolore. La demenza dei tutori aveva straziato il bimbo. Rimaneva la morte.
Scritti autobiografici, annotazioni di viaggio, articoli sui servizi pubblici della città di Milano tra le due guerre, divagazioni sul costruire e scatti d'umore contro il mal costruire, un frammento narrativo, rievocazioni di storia letteraria e artistica, una ricetta di cucina, la descrizione di un intervento chirurgico: la varia e multiforme materia dei due più rari libri di Gadda sembra ritrovare nei titoli, Le meraviglie d'Italia e Gli anni , un principio di sistemazione spaziale e temporale, ripetere un'unità se non proprio di tempo, almeno di luogo.
Povídková kniha Vévodství v plamenech (1953) zahrnuje velkou část Gaddovy tvorby, a tak se dá považovat za ideální průřez Gaddova díla. Najdeme zde povídky na rozličná témata od událostí první světové války až po epizody z kriminálního života. Téměř všechny povídky se odehrávají vMiláně nebo se v nich alespoň objevují postavy výrazně milánské. Vévodství v plamenech mimo jiné obsahuje povídku Matka, jež je částí Seznání bolesti, a některé další povídky byly převzaty z jeho prvního pokusu o román, z Mechaniky. Stejně jako v Seznání bolesti se objevuje Gadda jako hlavní postava, tak tomu je také v jednotlivých povídkách.
Come la Madonna dei filosofi anche il secondo libro di Gadda (1934) raduna «pecore randage»: scritture sparse, oscillanti tra le prose di diario, tratte dai ricordi della prima guerra mondiale, e le divagazioni su polemiche letterarie di quegli anni. Nella sua unicità, Il castello di Udine recalcitra a qualsiasi etichetta, anche a quella di «prosa d'arte», che conobbe una stagione particolarmente fortunata tra le due guerre. Ma lascia intravedere tutti i caratteri distintivi, per non dire proverbiali, del Gadda maggiore: l'ossessione dell'ordine e il ribellismo anarcoide, l'odio-amore verso Milano e la sua classe dirigente, la straordinaria perizia retorica e i limiti costruttivi dell'intreccio, il calligrafismo (ma sui generis) e l'oltranza espressionistica del grande pasticheur.
Osou románu, jehož děj je zasazen do smyšlené jihoamerické země, je analýza vztahu mezi matkou a jejím synem, posledními členy aristokratického rodu Pitobutirrů. Pro matku i syna je vzájemné soužití utrpením, které mělo v románě (nebyl dokončen) vyvrcholit tragédií. Gadda je vynikajícímstylistikem a mistrně popisuje psychologii svých postav. Kniha byla roku 1963 vyznamenána mezinárodní literární cenou Formentor.
Román zaujme ne tak nezvyklým námětem a dějem, jímž je vyšetřování hned dvou zločinů, loupeže a bestiální vraždy, jako spíše formou zpracování a úsilím obnažit samu podstatu zločinu.
Roma durante il fascismo. Il commissario di polizia don Ciccio Ingravallo è incaricato di svolgere un'inchiesta su un furto di gioielli avvenuto al 219 di via Merulana, una via popolare nel cuore di un vecchio quartiere. Nella casa abitano due amici del commissario: i coniugi Balducci, dai quali è solito andare a pranzo nei giorni festivi. Per lo scapolo don Ciccio Liliana Balducci è l'incarnazione della dolcezza e della purezza femminile. Un mattino, Liliana viene selvaggiamente assassinata nel suo appartamento: il furto dei gioielli e l'assassinio sono opera di una stessa persona? Da questi episodi prende il via il romanzo gaddiano, che, apparso in "Letteratura" nell'immediato dopoguerra, fu scritto a Firenze nel ricordo di un lontano soggiorno nella capitale (1926-27). Basandosi su un reale fatto di sangue, Gadda costruisce un intrigo poliziesco che gioca su un duplice registro: può essere letto, infatti, come eco del mondo e come bricolage letterario.