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Bruce Chatwin

    13 maggio 1940 – 18 gennaio 1989

    Bruce Chatwin è stato un romanziere e scrittore di viaggi inglese le cui opere spesso approfondiscono temi di viaggio, cultura ed esistenza umana. Il suo stile distintivo fonde prosa lirica con un acuto occhio osservatore, sfumando i confini tra fatti e finzione per esplorare verità profonde sulla condizione umana. Chatwin intreccia magistralmente esperienze personali con più ampi arazzi storici e culturali, invitando i lettori a contemplare il nostro posto nel mondo e la natura dell'esistenza nomade. La sua scrittura è caratterizzata da una voce unica che cattura lo spirito dell'avventura e la ricerca umana profondamente radicata di significato.

    Bruce Chatwin
    La Biblioteca di Repubblica - 58: Utz
    In Patagonia
    Che ci faccio qui?
    Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza
    Le vie dei canti
    gli Adelphi - 96: Sulla collina nera
    • gli Adelphi - 96: Sulla collina nera

      • 290pagine
      • 11 ore di lettura

      La lunga vita di due gemelli identici, chiusa in un cerchio magico con un raggio di poche miglia, intorno a una fattoria del Galles. Un romanzo che ha il respiro del tempo.

      gli Adelphi - 96: Sulla collina nera
      4,1
    • Le vie dei canti

      • 390pagine
      • 14 ore di lettura

      Per gli aborigeni australiani, la loro terra era tutta segnata da un intrecciarsi di «Vie dei Canti» o «Piste del Sogno», un labirinto di percorsi visibili soltanto ai loro occhi: erano quelle le «Impronte degli Antenati» o la «Via della Legge». Dietro questo fenomeno, che apparve subito enigmatico agli antropologi occidentali, si cela una vera metafisica del nomadismo. Questo ultimo libro di Bruce Chatwin, subito accolto con entusiasmo di critica e lettori quando è apparso, nel 1987, potrebbe essere descritto anch’esso come una «Via dei Canti»: romanzo, viaggio, indagine sulle cose ultime. È un romanzo, in quanto racconta incontri e avventure picaresche nel profondo dell’Australia. Ed è un percorso di idee, una musica di idee che muove tutta da un interrogativo: perché l’uomo, fin dalle origini, ha sentito un impulso irresistibile a spostarsi, a migrare? E poi: perché i popoli nomadi tendono a considerare il mondo come perfetto, mentre i sedentari tentano incessantemente di mutarlo? Per provare a rispondere a queste domande occorre smuovere ogni angolo dei nostri pensieri. Chatwin è riuscito a farlo, attirandoci in una narrazione dove i personaggi, i miti, le idee compongono un itinerario che ci guida molto lontano.

      Le vie dei canti
      4,0
    • Per i lettori che amano Bruce Chatwin, questo libro diventa un breviario; per chi lo conosce meno, è un'introduzione alle sue esperienze e idee, un viaggio alla scoperta di Chatwin. In alcune parti, specialmente nelle notizie autobiografiche e nella lettera al suo editore Tom Maschler, Chatwin rivela il fondo della sua inquietudine di migrante, devoto all'«alternativa nomade». Ma perché il nomadismo è un'alternativa alla civiltà? Le risposte emergono attraverso scritti che coprono vent'anni della sua vita, dal 1968 al 1987, riflettendo le sue varie incarnazioni: esperto d’arte, giornalista, esploratore e narratore. Il libro include racconti brevi, storie di viaggio (dalla Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri) e ritratti di figure come Konrad Lorenz e Curzio Malaparte. Inoltre, presenta abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo, che Chatwin abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Questo progetto doveva essere un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi». È anche un’autoanalisi per rispondere a una domanda fondamentale: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto?». La pubblicazione avviene in Inghilterra e Italia nel 1996.

      Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza
      4,0
    • Che ci faccio qui?

      • 444pagine
      • 16 ore di lettura

      Il libro in cui Bruce Chatwin raccolse, negli ultimi mesi prima della morte, quei pezzi dispersi della sua opera che avevano segnato altrettante tappe di una sola avventura, di tutta una vita intesa come «un viaggio da fare a piedi». Al seguito di Indira Gandhi o in visita da Ernst Jünger, alla ricerca dello yeti o in quartieri malfamati di Marsiglia, a cena con Diana Vreeland o con Werner Herzog nel Ghana o con un geomante cinese a Hong Kong, Chatwin è sempre in viaggio e osserva ogni esperienza con lo sguardo penetrante di chi, a partire da qualsiasi cosa, vuole andare il più lontano possibile. «Era uno straordinario narratore di favole, inesauribile come Sheherazade ... sembrava avere divorato tutti i testi esoterici possibili ed era un vero e proprio zingaro, un imitatore straordinario – la sua versione della signora Gandhi era davvero perfetta – e un viaggiatore di primissima categoria» (Salman Rushdie).

      Che ci faccio qui?
      4,0
    • In Patagonia

      • 264pagine
      • 10 ore di lettura

      Dopo l’ultima guerra, alcuni ragazzi inglesi, fra cui l’autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano il luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore. Pubblicato nel 1977 come opera prima, questo libro appartiene alla specie rarissima dei libri che provocano una sorta di innamoramento. La Patagonia di Chatwin diventa, per chiunque si appassioni alla sua scrittura, un luogo che mancava alla propria geografia personale e di cui avvertiva segretamente il bisogno.

      In Patagonia
      3,7
    • La Biblioteca di Repubblica - 58: Utz

      • 126pagine
      • 5 ore di lettura

      Ultimo libro pubblicato da Chatwin, questo romanzo fu subito salutato come "una gemma squisita, compatta, luccicante, riccamente sfaccettata". Secondo Susannah Clapp il protagonista di Utz (1988) ricorda assai da vicino un collezionista praghese di porcelane che Kate Foster, un colega di Sotheby's, "conobbe una trentina d'anni fa e di cui parlò a Bruce, il quale non molto tempo dopo andò a cercarlo... Era un uomo molto freddo e cinico, con una voce sottile e aspra e uno sguardo acuto, un uomo forse un po' grigio, ma di grande vigore intellettuale... la sua biografia si rispecchia, almeno a grandi linee, in quela di Utz: la collezione e la sua inspiegabile scomparsa, i dettagli dei pezzi più significativi, gli attriti con le autorità cecoslovacche, il matrimonio con la governate, il ristorante frequentato dai militanti del Partito".

      La Biblioteca di Repubblica - 58: Utz
      3,7
    • Fabula - 46: Il viceré di Ouidah

      • 149pagine
      • 6 ore di lettura

      Più di un secolo dopo la morte di Dom Francisco da Silva, celebre negriero, i suoi discendenti si riuniscono a Ouidah, nel Dahomey, per onorarlo con una messa di requiem e un pranzo. Questa folla variegata, composta da poveri e ricchi, condivide un rimpianto per l'epoca della tratta degli schiavi, un periodo in cui la loro famiglia era ricca e famosa. Ognuno di loro tiene appeso il ritratto di Dom Francisco, sentendosi così connesso all'eternità. La narrazione ci riporta ai primi anni dell’Ottocento, quando il giovane Francisco da Silva si imbarca per cercare fortuna in Africa. Da quel momento, una sequenza di eventi si dispiega con un incessante delirio: il re pazzo del Dahomey, le sue feroci Amazzoni, e le macabre decorazioni con teschi dei nemici. Si alternano immagini vivide e inquietanti, come il negriero tuffato nell’indaco e il lamento di una reclusa centenaria. Con maestria, l'autore ricompone nella sua prosa asciutta e vibrante le schegge di una storia vera, che si snoda come un sogno inestricabile, punteggiato di atroci sorprese. Le voci del passato si intrecciano con quelle dei discendenti, mentre spargono cibo, sangue e gin sul letto, tomba e altare del Morto.

      Fabula - 46: Il viceré di Ouidah
      3,7
    • Lady, Lisa Lyon

      • 128pagine
      • 5 ore di lettura

      Mapplethorpe's provocative portrait of Lisa Lyon, the first World Women's Bodybuilding Champion. A commanding work of photography by a modern master of the art.

      Lady, Lisa Lyon
      4,4
    • Under the Sun

      • 554pagine
      • 20 ore di lettura

      "Wonderful...the closest we are ever going to get to a Chatwin autobiography." -William Dalrymple, The Times Literary Supplement (London) The celebrated author of such beloved works as In Patagonia and The Songlines, Bruce Chatwin was a nomad whose desire for adventure and enlightenment was made wholly evident by his writing. This marvelous selection of letters-to his wife, to his parents, and to friends, including Patrick Leigh Fermor, James Ivory, and Paul Theroux- reveals a passionate man and a storyteller par excellence. Written with the verve and sharpness of expression that first marked him as an author of singular talent, Chatwin's letters provide a window into his remarkable life and strikingly detailed insights regarding his literary ambitions and tastes.

      Under the Sun
      4,2
    • Journey to Armenia

      • 80pagine
      • 3 ore di lettura

      Осип Мандельштам (1891–1938) — одна из ключевых фигур русской культуры XX века, ее совершенно особый и самобытный поэтический голос. «В ремесле словесном я ценю только дикое мясо, только сумасшедший нарост», — так определял Мандельштам особенность своей прозы с ее афористичной, лаконичной, плотной языковой тканью.

      Journey to Armenia
      4,0
    • Patagonia revisited

      • 62pagine
      • 3 ore di lettura

      Since its discovery by Magellan in 1520, Patagonia was known as a country of black fogs and whirlwinds at the end of the inhabited world. It immediately lodged itself in the imagination as a metaphor for "the ultimate", the point beyond which one could not go. In this book, Chatwin and Theroux join forces to explores the instances in which the "final capes of exile" have affected the literary imagination, and to track down some of the extraordinary travellers, past and present, from W.H. Hudson, to Captain Joshua Slocum and Butch Cassidy. Paul Theroux has won the Whitbread Literary Award. This book had its origins in an entertainment the writers gave for The Royal Geographical Society, at a time when Theroux was following Chatwin's "In Patagonia" with "The Old Patagonian Express".

      Patagonia revisited
      3,1
    • Betrat Bruce Chatwin einen Raum, bezauberte er alle durch seine Erzählungen - ein Wanderer, der über Nacht bleibt und aus seinem Rucksack eine Geschichte nach der anderen zieht. In „Chatwins Rucksack“ tritt er uns noch einmal entgegen, erklärt in einem langen Gespräch seine Kunst des Findens, macht uns in Porträts mit seinen Freunden bekannt.

      Chatwins Rucksack
      4,3
    • Eine Sammlung von Bruce Chatwins Notizen und Fotografien seiner Reisen.

      Auf Reisen
      3,4
    • Bruce Chatwin annotò che la sua copia personale di un libro amato, ormai consumata da viaggi in Asia centrale, lo accompagnava sin da giovane. Robert Byron, gentiluomo erudito e scrittore di viaggi, ha scritto opere significative sulla civiltà bizantina e l'architettura islamica, ma il suo talento si manifesta al meglio nelle sue esplorazioni. Negli anni Trenta, un periodo d’oro per la letteratura di viaggio, Byron scrisse un'opera che si distingue come un capolavoro: il suo viaggio verso l’Oxiana, un luogo mitico tra Afghanistan e Iran, evocativo di un antico paradiso. I viaggiatori possono seguire le orme di Alessandro o Marco Polo, ma la vera avventura è quella di Byron, che parte da Venezia e attraversa Cipro, Palestina e Siria. Ciò che incanta nel suo racconto è la sua straordinaria capacità di osservare le tracce delle civiltà passate e i personaggi che incontra lungo il cammino. Le sue annotazioni rivelano un spirito anglicano e snob, perfetto per descrivere le incongruenze storiche che emergono in episodi esilaranti. Le sue pagine catturano l'essenza del viaggio, quando partire era un vero piacere. Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1937.

      Biblioteca Adelphi - 271: La via per l'Oxiana
      4,0
    • Verschlungene Pfade

      • 189pagine
      • 7 ore di lettura

      Auf seinen zahlreichen Reisen hat Bruce Chatwin, Wanderer aus Leidenschaft, auch fotografiert. Ein farbig dekorierter Torbogen in Tunesien, das bizarre Arrangement bunter Kissen in einem Schaufenster der Türkei, die tintenblauen Rauchfahnen aus den Schloten einer Ölraffinerie im Iran. Die Fotografien zeigen Menschen, Städte und Landschaften, deren Physiognomien ganze Geschichten erzählen. Die Bilder dokumentieren auch Chatwins schiere Freude an Farben und Formen und seinen verblüffenden Sinn für das Schöne noch im kleinsten Detail.

      Verschlungene Pfade
      2,0
    • Bei Regen im Saal

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Das Abseits als sicherer Ort Reinhard, ein schlecht rasierter, promovierter Mittvierziger ohne Perspektive, hangelt sich halbherzig durchs Leben. Sonja, die Frau an seiner Seite, will nicht länger zusehen, wie er sich zunehmend vernachlässigt und ins gesellschaftliche Aus manövriert. Sie verlässt ihn und heiratet einen anderen, der fest im Leben zu stehen scheint. Die vermeintliche Stabilität des »Normalen« allerdings bietet ihr keine Rettung, nur gähnende Langeweile. Kann es ein Happy End im sozialen Abseits geben? Mit Witz und Genauigkeit erkundet Wilhelm Genazino den schmalen Grat, der Eigenbrötelei vom Absturz trennt.

      Bei Regen im Saal
      3,5
    • Aufreisen

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Bruce Chatwin, "Englands meistgepriesener travel writer" (DIE ZEIT) und Wanderer aus Leidenschaft, hat auf seinen vielen Reisen auch photographiert. Der vorliegende Band versammelt Bilder aus Patagonien und Westafrika, aus Afghanistan und Nepal, Peru, England und den USA. Chatwins immense Beobachtungsgabe und sein ausgeprägter Schönheitssinn manifestieren sich in den Bildern ebenso wie in den beigefügten Reisenotizen.

      Aufreisen
    • Bruce Chatwin auf Reisen

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Bruce Chatwin, "Englands meistgepriesener travel writer" (DIE ZEIT) und Wanderer aus Leidenschaft, hat auf seinen vielen Reisen auch photographiert. Der vorliegende Band versammelt Bilder aus Patagonien und Westafrika, aus Afghanistan und Nepal, Peru, England und den USA. Chatwins immense Beobachtungsgabe und sein ausgeprägter Schönheitssinn manifestieren sich in den Bildern ebenso wie in den beigefügten Reisenotizen.

      Bruce Chatwin auf Reisen
    • Reisen als Lebensform

      Isabelle Eberhardt, Reinhold Messner und Bruce Chatwin

      • 360pagine
      • 13 ore di lettura

      Reisen und Identität in der Moderne Während manche das Ende des Reisens im „globalen Dorf“ diagnostizieren, ist zumindest die Reisesehnsucht - neben der Urlaubsroutine - in den westlichen Gesellschaften ungebrochen. Sabine Boomers beleuchtet die gegenwärtige Praxis des Reisens vor dem Hintergrund moderner Identitätssuche und beschreibt in Isabelle Eberhardt, Reinhold Messner und Bruce Chatwin drei verschiedene Typen des obsessiven Unterwegsseins. Diese Dauerreisenden erleben stellvertretend für das Publikum, was zu einem grundlegenden Begehren des modernen Menschen wurde: Sich im Reisen als anderer zu erfahren, das Selbst im Fremden zu entdecken und trotz der vermuteten Selbstfremdheit zu Ganzheit und Sinn zu finden.

      Reisen als Lebensform