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Umberto Galimberti

    2 maggio 1942

    Questo autore esplora le profonde questioni dell'esistenza umana attraverso la lente dell'antropologia culturale e della filosofia della storia. Il suo lavoro esamina i principi fondamentali della conoscenza umana e la natura della verità. Si dedica anche a esplorare l'influenza delle grandi idee filosofiche sulla nostra comprensione del mondo. Il suo approccio interdisciplinare offre una prospettiva unica sulle complessità dell'esperienza e della storia umana.

    Serie Bianca: La parola ai giovani
    Opere - 14: I vizi capitali e i nuovi vizi
    I miti del nostro tempo
    L'etica del viandante
    Psichiatria e fenomenologia
    Opere
    • Opere

      • 435pagine
      • 16 ore di lettura
      Opere
      5,0
    • I contributi di Husserl, Heidegger e Jaspers vengono richiamati in questo volume per chiarire la posizione epistemologica della psicologia, che mira alla "comprensione" dell'uomo piuttosto che alla "spiegazione" del suo comportamento. Questa distinzione implica che non si possano applicare senza cautela i modelli e i metodi delle scienze naturali all'ambito umano, evitando così di ridurre l'uomo a un semplice evento naturale, come fatto dalla psichiatria classica e dalla psicoanalisi, in contrasto con la pratica terapeutica. Sostituendo il dualismo cartesiano con una visione fenomenologica che si concentra sull'immediatezza del mondo della vita, la psicologia deve descrivere le relazioni evidenti tra corpo e mondo, e le significazioni che esse esprimono, piuttosto che spiegare i complessi rapporti tra psiche e corporeità. Per una psicologia fondata fenomenologicamente, sia il "sano" che l'"alienato" appartengono allo stesso mondo, anche se l'alienato vive con strutture percettive e comportamentali diverse. Qui, la differenza non rappresenta una "dis-funzione", ma una "funzione" di una specifica strutturazione esistenziale, ovvero un modo di essere-nel-mondo e di progettare, nonostante le difficoltà.

      Psichiatria e fenomenologia
      3,9
    • L'etica del viandante

      • 480pagine
      • 17 ore di lettura

      L’Occidente ha due radici: il mondo greco e la tradizione giudaico-cristiana. Per quanto dischiudano orizzonti completamente diversi, entrambi descrivono un mondo dotato di ordine e stabilità. Ma noi viviamo nell’età della tecnica. È finito l’incanto del mondo tipico degli antichi. È finito anche il disincanto dei moderni, che ancora agivano secondo un orizzonte di senso e un fine. La tecnica non tende a uno scopo, non apre scenari di salvezza, non svela la verità: la tecnica funziona. L’etica, come forma dell’agire in vista di fini, celebra la sua impotenza. Il mondo è ora regolato dal fare come pura produzione di risultati.L’unica etica possibile, scrive Umberto Galimberti, è quella del viandante. A differenza del viaggiatore, il viandante non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Il viandante spinge avanti i suoi passi, ma non più con l’intenzione di trovare qualcosa, la casa, la patria, l’amore, la verità, la salvezza. Cammina per non perdere le figure del paesaggio.

      L'etica del viandante
      3,9
    • I miti del nostro tempo

      • 406pagine
      • 15 ore di lettura

      Giovinezza e intelligenza, felicità e amore materno. E poi moda e tecnica, sicurezza e potere e ancora mercato, crescita economica, nuove tecnologie... Sono i miti del nostro tempo, le idee che più di altre ci pervadono e ci plasmano come individui e come società. Quelle che la pubblicità e i mezzi di comunicazione di massa propongono come valori e impongono come pratiche sociali, fornendo loro un linguaggio che le rende appetibili e desiderabili. I miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel profondo della nostra anima. Sono idee che noi abbiamo mitizzato perché non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano. Eppure occorre risvegliarsi dalla quiete apparente delle nostre idee mitizzate, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono proprio dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono più di comprendere il mondo in cui viviamo. Per recuperare la nostra presenza al mondo dobbiamo allora rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli al vaglio della critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo.

      I miti del nostro tempo
      4,0
    • Come al solito, non sono mai le virtù, ma sempre i vizi, a dirci chi è l'uomo. Umberto Galimberti analizza i vizi capitali: Accidia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira, Lussuria, Superbia. Questi vizi, identificati come "abiti del male" da Aristotele e come "opposizione della volontà dell'uomo alla volontà divina" nel Medioevo, si trasformano in espressioni della tipologia umana nell'Età dei lumi e, nel Novecento, in manifestazioni psicopatologiche. Galimberti osserva che i vizi escono dal mondo morale per entrare in quello patologico, diventando malattie dello spirito. In questo contesto storico, ambienta i vizi nel panorama contemporaneo, in conflitto tra la funzionalità dell'età della tecnica e l'urgenza dell'etica. Analizza anche le tendenze comportamentali che possono essere definite "nuovi vizi": sociopatia, spudoratezza, consumismo, conformismo, sessomania, culto del vuoto, voluttà dello shopping e dipendenza dalla mercé, tutte correlate al dissolvimento della personalità. Questi nuovi vizi negano il modello "vizioso" e, inquadrandoli come tali, si offre la possibilità di discuterne, per essere consapevoli e non confondere i disastrosi inconvenienti della modernità con i suoi valori.

      Opere - 14: I vizi capitali e i nuovi vizi
      3,9
    • Serie Bianca: La parola ai giovani

      Dialogo con la generazione del nichilismo attivo

      • 323pagine
      • 12 ore di lettura

      Nel 2007, Umberto Galimberti ha esplorato il disagio giovanile, attribuendolo a una crisi culturale piuttosto che a crisi psicologiche legate all'esistenza. Secondo lui, il futuro che la cultura dell'epoca presentava ai giovani era incerto e non motivante, contribuendo a un senso di nichilismo. A distanza di anni, la situazione non è cambiata molto, se non per una parte di giovani che ha evoluto il "nichilismo passivo" in un "nichilismo attivo". Questi giovani non ignorano l'atmosfera pesante del nichilismo, ma si impegnano attivamente per non spegnere i propri sogni. La parola ai giovani raccoglie le loro voci, evidenziando il bisogno di essere ascoltati. Spesso, i giovani si sentono incompresi dai genitori e dagli insegnanti, temendo che le risposte che ricevono non rispecchino le loro inquietudini e problemi. Pertanto, si rivolgono a un ascoltatore esterno, non per risolvere le loro difficoltà, ma per avere un punto di vista alternativo che renda le loro sfide meno drammatiche e più affrontabili.

      Serie Bianca: La parola ai giovani
      3,9
    • Paesaggi dell'anima

      • 310pagine
      • 11 ore di lettura

      Dalla psicologia all'estetica, dalla psicanalisi alla pedagogia, il nostro mondo travagliato e la bellezza irrazionale dell'anima negli scritti divulgativi del noto saggista, docente di filosofia teoretica all'Università di Venezia. Un viaggio affascinante nell'universo dello spirito e della cultura con la guida di un intellettuale di grande profondità e originalità.

      Paesaggi dell'anima
      3,7
    • Il corpo

      • 761pagine
      • 27 ore di lettura

      Un libro affascinante e fondamentale, la proposta di una psicologia che, togliendo la scissione anima/corpo su cui si fonda, cominci a pensarsi contro se stessa. "Dalla 'follia del corpo' di Platone alla 'maledizione della carne' nella religione biblica, dalla 'lacerazione' cartesiana della sua unità alla sua 'anatomia' ad opera della scienza, il corpo vede proseguire la sua storia con la sua riduzione a 'forza-lavoro' nell'economia dove più evidente è l'accumulo del valore nel segno dell'equivalenza generale, ma dove anche più aperta diventa la sfida del corpo sul registro dell'ambivalenza."(dall'introduzione).

      Il corpo
      3,8
    • Le cose dell'amore

      • 171pagine
      • 6 ore di lettura

      L'eros declinato in tutte le sue "figure". L'attrazione, il corteggiamento, la seduzione, il tradimento, la separazione, la solitudine, l'onanismo. Gli "enigmi dell'amore" rivisitati, alla luce del tempo che chiamiamo nostro, da un grande filosofo morale.

      Le cose dell'amore
      3,9
    • Perché?

      100 storie di filosofi per ragazzi curiosi

      • 223pagine
      • 8 ore di lettura

      Storie per lettori curiosi, svegli, ribelli, che non si accontentano delle risposte preconfezionate, ma vogliono ragionare con la propria testa. Se pensate che la filosofia sia qualcosa di noioso e astratto, e i filosofi persone che vivono fuori dal mondo, questo libro vi dimostrerà il contrario. Attraverso le storie di cento filosofi e pensatori di ogni epoca e luogo, scoprirete che la filosofia è più viva e concreta che mai. Una scatola vuota non contiene niente o contiene qualcosa che si chiama "vuoto"? Provate a riempirla di sabbia e a percuoterla: che cosa udite? E se invece la svuotate dalla sabbia, percuotendola che cosa udite? Partendo da esperienze e ragionamenti accessibili anche ai bambini, ogni storia ci lancia una piccola sfida, alla quale potremo rispondere utilizzando i ragionamenti di un grande filosofo. Insieme a Socrate, Ipazia, Kant, Voltaire e altri loro 96 colleghi di ogni epoca e luogo impareremo a riflettere sui temi più svariati, dagli eventi naturali alla natura umana, dal linguaggio all'amore, all'esistenza di Dio. Età di lettura: da 8 anni.

      Perché?
      3,6