Rocco Schiavone indaga sull’omicidio di una professoressa in pensione. E intanto l’ombra del passato si fa la pena per Sebastiano, l’amico fraterno che non ha mai smesso di dare la caccia a Enzo Baiocchi, che gli ha assassinato la moglie, lo rende inquieto e gli ruba il sonno. Antonio Manzini continua il suo romanzo sul vicequestore scontroso, malinconico, ruvido e pieno di contraddizioni che i lettori ormai conoscono e apprezzano; lo fa con una capacità di invenzione e con una passione per il personaggio, per tutti i personaggi, che difficilmente possiamo riscontrare in altri scrittori di oggi.
Rocco Schiavone, il burbero vicequestore, affronta un caso complesso nel 2007, mentre la moglie Marina è ancora viva. Indaga sull'omicidio di Giovanni Ferri e sulla misteriosa morte del suo amico Matteo. Con uno stile incisivo, Manzini esplora la lotta interiore di Schiavone e la realtà sociale contemporanea.
"Per Rocco Schiavone questa indagine è diversa e la pietà busserà alla sua porta. In Le ossa parlano di Antonio Manzini il cadavere di un bambino viene ritrovato nella scarpata di un bosco. Dopo attenti esami biomedici, la scientifica di Aosta capisce che si tratta di Mirko, di circa dieci anni, scomparso sei anni prima. Rocco inizia le sue indagini e si trova negli abissi della brutalità umana e di chi è stato in grado di strangolare e usare violenza contro un essere innocente. Ascoltando il racconto della madre di Mirko, una donna sola che non si era mai rassegnata alla sua scomparsa, Schiavone cerca di farsi un'idea della situazione famigliare e delle possibili tracce da seguire. I cold case non sono esattamente la passione del vicequestore, ma stavolta c'è una corda di compassione profonda che lo spinge a cercare giorno e notte in cerca della verità. Nel frattempo la solitudine lo attanaglia e l'unica compagnia sembra essere il fantasma della moglie Marina, uccisa anni prima, ma sempre presente nella sua esistenza. Neppure le esistenze malconce dei suoi colleghi lo aiuteranno a sollevarsi il morale perché Le ossa parlano è il caso più duro e più straziante da risolvere per l'amato Rocco Schiavone." -- libreriauniversitaria.it
Nel nuovo romanzo di Manzini, Aosta e Roma rappresentano i poli opposti della vita di Rocco Schiavone, mentre si intrecciano le vicende lasciate in sospeso alla fine di 7-7-2007. Adele, vittima di un errore fatale, non ha ancora ottenuto giustizia, e il suo assassino, Enzo Baiocchi, torna a tormentare i sogni di Schiavone. Sospettato dai vertici della polizia, Rocco si disinteressa delle attività della questura di Aosta. La situazione si complica quando il cadavere di un transessuale viene rinvenuto nelle acque della Dora. La perquisizione dell'appartamento della vittima rivela una sorpresa: è completamente vuoto, come se fosse stato ripulito. I vicini, ignari del trasloco, sembrano nascondere qualcosa, mentre la palazzina appartiene a un proprietario inquietante. Quando anche il giudice Baldi ignora il caso, Schiavone percepisce l'ombra dei servizi segreti. Per far luce su un omicidio che molti vogliono sminuire, Rocco deve ignorare le procedure ufficiali, mentre cerca di rintracciare Baiocchi, in fuga dalla vendetta di Sebastiano. In questo clima di tensione, trova un momento di quiete con Gabriele, il suo giovane vicino. Tuttavia, da questo mix di odio e solitudine emergerà una scoperta sconvolgente.
Non si fa che parlare dell'ELP, l'Esercito di Liberazione del Pianeta. Il vicequestore Rocco Schiavone osserva con un misto di simpatia e scetticismo le azioni di questi disobbedienti che liberano animali d'allevamento in autostrada. È colpito dal loro simbolo che contagia i giovani. La vera violenza, però, si manifesta quando Rocco apprende di una signora picchiata dal marito. La sua reazione è violenta, ma il giorno dopo l'uomo viene trovato ucciso con un colpo di pistola. Questo strano omicidio costringe Schiavone a un'inchiesta complicata da eventi personali, comici e tragici. Fortunatamente, i suoi vecchi amici di Trastevere, Brizio e Furio, si uniscono a lui, condividendo il suo disprezzo per il potere. L'indagine coinvolge una società che sembra una copertura, ma ci sono elementi che ostacolano Rocco, bloccandolo sull'orlo della soluzione. Nel frattempo, gli atti dell'ELP diventano sempre più aggressivi, culminando in un attentato che uccide un imprenditore di una fabbrica di pellami. Indagando, Rocco si rende conto che, dal punto di vista ambientale, lo stabilimento non ha molte colpe. Ma cosa ha spinto i «simpatici» ambientalisti a tanto? La narrazione unisce due casi e inchieste, sullo sfondo di una calda attualità sociale, mentre Rocco, più ombroso e stanco, riflette sull'importanza dell'amicizia e investe tutta la sua passionalità nell'indagine.
«Una volta ogni tanto, poteva anche sorridere. La vita poteva anche sorridere. E Rocco lo fece alzando la testa al cielo». In questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, si intreccia una storia parallela legata al suo oscuro passato, un debito non riscattato che riemerge a ogni richiamo. Anche quando un’indagine lo coinvolge emotivamente, un’ombra dal suo passato gli ricorda che la vita non può sorridergli. La ricca famiglia valdostana dei Berguet nasconde un segreto, e Rocco percepisce un grido disperato. Chiara Berguet, una studentessa popolare, è scomparsa, e il vicequestore si trova a dover scoprire cosa si cela dietro l’apparente perfezione di un ambiente privilegiato. La sua indagine diventa una corsa contro il tempo, mentre cerca di illuminare l’area grigia dove si intrecciano racket e affari. Aosta è coperta di neve a maggio, un fuori stagione che amplifica il malumore di Rocco. Un’ombra continua a inseguirlo, colpendolo nei punti più vulnerabili. Questo terzo romanzo della serie di Rocco Schiavone è un noir d’azione, ma anche un ritratto vivido di un uomo prigioniero del suo destino, un personaggio tragico, complesso e consapevole.
Scompare nel nulla un furgone portavalori carico di quasi tre milioni, le entrate del casinò di Saint-Vincent. Le dichiarazioni di una guardia, lasciata stordita, avviano indagini di routine per rapina. Tuttavia, il vicequestore Rocco Schiavone percepisce un "odore" che non si incastra, collegando il caso a un omicidio irrisolto del ragioniere Favre. Nonostante le pressioni dei superiori per indirizzare l'inchiesta verso un caso più clamoroso, Schiavone inizia a seguire indizi che pongono interrogativi esistenziali. Il suo approccio è ben oltre l'ortodossia di un funzionario, e la sua vita è intrisa di complicazioni. La sua relazione con Gabriele, un giovane vicino di casa, diventa sempre più intensa, mentre la presenza di Lupa, "la cucciolona", arricchisce le sue giornate. Tuttavia, le ombre del passato si addensano: la morte del killer Baiocchi, assassino della moglie Marina, e la sensazione di essere osservato dai servizi segreti. In questo romanzo, segreti e misteri si intrecciano a storie personali di amori e vizi dei collaboratori di Schiavone. La complessità delle vicende dimostra come l'autore superi il genere poliziesco, offrendo una rappresentazione universale della vita sociale e psicologica. Rocco Schiavone, con la sua passione e il suo modo di cercare affetto, rimarrà impresso nella memoria dei lettori.
Per la prima volta, questi racconti, già pubblicati in varie antologie, offrono un ritratto del vicequestore Rocco Schiavone. Cinque tessere che definiscono il personaggio per chi lo conosce e presentano il suo carattere a chi non l'ha mai letto: un poliziotto scontroso, trasgressivo e ruvido, spesso vicino alla brutalità, ma capace di comprendere il cuore degli uomini. Il primo racconto, che dà il nome alla raccolta, inizia con un macabro ritrovamento al cimitero: un cadavere sconosciuto disteso sopra una bara, con un misterioso anello nuziale come unico indizio. La storia evolve in un'indagine poliziesca che intreccia disagi esistenziali, denuncia sociale e sentimenti profondi, il tutto narrato con un umorismo ironico e sarcastico, accentuato dalla brevità dei racconti. Le altre storie includono un'escursione alpinistica finita male, una partita di calcio truffaldina tra uomini di legge, un delitto in una «camera chiusa» di un treno e l'omicidio di un eremita in una chiesetta abbandonata. Ogni indagine porta a conclusioni scomode e tristi, riflettendo l'umor nero che accompagna Schiavone. Lui è un poliziotto non integerrimo, ma capace di riconoscere la verità in ogni persona, un uomo in conflitto con il suo tempo, segnato dalla perdita della cosa più importante della vita.
«Non ci abbiamo capito niente, Deruta. Forza, al lavoro». Due coltellate hanno spento la vita di Romano Favre, un pensionato del casinò di Saint-Vincent, trovato morto nella sua abitazione con una fiche di un altro casinò in mano. Rocco Schiavone percepisce subito che si tratta di un «morto che parla» e si impegna a decifrare il suo messaggio. Si immerge nel mondo della ludopatia, interrogando debitori disperati, affaristi e amici del vedovo. Scopre un traffico che potrebbe spiegare il delitto, mentre il sospetto si avvicina alla sua vita personale. Ricostruendo la scena del crimine, riesce a incastrare l'assassino. Tuttavia, il messaggio di Favre sembra andare oltre il passato: «Favre ha perso la vita per un fatto che deve ancora accadere». Il successo degli scritti di Antonio Manzini risiede nella loro capacità di andare oltre la semplice trama gialla, esplorando la complessità umana. Le inchieste del vicequestore Schiavone non sono solo noir, ma romanzi che raccontano le sue peripezie esistenziali. In questo capitolo, Schiavone affronta un semifallimento: ha scoperto il colpevole, ma molte questioni rimangono irrisolte, lasciandolo con un senso di colpa che promette di colmare nella prossima avventura.