Bookbot

Massimo Cacciari

    5 giugno 1944

    Massimo Cacciari è un filosofo italiano di spicco il cui lavoro si addentra profondamente nell'estetica, nella filosofia politica e nella storia del pensiero. I suoi scritti esplorano temi complessi come il tempo, il linguaggio e la natura della legge, stabilendo spesso connessioni con la letteratura e l'arte classiche e contemporanee. Lo stile distintivo di Cacciari presenta riflessioni rigorose ma poetiche che sfidano i lettori a contemplare questioni fondamentali dell'esistenza e della società umana. Le sue idee risuonano in diverse discipline, offrendo una prospettiva unica sulla cultura e sulla filosofia.

    Philosophy, Mysticism, and the Political
    Geofilosofia dell' Europa
    Serie bianca - 52: Duemilauno
    Adolf Loos e il suo angelo
    Paradiso e naufragio
    L' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica
    • Paradiso e naufragio

      • 128pagine
      • 5 ore di lettura

      L'uomo senza qualità di Robert Musil riflette l'uomo contemporaneo, per cui il mondo di ieri, con le sue illusioni di armonia, di compiutezza, con le sue pretese di esattezza da ricercare in ogni campo, è finito per sempre. Vie di uscita non ve ne sono, vie soltanto, che dovremo costruire mentre si va, si cerca

      Paradiso e naufragio2022
      3,2
    • Philosophy, Mysticism, and the Political

      Essays on Dante

      • 192pagine
      • 7 ore di lettura

      Exploring the intricate layers of Dante's Divine Comedy, this collection features nine insightful essays that delve into the poet's political theology. Written by a prominent contemporary Italian philosopher, the essays illuminate Dante's profound reflections on morality, justice, and the human experience, offering a fresh perspective on his timeless work. Each essay serves to deepen the reader's understanding of Dante's influence on philosophy and politics, making it a valuable resource for scholars and enthusiasts alike.

      Philosophy, Mysticism, and the Political2022
    • «L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».

      L' opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica2011
      4,1