Scritto nel 1869 e pubblicato in volume nel 1871, questo primo romanzo di Verga ha goduto e continua a godere di una straordinaria fortuna. Sebbene appartenga cronologicamente al primo periodo della produzione verghiana, esso se ne distacca sensibilmente sia nella struttura sia nei contenuti. Scritto in forma epistolare, è tratto da un'esperienza autobiografica. Le lettere che la giovane Maria - costretta dal padre alla vita del convento senza vocazione - scrive all'amica Marianna durante un breve soggiorno con la famiglia in campagna, testimoniano del suo turbamento di giovane novizia che al di fuori della vita monacale riscopre nuovi orizzonti, e soprattutto l'esistenza dell'amore che, osteggiato da tutti, crescerà in lei assumendo una tensione parossistica. Considerato a suo tempo una polemica denuncia della condizione femminile, questo romanzo, adattato per il cinema da Zeffirelli, è piuttosto un grande dramma intimo, sentimentale,umano, spinto fino all'eccesso.
Giovanni Verga Libri
Giovanni Verga fu uno scrittore realista italiano celebre per le sue rappresentazioni della vita in Sicilia. La sua opera è caratterizzata da un'acuta osservazione della vita rurale e della psicologia dei personaggi, spesso incentrata su valori tradizionali e gerarchie sociali. Verga impiegò magistralmente il dialogo per sviluppare i personaggi e trasmettere emozioni autentiche, facendo sì che le sue narrazioni risuonassero profondamente nei lettori. I suoi contributi costituiscono un pilastro significativo del realismo italiano e della rappresentazione letteraria del popolo siciliano.







Grandi romanzi
- 848pagine
- 30 ore di lettura
I grandi romanzi. I Malavoglia. Mastro Don Gesualdo. Prefazione di Riccardo Bacchelli. Testo e note a cura di Ferruccio Cecco e Carla Riccardi 16mo. pp. XLVII - 843. . Ottimo (Fine). . . .
Tutte le novelle: Edizione integrale
- 537pagine
- 19 ore di lettura
La Sicilia è una terra aspra e difficile, che concede poco, ma che ha regalato nel corso del tempo grandi storie, scritte da chi ha saputo coglierne il nucleo incandescente e metterlo in scena in forma narrativa. Tra questi, un posto di primissimo piano spetta a Giovanni Verga, l'autore dei "Malavoglia" e di Mastro don Gesualdo, ma anche di un numero eccezionale di novelle nelle quali si sperimenta un nuovo modo di fare racconto, ricorrendo ai criteri di un realismo asciutto e crudo in grado dì far avvertire al lettore le condizioni di vita -i costumi e le prassi sociali - della Sicilia del secondo Ottocento.
Tutte le novelle
- 385pagine
- 14 ore di lettura
Dopo i primi romanzi, l'arte del Verga muta completamente di contenuto e di stile ora è il mondo degli umili e dei diseredati che viene rappresentato, nella sua drammatica verità, da uno scrittore che si fa uno di loro. Alla prima novella Nedda (1874), "bozzetto siciliano" come la definí lo stesso Verga, seguirono le raccolte Primavera e altri racconti (1876), Vita dei campi (1880), Novelle rusticane (1883), Per le vie (1883), d'ambiente popolare milanese, Vagabondaggio (1887), I ricordi del capitano d'Arce (1891), Don Candeloro e C.i (1894). Dominano qui sentimenti elementari e situazioni esasperate che inevitabilmente si concludono con una catastrofe: Nanni Lasca uccide la magnetica Lupa che lo ha trascinato nella colpa incestuosa, compar Alfio uccide il rivale, Jeli il pastore uccide il signorino, già suo compagno di giochi, che gli ha preso la sua Mara. "Le passioni di questi primitivi" scrive Luigi Russo "hanno un centro, un tempio: la casa, con tutte le sue leggi dell'onore e del lavoro. Non piú passioni di nomadi e di stravaganti, di sognatori senza un passato, ma passioni di gente che impegna tutto un mondo e tutta una religione. E i loro drammi appaiono per l'appunto drammi religiosi: l'amore, il desiderio sensuale, l'onore, la vendetta perdono la loro forma demoniaca, trascendono cioè le persone, e si richiamano ad un'etica tutta ideale elementarissima ma organica e ferrea nelle sue leggi." Indice: - Novelle - Vita dei campi - Novelle rusticane - Per le vie
Storia di una capinera
- 152pagine
- 6 ore di lettura
Scritto nel 1869 e pubblicato in volume nel 1871, questo primo romanzo di Verga ha goduto e continua a godere di una straordinaria fortuna. Sebbene appartenga cronologicamente al primo periodo della produzione verghiana, esso se ne distacca sensibilmente sia nella struttura sia nei contenuti. Scritto in forma epistolare, è tratto da un'esperienza autobiografica. Le lettere che la giovane Maria - costretta dal padre alla vita del convento senza vocazione - scrive all'amica Marianna durante un breve soggiorno con la famiglia in campagna, testimoniano del suo turbamento di giovane novizia che al di fuori della vita monacale riscopre nuovi orizzonti, e soprattutto l'esistenza dell'amore che, osteggiato da tutti, crescerà in lei assumendo una tensione parossistica. Considerato a suo tempo una polemica denuncia della condizione femminile, questo romanzo, adattato per il cinema da Zeffirelli, è piuttosto un grande dramma intimo, sentimentale,umano, spinto fino all'eccesso.
Dopo i "Malavoglia" con "Mastro Don Gesualdo" Verga continua il suo ciclo dei "Vinti". In quest'opera l'autore siciliano racconta la parabola di Gesualdo Motta che da semplice muratore riesce a diventare un ricco borghese, dedicando tutta la sua vita alla "roba".
Eros
- 182pagine
- 7 ore di lettura



