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Giovanni Verga

    31 agosto 1840 – 27 gennaio 1922

    Giovanni Verga fu uno scrittore realista italiano celebre per le sue rappresentazioni della vita in Sicilia. La sua opera è caratterizzata da un'acuta osservazione della vita rurale e della psicologia dei personaggi, spesso incentrata su valori tradizionali e gerarchie sociali. Verga impiegò magistralmente il dialogo per sviluppare i personaggi e trasmettere emozioni autentiche, facendo sì che le sue narrazioni risuonassero profondamente nei lettori. I suoi contributi costituiscono un pilastro significativo del realismo italiano e della rappresentazione letteraria del popolo siciliano.

    Giovanni Verga
    Cavalleria rusticana
    Eva
    Grandi romanzi
    La Lupa / Die Wölfin (mit kostenlosem Audio-Download-Link)
    Storia di una capinera. Una peccatrice
    Tutte le novelle: Edizione integrale a cura di Sergio Campailla
    • La Sicilia è una terra aspra e difficile, che concede poco, ma che ha regalato nel corso del tempo grandi storie, scritte da chi ha saputo coglierne il nucleo incandescente e metterlo in scena in forma narrativa. Tra questi, un posto di primissimo piano spetta a Giovanni Verga, l'autore dei "Malavoglia" e di Mastro don Gesualdo, ma anche di un numero eccezionale di novelle nelle quali si sperimenta un nuovo modo di fare racconto, ricorrendo ai criteri di un realismo asciutto e crudo in grado dì far avvertire al lettore le condizioni di vita -i costumi e le prassi sociali - della Sicilia del secondo Ottocento.

      Tutte le novelle: Edizione integrale a cura di Sergio Campailla
      5,0
    • Scritto nel 1869 e pubblicato in volume nel 1871, questo primo romanzo di Verga ha goduto e continua a godere di una straordinaria fortuna. Sebbene appartenga cronologicamente al primo periodo della produzione verghiana, esso se ne distacca sensibilmente sia nella struttura sia nei contenuti. Scritto in forma epistolare, è tratto da un'esperienza autobiografica. Le lettere che la giovane Maria - costretta dal padre alla vita del convento senza vocazione - scrive all'amica Marianna durante un breve soggiorno con la famiglia in campagna, testimoniano del suo turbamento di giovane novizia che al di fuori della vita monacale riscopre nuovi orizzonti, e soprattutto l'esistenza dell'amore che, osteggiato da tutti, crescerà in lei assumendo una tensione parossistica. Considerato a suo tempo una polemica denuncia della condizione femminile, questo romanzo, adattato per il cinema da Zeffirelli, è piuttosto un grande dramma intimo, sentimentale,umano, spinto fino all'eccesso.

      Storia di una capinera. Una peccatrice
      5,0
    • Grandi romanzi

      • 848pagine
      • 30 ore di lettura

      I grandi romanzi. I Malavoglia. Mastro Don Gesualdo. Prefazione di Riccardo Bacchelli. Testo e note a cura di Ferruccio Cecco e Carla Riccardi 16mo. pp. XLVII - 843. . Ottimo (Fine). . . .

      Grandi romanzi
      5,0
    • Eva

      • 125pagine
      • 5 ore di lettura

      Il romanzo, che a detta di Verga, doveva essere consegnato per la stampa "assolutamente agli editori di Milano" esce per i tipi Treves nel 1873: fin da subito fu un successo e uno scandalo. Articolato su più livelli narrativi, Eva offre il ritratto dell'artista nell'Italia unita agli albori della civiltà urbano-borghese. Con note di febbrile concitazione melodrammatica, il pittore Enrico Lanti rievoca le sue avventure d'amore e d'arte, sullo sfondo della "civiltà delle Banche e delle Imprese industriali". Al centro del romanzo si staglia il profilo inedito e sorprendente di Eva, una ballerina dal fascino radioso e impudico che proclama con limpida voce: "Una donna non è che come vuol essere". Una figura femminile che, per arditezza spregiudicata, confligge non solo con le tante silhouette sbiadite della nostra letteratura romantico-sentimentale e le femmes fatales dei racconti fantastici della Scapigliatura, ma anche con le protagoniste della produzione del Verga verista. Eva colpisce per la schiettezza borghesemente moderna dei suoi discorsi e comportamenti: e così, nella Milano della Belle époque, riscatta con le sue scelte di autonomia e libertà la malasorte delle tante traviate che, nei libri o sulle scene teatrali, redimevano con il sacrificio e la morte un'esistenza da "peccatrici".

      Eva
      4,2
    • Acquarelli - 4: I Malavoglia

      • 336pagine
      • 12 ore di lettura

      Three generations of fishermen conduct an epic struggle against nature, fate, and society in this tale by realist writer Giovanni Verga. Written in 1881 and set in the Sicilian village of Aci Trezza during the 1860s, the novel recounts an impoverished family's attempts to pay off a crushing debt, to reclaim their lost boat and ancestral home, and to reunite their scattered clan.

      Acquarelli - 4: I Malavoglia
      3,9
    • Tutte le novelle: Edizione integrale

      • 537pagine
      • 19 ore di lettura

      La Sicilia è una terra aspra e difficile, che concede poco, ma che ha regalato nel corso del tempo grandi storie, scritte da chi ha saputo coglierne il nucleo incandescente e metterlo in scena in forma narrativa. Tra questi, un posto di primissimo piano spetta a Giovanni Verga, l'autore dei "Malavoglia" e di Mastro don Gesualdo, ma anche di un numero eccezionale di novelle nelle quali si sperimenta un nuovo modo di fare racconto, ricorrendo ai criteri di un realismo asciutto e crudo in grado dì far avvertire al lettore le condizioni di vita -i costumi e le prassi sociali - della Sicilia del secondo Ottocento.

      Tutte le novelle: Edizione integrale
      3,8
    • A cura di Sergio Campailla, Edizioni integrali esplora l'umanità dei vinti, coloro che sono inesorabilmente falciati dalla storia, un tema centrale nel verismo di Giovanni Verga. La sua straordinaria capacità di rappresentare la condizione umana in una Sicilia vissuta in prima persona emerge chiaramente. In un romanzo corale, una famiglia di pescatori di Aci Trezza esprime un attaccamento alla tradizione familiare, che sembra l'unica salvezza, ma si avvia verso un triste naufragio. Mastro-don Gesualdo racconta il cambiamento sociale di classi in decadenza e in ascesa, illustrando la storia di un muratore arricchito che dedica le sue energie a un amore sterile per la “roba”. Temi ricorrenti nella novellistica verghiana, non solo siciliana, includono la lotta disperata per la sopravvivenza, il conflitto per il possesso e il desiderio di elevarsi, che si rivela vano di fronte a un destino segnato. Tra le pagine più riuscite di Verga ci sono Rosso Malpelo, Ciàula scopre la luna e La roba. Nato nel 1840 a Catania e attivo a Firenze e Milano, il suo ritorno in Sicilia e l'incontro con la dura realtà meridionale hanno orientato la sua produzione verso un'analisi oggettiva della vita. Morì a Catania nel 1922.

      I Malavoglia - Mastro-don Gesualdo - Storia di una capinera. Edizioni integrali. A cura di Sergio Campailla.
      3,4