Tris: Il processo / America / Il castello - Edizioni integrali
- 480pagine
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3 works - Translation America; The Castle; The Process
Italo Alighiero Chiusano è stato uno scrittore, critico letterario, germanista, storico letterario, saggista e giornalista italiano. Il suo lavoro si è concentrato sull'analisi letteraria, esplorando temi e stili che hanno definito le opere letterarie. Come autore prolifico, si è dedicato a varie forme di scrittura, tra cui drammi e sceneggiature televisive. La sua vasta conoscenza e le sue profonde intuizioni sulla letteratura lo hanno reso una figura significativa nel suo campo.






3 works - Translation America; The Castle; The Process
Pagine di profonda commozione, una lunga, intensa e drammatica confessione in cui l'uomo e lo scrittore si trovano indissolubilmente uniti di fronte alla figura del padre, troppo a lungo temuta e fuggita. E' il tentativo disperato e doloroso di risalire alle origini di un rapporto difficile e profondamente conflittuale con l'autorità paterna, cieca di fronte ai bisogni di un animo particolarmente sensibile, che ha scelto di vivere appartato e in silenzio seguendo esclusivamente la propria natura e una inclinazione eminentemente letteraria. Quasi a volersi riappropriare di tutte le ragioni sentite e abbandonate nell'angolo più intimo e segreto di se stesso, quasi a volere recuperare per un ultimo, definitivo chiarimento le parole non dette e tutti i più remoti motivi della propria angoscia, Kafka ritorna in queste splendide pagine al suo fanciullesco sentire, a una giovinezza tormentata, a un padre lontano, inaccessibile, ostile, che non l'ha mai compreso.
La drammatica confessione dell'uomo e dello scrittore uniti di fronte alla figura del padre, troppo a lungo temuta e fuggita e nel tentativo disperato e doloroso di risalire alle origini di un rapporto difficile e conflittuale con l'autorità paterna.
Una pausa di due settimane nella vita di un intellettuale che aspira alla saggezza lo spinge – attraverso piccoli fatti in apparenza irrilevanti – a dubitare con buone ragioni di sé: e quell’intellettuale è Hesse stesso, che ironizza stupendamente sulla propria persona. Questo conflitto silenzioso, involontariamente comico ma non perciò meno duro, si svolge entro la cornice antiquata di una stazione termale: su tale pretesto, Hesse ha costruito una delle sue più perfette parabole, La cura (1925), che segue di poco a Siddharta (1922) e in certo modo ne è «l’altra parte». Come lì si assisteva a un itinerario verso l’illuminazione, qui si ‘smonta’ un illuminato occidentale troppo sicuro di sé, che viene messo in crisi da piccoli incidenti quotidiani – e da ciò è condotto a rivedere certe sue convinzioni troppo tranquille. Ma il punto di arrivo è lo stesso: in quella «psicologia dell’occhio cosmico» che è il grande dono di Hesse e davanti alla quale «non c’è più nulla di piccolo, di sciocco, di brutto, di malvagio, ma tutto è santo e venerabile».
Ich verspüre weder Angst, noch Beklemmung, noch Verzückung. Es ist, wie wenn man als Kind daran denkt, daß man am nächsten Tag zu einer wunderbaren schönen Reise aufbrechen wird