Dopo il crollo del centrodestra, nel 1996 si torna a votare. L'Ulivo ottiene la vittoria, ma si ripropongono le meccaniche che avevano paralizzato il governo Berlusconi: la maggioranza è in mano ai partiti minoritari. L'ultima delusione montanelliana: il fallimento della Seconda Repubblica, la cui impietosa analisi chiude la Storia d'Italia.
Indro Montanelli Libri
Indro Montanelli è stato un giornalista e storico italiano celebrato per il suo approccio innovativo alla scrittura storica. Le sue opere sono caratterizzate da uno stile fresco e accessibile che porta il passato alla vita dei lettori contemporanei. Montanelli ha combinato magistralmente una rigorosa ricerca storica con una narrazione avvincente, guadagnandosi il riconoscimento come uno dei più importanti giornalisti italiani del XX secolo. I suoi contributi continuano a ispirare lettori e storici allo stesso modo con la loro prospettiva distintiva sulla storia.







Un vivido racconto biografico svela la straordinaria figura dell'italiano rivoluzionario e temerario combattente per l'unità d'Italia. Sullo sfondo degli eventi politici del XIX secolo, viene narrata la giovinezza di Garibaldi, la sua partecipazione al movimento della Giovane Italia, l'emigrazione in Sud America, e la sua attività durante le rivoluzioni del 1848-49. Viene descritta la sua leadership nei corpi volontari e i suoi ulteriori interventi nella politica europea negli anni successivi.
Questa storia si arresta nell'ottobre del 1997 con la nascita del secondo Ministero Prodi. Dai tempi del Governo Dini, nata agli inizi del 1995, erano successe molte cose: l'Ulivo, guidato da Prodi, aveva sconfitto il Polo berlusconiano nelle elezioni del maggio 1996, gli ex comunisti erano per la prima volta entrati nella "stanza dei bottoni", era stata avviata quella grande politica di risanamento dell'economia e dei conti pubblici che avrebbe permesso al nostro Paese di entrare nell'Europa di Maastricht. Protagonisti della vicenda sono Scalfaro, Berlusconi, D'Alema, Fini, Bossi, Veltroni, Bertinotti, i superstiti della diaspora democristiana, Di Pietro, la magistratura.
Dal 1936 quattro anni segnano la rapida china che conduce alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'''Asse Roma-Berlino'', il patto anti-Comintern e le leggi razziali, il legame tra Duce e Hitler è ormai evidente. Il 10 giugno 1940 l'Italia entra in guerra, in un clima di diffuso malcontento. La crisi tra il popolo e Mussolini si è consumata.
Le nuove stanze
- 553pagine
- 20 ore di lettura
Il secondo volume di ''stanze'', che raccoglie le domande e le risposte più significative scritte tra il 1998 e il 2001, è una miniera di aneddoti e ritratti in punta di penna che illuminano l'intero panorama e i protagonisti della storia del Novecento. E non di rado anche il passato più lontano e il nostro carattere nazionale.
L'Italia del Novecento
- 720pagine
- 26 ore di lettura
Milano, Rizzoli, 1992, 8vo leg. edit. finta pelle, pp. 349 con cartine f.t. Stato di nuovo.
1831-1861: in questi anni si gioca la sorte dell'Italia che da «pura definizione geografica», come l'aveva liquidata con disprezzo il principe di Metternich, diventa finalmente nazione. Una via difficile, contrastata, ben diversa da come ce l'hanno raccontata a scuola. È proprio vero che tutto il popolo lo voleva o era soltanto il sogno di una minoranza? Il triunvirato da figurina illustrata Vittorio Emanuele II-Garibaldi-Mazzini era unanime o in disaccordo su tutto? Come si comportarono i cattolici in questa laboriosa realizzazione? I Savoia avevano in mente un progetto a grande respiro oppure miravano soltanto alla loro antica ambizione di conquistare il Lombardo-Veneto? A tali domande risponde in modo mai scontato e da par suo Indro Montanelli in questo capitolo della sua storia nel quale, al tempo stesso, ci offre altri non trascurabili spunti di meditazione... Con l'Unità cambiò qualcosa o, come pensava il principe di Salina, tutto doveva cambiare per restare come prima? È con l'unificazione che ebbe inizio la «questione meridionale», come la definì Gramsci? È da allora che l'Italia divenne un Paese di tangentari, di burocrati, di politici pronti al trasformismo? In ogni caso in quegli anni agirono personaggi di alta statura morale - uno per tutti il conte di Cavour -, tesi con ogni energia a realizzare il loro sogno. E se poi la realtà fu diversa da quella auspicata, questa è un'altra storia.
Dalla morte di Federico II (1250) alla scoperta dell’America (1492), si apre l’epoca probabilmente più splendida del nostro passato: il Rinascimento. Personaggi straordinari si affacciano sul palcoscenico della storia: Lorenzo il Magnifico, Bonifacio VIII, Cristoforo Colombo e Gian Galeazzo Visconti. E ancora Dante, Petrarca, Boccaccio, Botticelli… Intanto l’ascesa dei grandi casati – i Medici, i Visconti, gli Este – trasforma i Comuni in Signorie, accentuando le divisioni territoriali che, già in questi secoli d’oro, preparano la miseria delle epoche successive. Per dirla con le parole di Montanelli, “ciò che fece lì per lì la grandezza dell’Italia ne propiziò anche la decadenza”. Finché la conquista di Costantinopoli del 1453 e le scoperte geografiche di fine secolo non hanno mutato gli equilibri europei, cambiando definitivamente il destino del mondo e in certa misura condannando l’Italia a subirne le conseguenze. Di questa storia, fatta da piccoli Stati in costante conflitto, gli autori seguono magistralmente le grandi linee dello sviluppo civile del nostro popolo, l’evoluzione del suo costume, del suo pensiero, della sua arte: le palestre in cui gli italiani sfogarono le loro energie, “dispensate dall’impegno di costruire una Nazione e uno Stato”. Ne nasce così un racconto scorrevole e vigoroso, volutamente distante dai canoni di quella storiografia ufficiale e accademica da sempre lontana dal grande pubblico.
Dopo le esperienze traumatiche della dittatura e della guerra, per l'Italia è giunto il momento di voltare pagina. Bisogna affrontare il processo di pace e impegnarsi nella ricostruzione, ma più di ogni altra cosa alla nazione serve un nuovo ordine politico-istituzionale, che ne definisca anche la posizione sullo scacchiere internazionale. Se gli accordi di Yalta ci hanno affiancato alle democrazie occidentali, la svolta verso il blocco del socialismo reale è ancora possibile, e sono in molti a spingere in quella direzione. Una popolazione divisa si trova così a vivere passaggi fondamentali: il referendum tra Monarchia e Repubblica, i lavori della Costituente, l'approvazione della Carta costituzionale. Fino alle prime elezioni repubblicane, che con un risultato clamoroso e in parte inaspettato consegnano la guida del Paese alla Democrazia cristiana. Sullo sfondo, la firma del trattato di pace a Parigi, gli incentivi del Piano Marshall, il delinearsi della contrapposizione mondiale che prenderà il nome di guerra fredda. Montanelli e Cervi ci chiamano a ripercorrere un momento di forte fermento, animato da personaggi del calibro di De Gasperi, Togliatti, Nenni, Scelba, Pajetta, Umberto II di Savoia. Tra i tentativi di ripresa e tensioni anche violente - come quelle nate dal "caso Troilo" - possiamo rivivere i mesi cruciali, carichi di speranze e timori, che hanno segnato l'immediato dopoguerra e deciso il nostro futuro.
Storia d'Italia - 4: L'Italia della Controriforma
- 507pagine
- 18 ore di lettura
Con la fine delle invasioni barbariche e l’inizio dell’era comunale, l’Italia riacquista un ruolo centrale nella storia europea, sia politicamente che culturalmente. Tuttavia, gli ultimi anni del Quattrocento segnano un cambiamento: l’arrivo di Carlo VIII nel 1494 segna la fine della libertà italiana. La storia del paese diventa così un riflesso di quella di Francia, Spagna e Germania. In questo contesto europeo, il vento della Riforma inizia a soffiare; nel 1517, Lutero presenta le sue novantacinque Tesi, ma l'onda di rinnovamento culturale e spirituale non raggiunge l'Italia, che subisce il contraccolpo della Controriforma e vive un lungo periodo di oscurantismo. Tra le pagine emergono figure chiave della rivoluzione, come Lutero, Calvino, Huss, Wycliff e Zuinglio, accanto ai protagonisti del tramonto italiano: Ariosto, Tasso, Mantegna, Galileo Galilei, Savonarola e Giordano Bruno, la cui condanna a morte nel 1600 segna la chiusura della narrazione. Il risultato è una storia affascinante, che, pur raccontando un periodo drammatico, mantiene una vena di ironia. Come ha scritto Montanelli: “Non siamo mai stati tanto seri come nello scrivere queste giocosità”.
Dall'omicidio di Umberto I fino al ''Natale di sangue'' fiumano, la scena politica italiana è dominata da un solo uomo: Giolitti. E' lui a guidare il Paese in un ventennio di guerre e crisi del sistema liberale. Montanelli tratteggia non solo il ritratto di un grande politico, ma quello di un'intera civiltà sull'orlo del baratro dittatoriale.
Dalle paure dell'anno 1000 all'Italia del 2000, in cui il "nuovo" è in realtà il "vecchio" con qualche tocco di maquillage. In un unico volume, un'appassionante cavalcata attraverso mille anni di tormentata e tormentante storia d'Italia.
L'Italia dei secoli bui
Il Medio Evo sino al Mille
La caduta dell'Impero Romano è stato un processo lento e complicato, iniziato - ben prima del sacco di Roma - con l'avvicinarsi ai confini di quelle stesse tribù che avevano invaso la Cina, e proseguito attraverso gli anni di Costantino e Teodosio. Comincia così per l'Italia un lungo periodo oscuro: le città vengono abbandonate, eserciti barbari percorrono il Paese depredandolo, devastandolo e seminando terrore. Fino al fatidico Anno Mille si susseguono secoli di ferro e di sangue, di lutti e di invasioni. È il momento più difficile da raccontare nella storia italiana: le fonti sono poche e insicure, e gli avvenimenti "di casa nostra" non si possono isolare da quelli del resto d'Europa; come dicono gli autori: "Forse mai il nostro continente è stato così unito e interdipendente come in quest'epoca afflitta da mancanza di strade e di mezzi di trasporto e di comunicazione". Indro Montanelli e Roberto Gervaso ci presentano i ritratti dei protagonisti nei quali cogliere i segni del costume, della civiltà e del suo evolvere: Attila, Alarico, Odoacre, Galla Placidia, Gregorio il Grande, Carlomagno e gli Ottoni, i Santi, i Padri e i riformatori della Chiesa. Il passaggio dall'Impero ai Comuni, la società feudale, il rapporto città-campagna, lo scontro tra la nobiltà guerriera legata alla terra e la nascente borghesia urbana. Prefazione di Sergio Romano.
L'Italia dei comuni
Il medio evo dal 1000 al 1250
Dal 1000 al 1250: la rinascita politica, culturale e spirituale dell'Italia con l'ascesa dei Comuni. Un periodo di forte sviluppo, ma anche di grandi rivalità e lotte per il potere. Da Barbarossa a Tommaso d'Aquino, da Federico II a Francesco d'Assisi, le contraddizioni e le conquiste che in due secoli e mezzo hanno deciso il destino del Paese.
Montanelli ha raccontato la storia con un amore eccezionale. Questo saggio ne mostra le doti di divulgatore, capace di coniugare la precisione dello studioso alla vivacità del narratore. Rivivono figure imponenti - da Annibale a Cesare, da Augusto a Caligola e Nerone - in una straordinaria ricostruzione degli avvenimenti del più grande impero occidentale.
Il generale della Rovere
Prefazione di Gianni Riotta con un'intervista di Michele Brambilla all'autore
- 143pagine
- 6 ore di lettura
Nel giugno del 1945, le salme dei sessantotto fucilati di Fossoli furono riesumate dalla fossa comune in cui erano state seppellite dopo il massacro. Le loro bare, portate a Milano, vennero allineate nel Duomo per la solenne benedizione del cardinale Schuster, e ricevettero il commosso omaggio della cittadinanza. Su una sola non caddero né lacrime di parenti, né fiori di amici. Stava un po’ in disparte e discosta dalle altre...
Mentre il conflitto entra nel vivo, l'Italia si dimostra impreparata: i soldati, male equipaggiati e disorganizzati, conoscono brucianti sconfitte. Il malcontento crescente impone un cambio di rotta. Mussolini viene sfiduciato, arrestato e sostituito da Badoglio. Un passaggio epocale, nella testimonianza accurata di chi l'ha vissuto in prima persona.
Questi Romani!
- 165pagine
- 6 ore di lettura
Wer nach Italien, respektive nach Rom reist, der betrachtet voll Ehrfurcht die Zeugnisse und Denkmäler einer weit zurückliegenden Epoche. Die Italiener selbst, die ihnen alltäglich auf Schritt und Tritt begegnen, gehen - bei allem Stolz – bisweilen sehr locker mit ihrer Vergangenheit um. Ganz entschieden tut dies auch der Toskaner Indro Montanelli (1909-2001), einer der bekanntesten italienischen Journalisten: Mit einem Augenzwinkern und bisweilen ziemlich respektlos blickt er aus der Distanz heraus auf seine Vorfahren, auf den Gründungsmythos ihres Weltreiches, auf ihre Lebens- und Götterwelt ebenso wie auf die großen Persönlichkeiten. Seine ironische und brillante Aktualisierung der Vergangenheit gilt als Markenzeichen seiner Geschichtsschreibung. Aus dem ersten Band der populären vierzigbändigen Geschichte Italiens liegen hier ausgewählte Kapitel in italienisch-deutschem Paralleldruck vor. Texte für Könner
Opere di Indro Montanelli: Istantanee
Figure e Figuri della Prima Repubblica
- 362pagine
- 13 ore di lettura
Stupidario del calcio e altri sport
- 170pagine
- 6 ore di lettura
Le più divertenti castronerie sfuggite ai telecronisti, ai giornalisti sportivi, ai giocatori, agli allenatori, ai presidenti delle squadre. Qui immortalate a imperitura gloria del mondo del calcio (ma non solo).
A questo punto non avevo più scelta. O rassegnarmi a diventare il megafono di Berlusconi. O andarmene. Me ne vado.” Così, nel gennaio 1994, l’uomo che vent’anni prima aveva fondato “il Giornale” lasciò la poltrona da direttore per imbarcarsi nella sua ultima grande battaglia: quella contro una destra nella quale non si riconosceva e che, a suo parere, era il nemico numero uno di chiunque avesse a cuore la libertà d’espressione. Ve lo avevo detto raccoglie per la prima volta in modo organico gli interventi più accesi degli ultimi anni d’attività di Indro Montanelli, quando, preoccupato che il caso Berlusconi paralizzasse il Paese, metteva impietosamente alla berlina i difetti del Cavaliere: bugiardo congenito, con un’innata tendenza al vittimismo, circondato da un drappello di parassiti servili, eccessivo, ignorante, volgare. Editoriali, risposte ai lettori e articoli sferzanti che oggi suonano come una esatta profezia. Un lungimirante atto d’accusa che delinea il ritratto impietoso dell’Italia, così come l’abbiamo vissuta negli ultimi vent’anni, un Paese che Montanelli non ha fatto in tempo a vedere, ma che aveva immaginato.
Dopo il trauma del caso Moro, all'insicurezza dei cittadini corrisponde una profonda crisi politica. Dalla rottura dei vecchi equilibri emerge la figura di Craxi: volto nuovo del potere e protagonista indiscusso di questa stagione. In un saggio magistrale, Montanelli e Cervi ci raccontano il crollo di un sistema sommerso dal fango degli scandali.
Cominciò con la contestazione degli studenti dell'Università Cattolica per un aumento improvviso delle tasse e, nel giro di pochi mesi, tutte le università e tutte le scuole erano in aperta rivolta: sopraggiunse il cosiddetto "autunno caldo" dei grandi rinnovi contrattuali; si aggiunse il desiderio di una ventata di nuovo che attraversava il Paese. Poi sopravvennero le violenze degli opposti estremismi finché, il 12 dicembre 1969, una bomba esplosa nella Banca Nazionale dell'Agricoltura, precipitò l'Italia nell'oscura notte della Repubblica.
Storia d'Italia. Volume XXXIII
La sinistra al potere
- Depretis- Il marito di Margherita- L'avvio di un regime- Un Paese in ritardo- Da Mazzini a Marx- I malfattori- La Triplice- Crispi- Uccialli
Il meglio di "Controcorrente"
- 274pagine
- 10 ore di lettura
Caro direttore
- 296pagine
- 11 ore di lettura
Storia d'Italia
Volume XXVII









































































