
Parametri
- 318pagine
- 12 ore di lettura
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Chi è stato dappertutto e non ha rinunciato a stimolare il cervello può seguire Aldo Busi in un percorso che si snoda tra narrazione e pamphlet, da una Parigi d'altri tempi a una Bali dove l'esotismo si traduce nel fare da guida a una guida locale. Si passa rapidamente da un Marocco di lusso privo di lussuria a Mosca, Israele, Argentina e a un sogno maori, sempre attraverso gli occhi di compagni di viaggio occasionali, tutti illusi che prendere un aereo basti per arrivare da qualche parte. La vera avventura, però, inizia in una casa, la propria, costruita sopra l'antica fossa dei morti della peste del Seicento, con una roggia e un piccolo giardino inquieto, coltivato a orto. In questa casa, il tavolo da pranzo è circondato da molte sedie, con ricchi servizi di piatti e tovaglie ricamate, candelabri preziosi in attesa di una cena intima che potrebbe avvenire se il padrone di casa si accontentasse di "un po' di più e un po' di meno". Invece, osserva le viole del giardino e la natura della civiltà, si affeziona alle assenze e a un merlo spiritoso, riflette sull'amore negato e, con una scrittura cruda e raffinata, va a scoprire le verità nascoste dell'umano sentire.
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E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?, Aldo Busi
- Lingua
- Pubblicato
- 2004
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- Titolo
- E io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?
- Sottotitolo
- scrittura in viaggio
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Aldo Busi
- Editore
- Mondadori
- Pubblicato
- 2004
- Pagine
- 318
- ISBN10
- 8804488239
- ISBN13
- 9788804488231
- Serie
- Tag
- Narrativa
- Descrizione
- Chi è stato dappertutto e non ha rinunciato a stimolare il cervello può seguire Aldo Busi in un percorso che si snoda tra narrazione e pamphlet, da una Parigi d'altri tempi a una Bali dove l'esotismo si traduce nel fare da guida a una guida locale. Si passa rapidamente da un Marocco di lusso privo di lussuria a Mosca, Israele, Argentina e a un sogno maori, sempre attraverso gli occhi di compagni di viaggio occasionali, tutti illusi che prendere un aereo basti per arrivare da qualche parte. La vera avventura, però, inizia in una casa, la propria, costruita sopra l'antica fossa dei morti della peste del Seicento, con una roggia e un piccolo giardino inquieto, coltivato a orto. In questa casa, il tavolo da pranzo è circondato da molte sedie, con ricchi servizi di piatti e tovaglie ricamate, candelabri preziosi in attesa di una cena intima che potrebbe avvenire se il padrone di casa si accontentasse di "un po' di più e un po' di meno". Invece, osserva le viole del giardino e la natura della civiltà, si affeziona alle assenze e a un merlo spiritoso, riflette sull'amore negato e, con una scrittura cruda e raffinata, va a scoprire le verità nascoste dell'umano sentire.