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Il digiuno dell'anima

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  • 127pagine
  • 5 ore di lettura

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Dimagrivo perché volevo dire la verità con il mio corpo, straziandolo per urlare la verità. Pensavo che solo la carne e il sangue potessero manifestare un brandello di verità. Volevo donare il mio corpo a Cristo, morire con arte e trascinare me stessa e gli altri in una morte inventata e voluta. Desideravo sfidare l’ordine con il sacrificio, espiare colpe non commesse, impazzire nella prigione d’ossa del mio tempio santo, martoriandomi nel mio semplice segreto. Non ho risparmiato niente di me, tranne l’amore. La religiosità contraddistingue mia madre, con la sua voglia di rinuncia e martirio, quel desiderio di sofferenza. La protagonista si attiene rigidamente alle regole materne, non trasgredendo il diktat della "mamma santa", che cerca di essere perfetta agli occhi della figlia, troppo piccola per ribellarsi. A quattordici anni, vede per la prima volta i genitori fare l’amore e ne rimane sconvolta, avvertendo l’urgenza di far sentire la sua voce. Urlerà il suo bisogno d’amore represso, ma in silenzio. Il suo corpo trasparente testimonia il bisogno d’attenzione soffocato nell’infanzia. Il dolore trattenuto si trasforma in rinuncia, e anche lei, come la madre, si innalza a "piccola santa". È la "prima" anoressica di Milano, senza un nome per il suo male. Era la ragazza che non si era mai sentita amata come desiderava. Pierluigi Panza, con Il digiuno dell’anima, offre una voce di straordinaria forza, conducendoci nel "più affam

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Il digiuno dell'anima, Pierluigi Panza

Lingua
Pubblicato
2007
Rilegatura
(In brossura)
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Titolo
Il digiuno dell'anima
Lingua
Italiano
Editore
Bompiani
Pubblicato
2007
Formato
In brossura
Pagine
127
ISBN10
8845258653
ISBN13
9788845258657
Serie
Tag
Descrizione
Dimagrivo perché volevo dire la verità con il mio corpo, straziandolo per urlare la verità. Pensavo che solo la carne e il sangue potessero manifestare un brandello di verità. Volevo donare il mio corpo a Cristo, morire con arte e trascinare me stessa e gli altri in una morte inventata e voluta. Desideravo sfidare l’ordine con il sacrificio, espiare colpe non commesse, impazzire nella prigione d’ossa del mio tempio santo, martoriandomi nel mio semplice segreto. Non ho risparmiato niente di me, tranne l’amore. La religiosità contraddistingue mia madre, con la sua voglia di rinuncia e martirio, quel desiderio di sofferenza. La protagonista si attiene rigidamente alle regole materne, non trasgredendo il diktat della "mamma santa", che cerca di essere perfetta agli occhi della figlia, troppo piccola per ribellarsi. A quattordici anni, vede per la prima volta i genitori fare l’amore e ne rimane sconvolta, avvertendo l’urgenza di far sentire la sua voce. Urlerà il suo bisogno d’amore represso, ma in silenzio. Il suo corpo trasparente testimonia il bisogno d’attenzione soffocato nell’infanzia. Il dolore trattenuto si trasforma in rinuncia, e anche lei, come la madre, si innalza a "piccola santa". È la "prima" anoressica di Milano, senza un nome per il suo male. Era la ragazza che non si era mai sentita amata come desiderava. Pierluigi Panza, con Il digiuno dell’anima, offre una voce di straordinaria forza, conducendoci nel "più affam