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Jerzy Kozłowski

    Wielkopolska pod zaborem pruskim w latach 1815 - 1918
    Niemcy w Poznańskiem wobec Wiosny Ludów (1848 - 1850)
    Eredi della sconfitta
    Hannibal
    Quichotte
    • Quichotte

      • 400pagine
      • 14 ore di lettura

      Inspired by the Cervantes classic, Sam DuChamp, mediocre writer of spy thrillers, creates Quichotte, a courtly, addled salesman obsessed with television, who falls in impossible love with the TV star Salman R. Together with his (imaginary) son Sancho, Quichotte sets off on a picaresque quest across America to prove worthy of her hand, gallantly braving the tragicomic perils of an age where 'Anything-Can-Happen'. Meanwhile his creator, in a midlife crisis, has equally urgent challenges of his own.

      Quichotte
    • Years after his escape, posing as scholarly Dr. Fell, curator of a grand family's palazzo, Hannibal lives the good life in Florence, playing lovely tunes by serial killer/composer Henry VIII and killing hardly anyone himself. Clarice is unluckier: in the novel's action-film-like opening scene, she survives an FBI shootout gone wrong, and her nemesis, Paul Krendler, makes her the fall guy. Clarice is suspended, so, unfortunately, the first cop who stumbles on Hannibal is an Italian named Pazzi, who takes after his ancestors, greedy betrayers depicted in Dante's Inferno. Pazzi is on the take from a character as scary as Hannibal: Mason Verger. When Verger was a young man busted for raping children, his vast wealth saved him from jail. All he needed was psychotherapy--with Dr. Lecter. Thanks to the treatment, Verger is now on a respirator, paralyzed except for one crablike hand, watching his enormous, brutal moray eel swim figure eights and devour fish. His obsession is to feed Lecter to some other brutal pets.

      Hannibal
    • Eredi della sconfitta

      • 391pagine
      • 14 ore di lettura

      Tutto comincia con un vecchio giudice che vive in una dimora cadente di Kalimpong, alle falde dell'Himalaya orientale, col suo misero cuoco senza neppure un nome, e una cagnetta, Brac, che del giudice sembra l'unico amore. Ma questo terzetto in apparenza dimesso diventa, con l'arrivo della nipote del giudice, Sai, l'epicentro di un terremoto narrativo le cui onde si propagano in ogni direzione e raggiungono ogni latitudine: dalla New York degli anni Ottanta, dove il figlio del cuoco lavora in una sfilza di ristoranti mandando al padre notizie sempre più allarmanti sulla sua avventura americana, alla Cambridge d'anteguerra, dove il giudice ha frequentato l'università, all'Unione Sovietica, in cui si è interrotto il sogno astronautico del padre di Sai. E nella stessa Kalimpong, mentre si concretano i presagi della guerra col Nepal, due anziane e un tempo agiate sorelle istruiscono Sai in privato e ci introducono nel club più esclusivo della città, forse il più scalcinato della tradizione britannica. Già da questi pochi $li si intuisce la ricchezza del sontuoso sari narrativo cui Kiran Desai ha dato la forma di un romanzo appassionante, terribilmente triste e brutalmente comico. E per una volta non serve spiegare il fascino di una voce, e di un mondo intriso di dolore, perché la magia di queste storie tremendamente vere sta prima di tutto nel loro elemento più ovvio, ma anche più raro: la prosa amara e calda in cui sono scritte.

      Eredi della sconfitta