Inspired by the Cervantes classic, Sam DuChamp, mediocre writer of spy thrillers, creates Quichotte, a courtly, addled salesman obsessed with television, who falls in impossible love with the TV star Salman R. Together with his (imaginary) son Sancho, Quichotte sets off on a picaresque quest across America to prove worthy of her hand, gallantly braving the tragicomic perils of an age where 'Anything-Can-Happen'. Meanwhile his creator, in a midlife crisis, has equally urgent challenges of his own.
Tutto comincia con un vecchio giudice che vive in una dimora cadente di Kalimpong, alle falde dell'Himalaya orientale, col suo misero cuoco senza neppure un nome, e una cagnetta, Brac, che del giudice sembra l'unico amore. Ma questo terzetto in apparenza dimesso diventa, con l'arrivo della nipote del giudice, Sai, l'epicentro di un terremoto narrativo le cui onde si propagano in ogni direzione e raggiungono ogni latitudine: dalla New York degli anni Ottanta, dove il figlio del cuoco lavora in una sfilza di ristoranti mandando al padre notizie sempre più allarmanti sulla sua avventura americana, alla Cambridge d'anteguerra, dove il giudice ha frequentato l'università, all'Unione Sovietica, in cui si è interrotto il sogno astronautico del padre di Sai. E nella stessa Kalimpong, mentre si concretano i presagi della guerra col Nepal, due anziane e un tempo agiate sorelle istruiscono Sai in privato e ci introducono nel club più esclusivo della città, forse il più scalcinato della tradizione britannica. Già da questi pochi $li si intuisce la ricchezza del sontuoso sari narrativo cui Kiran Desai ha dato la forma di un romanzo appassionante, terribilmente triste e brutalmente comico. E per una volta non serve spiegare il fascino di una voce, e di un mondo intriso di dolore, perché la magia di queste storie tremendamente vere sta prima di tutto nel loro elemento più ovvio, ma anche più raro: la prosa amara e calda in cui sono scritte.
Nie ma takiej osoby, której nie można by pokochać, jeśli się ją wybierze.
544pagine
20 ore di lettura
Długo wyczekiwana powieść finalisty National Book Award Hamburg, Terminal nr 1. O umówionej porze kilkuletni Janis wychodzi z toalety i rozgląda się za tatą. Chłopiec nie ma przy sobie nic – żadnych dokumentów czy bagażu, jedynie zwitek amerykańskich dolarów. Obsługa lotniska próbuje zidentyfikować małego pasażera, ale Janis nie zamierza odpowiadać na pytania. Kim jest chłopiec? Kim jest człowiek, który go zostawił? I co kryje się za tą historią? Najbardziej wyczekiwana powieść 2019 roku w USA. Intensywna, elektryzująca opowieść o każdym z nas – o marzeniach, emocjach i skrywanych pragnieniach, w mistrzowskim przekładzie Jerzego Kozłowskiego.