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Giorgio Manganelli

    15 novembre 1922 – 28 maggio 1990
    Pinocchio. Un libro parallelo
    I Classici Blu - 27: Tre uomini a zonzo
    L'altra verità
    Nuovo commento
    Biblioteca Adelphi - 206: Agli dèi ulteriori
    Einaudi Tascabili - 754: Oblomov
    • Einaudi Tascabili - 754: Oblomov

      Con uno scritto di Giorgio Manganelli

      • 485pagine
      • 17 ore di lettura

      Un provinciale idealista vive a Pietroburgo della rendita di una tenuta dimenticata, nella piú assoluta inerzia fisica e psichica. In una camera coperta di ragnatele e di libri ingialliti giace nella sua «normale posizione» su un emblematico divano, dormendo e sognando, stanco e insensibile ai rumori della vita. Specchio di un fatalismo storico, Oblomov è stato considerato dalla critica l'eroe immortale della pigrizia, prodotto di una generazione viziata e apatica, inerte e priva di volontà, che non ha saputo dedicarsi a quelle riforme di cui necessitava la società russa. Con ironia pungente e forza narrativa, Goncarov crea intorno al protagonista un'atmosfera ossessiva e a tratti morbosa che denuncia non solo l'arretratezza civile di una nazione ma soprattutto i conflitti interiori di ogni coscienza umana.

      Einaudi Tascabili - 754: Oblomov
      4,1
    • Con un'apertura perentoria, il nuovo libro di Manganelli esplora una lucida esaltazione megalomane. L'autore esprime un modo regale di pensare, evocando un bestiario araldico che riflette la solitudine dell'insonne, immerso in una realtà interiore ricca di simbolismo. Il teatro della mente è popolato da fantasmi che convergono sull'allegoria della morte, un tema centrale e sontuoso. A differenza delle violenze autodistruttive di opere precedenti, qui si percepisce una tensione energetica, un volo verso i vortici dell'assenza, accompagnato da un'ossessione deduttiva che arricchisce le prospettive mitologiche. Manganelli presenta una moltitudine di dèi e defunti, creando immagini vivide di divinità e morti che affollano il suo universo narrativo. Nei sei capitoli, l'autore sorprende con novità stilistiche e inventiva, mantenendo una fedeltà al suo stile distintivo. Il meccanismo mistificatorio è naturale, come un organismo vivente, e Manganelli si confronta con la sua teoria della "letteratura come menzogna". Questa opera, pubblicata per la prima volta nel 1972, potrebbe essere vista come un fedele riflesso delle allucinazioni e dei deliri dell'io, sia pubblico che privato, in una dimensione che anticipa l'aldilà.

      Biblioteca Adelphi - 206: Agli dèi ulteriori
      4,0
    • Nuovo commento

      • 153pagine
      • 6 ore di lettura

      Se volessimo dividere in fasi l’opera di Manganelli, il Nuovo commento (1969) apparterrebbe sicuramente a quella che potremmo definire «eroica», in cui lo scrittore, impugnata una lancia istoriata di segni, tentò di raggiungere il luogo da cui sgorgano i segni stessi, vero «pozzo natale e mortale», nonché «sole nero» di ogni scrittura. Presupposto vertiginoso e altamente astratto, da cui però l’arte di Manganelli è riuscita a far scaturire una tensione romanzesca e persino – quale audacia in un tale contesto! – dei personaggi. Sicché alla fine si scoprirà che ciò che leggiamo è un fosco, metafisico dramma, la cronaca di «una qualche continuata, notturna catastrofe». Questo libro rimarrà fra gli esempi più evidenti di ciò che può la letteratura quando si abbandona totalmente al proprio gioco. Appena lesse il manoscritto del Nuovo commento, Italo Calvino indirizzò a Manganelli una lunga lettera, finora inedita, che rimane a tutt’oggi la più densa e illuminante lettura del libro. Manganelli la conservava nella sua copia del Nuovo commento, quasi quel commento al commento appartenesse ormai al testo. La pubblichiamo qui in appendice insieme al risvolto – come sempre prezioso – scritto dall’autore per la prima edizione.

      Nuovo commento
      3,9
    • L'altra verità

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Un alternarsi di orrore e solitudine, di incapacità di comprendere e di essere compresi, in una narrazione che nonostante tutto è un inno alla vita e alla forza del "sentire". Alda Merini ripercorre il suo ricovero decennale in manicomio: il racconto della vita nella clinica psichiatrica, tra elettroshock e autentiche torture, libera lo sguardo della poetessa su questo inferno, come un'onda che alterna la lucidità all'incanto. Un diario senza traccia di sentimentalismo o di facili condanne, in cui emerge lo "sperdimento", ma anche la sicurezza di sé e delle proprie emozioni in una sorta di innocenza primaria che tutto osserva e trasforma, senza mai disconoscere la malattia, o la fatica del non sentire i ritmi e i bisogni altrui, in una riflessione che si fa poesia, negli interrogativi e nei dubbi che divengono rime a lacerare il torpore, l'abitudine, l'indifferenza e la paura del mondo che c'è "fuori".

      L'altra verità
      4,0
    • Il viaggio esilarante di tre amici molto, molto inglesi ha come meta la Germania. Questa volta niente barca: si va in bicicletta. Tre avventurieri pasticcioni, pronti a ficcarsi in un sacco di guai in una vacanza costellata di colpi di scena e soffusa di umorismo inlgese.

      I Classici Blu - 27: Tre uomini a zonzo
      3,8
    • Il Milione

      A cura di Marcello Ciccuto, saggio introduttivo di Giorgio Manganelli, con le miniature del codice Bodleian 264

      • 632pagine
      • 23 ore di lettura
      Il Milione