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Jhumpa Lahiri

    11 luglio 1967

    La scrittura di Jhumpa Lahiri esplora principalmente le vite degli indiani americani, con un focus particolare sulla comunità bengalese. Il suo lavoro approfondisce le complessità dell'identità, le transizioni culturali e la ricerca di appartenenza. Lahiri è nota per la sua prosa precisa e la sua profonda intuizione nella vita interiore dei suoi personaggi. Il suo stile narrativo è sia sottile che penetrante, attirando i lettori profondamente nei mondi che crea.

    Jhumpa Lahiri
    Unaccustomed Earth
    Solo bontà
    Dove mi trovo
    In altre parole
    Racconti romani
    L'interprete dei malanni
    • L'interprete dei malanni

      • 240pagine
      • 9 ore di lettura

      A Boston, complice un blackout, una giovane coppia indiana in crisi riesce a dirsi cose a lungo taciute. In India, il signor Kapasi, «interprete» alle dipendenze di un medico, accompagna in un giro turistico una famiglia di indiani ormai americanizzati; l’interesse della donna per la strana professione di Kapasi susciterà in lui un sogno romantico che dovrà presto abbandonare. Un bengalese ricorda la giovinezza a Londra e la prima casa a Boston, e insegna al figlio che, se è riuscito a sopravvivere in tre continenti, non ci sono ostacoli che lui non possa superare… Attraverso nove storie di vita quotidiana, Jhumpa Lahiri ci consegna un’India variegata, assumendo ora lo sguardo di chi sta ancora affrontando l’urto della diversità, ora quello degli immigrati di seconda generazione impegnati a tener viva la propria identità originaria, ora quello di chi dall’India, con la sua civiltà millenaria ormai aperta agli echi dell’Occidente, non se n’è mai andato.

      L'interprete dei malanni
      4,2
    • In altre parole

      • 148pagine
      • 6 ore di lettura

      Questa è la storia di un colpo di fulmine, di un lungo corteggiamento, di una passione profonda: quella di una scrittrice per una lingua straniera. Jhumpa Lahiri è una giovane neolaureata quando visita per la prima volta Firenze; appena sente parlare l’italiano capisce che le è stranamente familiare, che le è necessario e deve apprenderlo. Non sa spiegarsi il perché di un simile, repentino bisogno, ma sa che farà di tutto per soddisfarlo. Dapprima prova a studiare l’italiano nella sua città, New York, con una serie di insegnanti private, ma non basta. Anche le brevi visite successive, a Mantova, Milano, Venezia, non la appagano: vuole immergersi completamente nella realtà della nuova lingua. Si trasferisce a Roma, con tutta la famiglia. E lì comincia la vera avventura, fatta di slanci, entusiasmo e insieme di difficoltà ed estraniamento. In altre parole è il primo libro che nasce direttamente in italiano da un’autrice di madrelingua bengalese che ha sempre parlato e scritto in inglese. È la testimonianza di un tenace percorso di scoperta e di apprendimento e di un obiettivo, raggiunto, di potenza e fluidità espressiva, ancora più preziosa perché conserva tra le righe l’eco affascinante di una distanza, quella che sempre ci separa dall’oggetto d’amore: la distanza impercettibile e infinita del desiderio.

      In altre parole
      3,8
    • Dove mi trovo

      • 163pagine
      • 6 ore di lettura

      Sgomento ed esuberanza, radicamento ed estraneità: i temi di Jhumpa Lahiri in questo libro raggiungono un vertice. La donna al centro della storia oscilla tra immobilità e movimento, tra la ricerca di identificazione con un luogo e il rifiuto, allo stesso tempo, di creare legami permanenti. La città in cui abita, e che la incanta, è lo sfondo vivo delle sue giornate, quasi un interlocutore privilegiato: i marciapiedi intorno a casa, i giardini, i ponti, le piazze, le strade, i negozi, i bar, la piscina che la accoglie e le stazioni che ogni tanto la portano più lontano, a trovare la madre, immersa in una solitudine senza rimedio dopo la morte precoce del padre. E poi ci sono i colleghi di lavoro in mezzo ai quali non riesce ad ambientarsi, le amiche, gli amici, e «lui», un’ombra che la conforta e la turba. Fino al momento del passaggio. Nell’arco di un anno e nel susseguirsi delle stagioni, la donna arriverà a un «risveglio», in un giorno di mare e di sole pieno che le farà sentire con forza il calore della vita, del sangue. Questo è il primo romanzo di Jhumpa Lahiri scritto in italiano, con il desiderio di oltrepassare un confine e di innestarsi in una nuova lingua letteraria, andando sempre più al largo.      

      Dove mi trovo
      3,8
    • These eight stories by beloved and bestselling author Jhumpa Lahiri take us from Cambridge and Seattle to India and Thailand, as they explore the secrets at the heart of family life. Here they enter the worlds of sisters and brothers, fathers and mothers, daughters and sons, friends and lovers. Rich with the signature gifts that have established Jhumpa Lahiri as one of our most essential writers, Unaccustomed Earth exquisitely renders the most intricate workings of the heart and mind.

      Unaccustomed Earth
      4,1
    • Jhumpa Lahiri's landmark collection brings together forty writers that reflect over a hundred years of Italy's vibrant and diverse short story tradition, including well known authors such as Italo Calvino, Elsa Morante and Luigi Pirandello, alongside many captivating rediscoveries. Poets, journalists, visual artists, musicians, editors, critics, teachers, scientists, politicians, translators: the writers that inhabit these pages represent a dynamic cross section of Italian society.

      The Penguin Book of Italian Short Stories
      4,0
    • The namesake

      • 304pagine
      • 11 ore di lettura

      'The Namesake' is the story of a boy brought up Indian in America. 'When her grandmother learned of Ashima's pregnancy, she was particularly thrilled at the prospect of naming the family's first sahib. And so Ashima and Ashoke have agreed to put off the decision of what to name the baby until a letter comes...' For now, the label on his hospital cot reads simply BABY BOY GANGULI. But as time passes and still no letter arrives from India, American bureaucracy takes over and demands that 'baby boy Ganguli' be given a name. In a panic, his father decides to nickname him 'Gogol' - after his favourite writer. Brought up as an Indian in suburban America, Gogol Ganguli soon finds himself itching to cast off his awkward name, just as he longs to leave behind the inherited values of his Bengali parents. And so he sets off on his own path through life, a path strewn with conflicting loyalties, love and loss... Spanning three decades and crossing continents, Jhumpa Lahiri's much-anticipated first novel is a triumph of humane story-telling. Elegant, subtle and moving, 'The Namesake' is for everyone who loved the clarity, sympathy and grace of Lahiri's Pulitzer Prize-winning debut story collection, 'Interpreter of Maladies'.

      The namesake
      4,0
    • The Lowland

      • 406pagine
      • 15 ore di lettura

      Epic in its canvas and intimate in its portrayal of lives undone and forged anew, 'The Lowland' is a deeply felt novel of family ties that entangle and fray in ways unforeseen and unrevealed, of ties that ineluctably define who we are. With all the hallmarks of Jhumpa Lahiri's achingly poignant, exquisitely empathetic story-telling, this is her most devastating work of fiction to date.

      The Lowland
      4,0
    • Bone Into Stone

      • 44pagine
      • 2 ore di lettura

      The Cahiers Series is delighted to publish a newly commissioned work by renowned bilingual Jhumpa Lahiri who for three years has been collaborating with her friend the classicist Yelena Baraz on a translation of Ovid's Metamorphoses into English. From among the elements of transformation that have spoken to her directly and intimately she has chosen to focus here on stones: stones that turn into human beings; and, later, human beings - silenced, stilled, petrified - who will turn into stone. The connotations of stone - of rock, of pebble - pose questions of origin and destiny, immobility and unsettledness, living and dying. Lahiri's text on translation-as-metamorphosis and the protean self resonates alongside the dynamic and colourful paintings of celebrated artist Jamie Nares. These extend the exploration of metamorphosis by questioning, beautifully, the relation of the permanent to the ephemeral, the necessary to the aleatory, the completed art work to the human gesture that created it.

      Bone Into Stone
      3,0