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Slavoj Žižek

    21 marzo 1949

    Slavoj Žižek è un filosofo e critico culturale sloveno, noto per il suo uso innovativo delle opere di Jacques Lacan in una nuova lettura della cultura popolare. Il suo vasto lavoro affronta una vasta gamma di argomenti, dalla politica all'ideologia, alla soggettività e alla psicoanalisi. I saggi e i libri di Žižek spesso collegano concetti teorici all'analisi dei fenomeni sociali e mediatici contemporanei. Il suo stile unico e il suo approccio provocatorio lo rendono uno dei pensatori più importanti del nostro tempo.

    Slavoj Žižek
    Less Than Nothing
    Reading Hegel
    Short Circuits: Incontinence of the Void
    Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo
    In difesa delle cause perse
    L'oggetto sublime dell'ideologia
    • L'oggetto sublime dell'ideologia

      • 293pagine
      • 11 ore di lettura

      Cosa accomuna il dittatore e l’isterico, il monarca e il folle, il sostenitore di un regime totalitario o di una moderna democrazia liberale e colui che si precipita al supermercato perché è stato colto dall’improvviso timore di rimanere a corto di carta igienica? Tutti questi casi presuppongono l’esistenza di un grande Altro, un ordine simbolico dal quale siamo interpellati, osservati, che registra le nostre colpe, i nostri autentici propositi, una finzione che è più reale della stessa realtà e in base alla quale assumiamo incarichi, progetti, stili di vita. E che, pertanto, non può essere abolita, pena la distruzione dell’universo simbolico del soggetto. In questo libro del 1989 (finora mai tradotto), che ha imposto Slavoj Žižek come uno dei più brillanti e profondi pensatori del nostro tempo, è indagata una specie particolare di finzione: l’illusione ideologica. Per fare questo, l’autore di In difesa delle cause perse e del monumentale Meno di niente, avvia un serrato confronto, tra gli altri, con Lacan, Freud, Marx e Hegel. L’oggetto sublime dell’ideologia è un’opera in cui pagine di notevole densità teorica si sposano perfettamente con lunghe digressioni sulla cultura di massa. Insomma, un’opera che dimostra come attività apparentemente banali (per esempio, trascorrere il proprio tempo davanti alla TV) possano essere elevate a oggetto (sublime) di un trattato filosofico.

      L'oggetto sublime dell'ideologia
      4,1
    • In difesa delle cause perse

      Materiali per la rivoluzione globale

      • 640pagine
      • 23 ore di lettura

      Nella sua opera maggiore, Slavoj Žižek affronta l'ideologia dominante, sostenendo la necessità di riappropriarsi di molte "cause perse" e di cercare un nocciolo di verità nelle politiche totalitarie della modernità. Anche se i regimi di Robespierre, Mao e dei bolscevichi hanno portato a catastrofici fallimenti, non si può ignorare l'aspirazione di "redenzione" presente in ciascuno di essi, un'aspirazione che si perde nelle società liberaldemocratiche, caratterizzate dal rifiuto dell'autoritarismo e dall'ipocrita esaltazione di una politica consensuale. Žižek propone ricette audaci, riproponendo senza attenuazioni le categorie di giustizia rivoluzionaria e uguaglianza universale. Il risultato è un'utopia stimolante, un balsamo per le nostre menti asfittiche, capace di offrire nuove prospettive sui fenomeni culturali e politici contemporanei. Questo libro invita a "pensare l'impensabile" con strumenti innovativi e sfida la possibilità della disfatta, richiamando il pensiero di Samuel Beckett: "Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio."

      In difesa delle cause perse
      3,9
    • Per stabilizzare la finanza internazionale, dopo la crisi che ne ha travolto il folle equilibrio, biliardi di dollari sono stati praticamente regalati dai governi alle istituzioni bancarie di tutto il mondo. Perché non è stato mai possibile mobilitare risorse anche solo lontanamente comparabili per affrontare la drammatica piaga della povertà e la rovinosa crisi ecologica? In queste pagine, Slavoj Zizek tratteggia il fallimento morale della modernità nei termini dei due eventi che hanno aperto e chiuso gli anni Zero, il micidiale uno-due della nostra Storia, il diritto della tragedia, il gancio della farsa. Con l'11 settembre 2001 e il credit crunch globale il liberismo è morto infatti due volte: come dottrina politica e come dottrina economica. Zizek smonta l'ingranaggio dell'ideologia liberista individuandone il nucleo utopico e perverso, che ne ha determinato la crisi. E per combattere l'irrazionalità del capitalismo globale, Zizek ritiene necessario imparare dai fallimenti della sinistra novecentesca: solo così si potrà formulare una nuova ipotesi di emancipazione dell'umanità, un'ipotesi che - in un senso, come leggerete, molto speciale - il "gigante di Lubiana" non esita a ri-definire comunista.

      Dalla tragedia alla farsa. Ideologia della crisi e superamento del capitalismo
      3,8
    • The formidably brilliant Zizek considers sexuality, ontology, subjectivity, and Marxian critiques of political economy by way of Lacanian psychoanalysis.

      Short Circuits: Incontinence of the Void
      4,5
    • Reading Hegel

      • 216pagine
      • 8 ore di lettura

      A spirit is haunting contemporary thought – the spirit of Hegel. All the powers of academia have entered into a holy alliance to exorcize this spirit: Vitalists and Eschatologists, Transcendental Pragmatists and Speculative Realists, Historical Materialists and even ‘liberal Hegelians’. Which of these groups has not been denounced as metaphysically Hegelian by its opponents? And which has not hurled back the branding reproach of Hegelian metaphysics in its turn? Progressives, liberals and reactionaries alike receive this condemnation. In light of this situation, it is high time that true Hegelians should openly admit their allegiance and, without obfuscation, express the importance and validity of Hegelianism to the contemporary intellectual scene. To this end, a small group of Hegelians of different nationalities have assembled to sketch the following book – a book which addresses a number of pressing issues that a contemporary reading of Hegel allows a new perspective on: our relation to the future, our relation to nature and our relation to the absolute.

      Reading Hegel
      5,0
    • Less Than Nothing

      • 1038pagine
      • 37 ore di lettura

      A thousand-page resurrection of Hegel, from the bestselling philosopher and critic who has been hailed as “one of the world’s best-known public intellectuals” (New York Review of Books) For the last two centuries, Western philosophy has developed in the shadow of Hegel, an influence each new thinker struggles to escape. As a consequence, Hegel’s absolute idealism has become the bogeyman of philosophy, obscuring the fact that he is the defining philosopher of the historical transition to modernity, a period with which our own times share startling similarities. Today, as global capitalism comes apart at the seams, we are entering a new period of transition. In Less Than Nothing—the product of a career-long focus on the part of its author—Slavoj Žižek argues it is imperative we not simply return to Hegel but that we repeat and exceed his triumphs, overcoming his limitations by being even more Hegelian than the master himself. Such an approach not only enables Žižek to diagnose our present condition, but also to engage in a critical dialogue with key strands of contemporary thought—Heidegger, Badiou, speculative realism, quantum physics, and cognitive sciences. Modernity will begin and end with Hegel.

      Less Than Nothing
      4,4
    • Organs without Bodies

      • 232pagine
      • 9 ore di lettura

      Slavoj Žižek takes the work of French philosopher Gilles Deleuze as the beginning of a dazzling enquiry into the realms of radical politics, philosophy, film and psychoanalysis.

      Organs without Bodies
      4,1
    • Absolute Recoil

      • 448pagine
      • 16 ore di lettura

      Zizek's philosophical masterwork, now out in paperback

      Absolute Recoil
      4,1
    • Sex and the Failed Absolute

      • 496pagine
      • 18 ore di lettura

      In the most rigorous articulation of his philosophical system to date, Slavoj Zizek provides nothing short of a new definition of dialectical materialism.In forging this new materialism, Zizek critiques and challenges not only the work of Alain Badiou, Robert Brandom, Joan Copjec, Quentin Meillassoux, and Julia Kristeva (to name but a few), but everything from popular science and quantum mechanics to sexual difference and analytic philosophy. Alongside striking images of the M�bius strip, the cross-cap, and the Klein bottle, Zizek brings alive the Hegelian triad of being-essence-notion. Radical new readings of Hegel, and Kant, sit side by side with characteristically lively commentaries on film, politics, and culture.Here is Zizek at his interrogative best.

      Sex and the Failed Absolute
      4,1