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Margherita Carbonaro

    Bassure
    Il compagno Astapov
    I Narratori: L'altalena del respiro
    Come tessere di un domino
    • Come tessere di un domino

      • 320pagine
      • 12 ore di lettura

      Il primo libro lettone del catalogo Iperborea è un classico moderno, un romanzo originale e ricco di humour e fantasia sulla storia della Lettonia. In una vecchia residenza nobiliare vicino a Riga vive una famiglia unica: il narratore, figlio di artisti circensi ora sotto le cure del nonno, una zia, un misterioso Aviatore e una baronessa, proprietaria della villa. Il nonno alleva cavalli e gestisce un servizio di noleggio carrozze, assistito dalla Baronessa nelle faccende amministrative. Attraverso l'originale e spiritoso punto di vista di questa stravagante comunità, si intrecciano vite comuni con la tumultuosa storia lettone del Novecento, dalle dominazioni alle tragiche sorti degli ebrei, fino alla fine dell'Unione Sovietica e alla difficile formazione di un'identità nazionale. In contrasto, si raccontano le avventure di Waltraute von Brüggen, nobildonna lettone di origini tedesche del XVIII secolo, simbolo della contaminazione di storie e identità che caratterizza la regione. Scritto con ironia e ingegno narrativo, il romanzo è un’allegoria politica che sorprende, commuove e diverte, offrendo uno sguardo unico sui Paesi baltici.

      Come tessere di un domino
      3,9
    • I Narratori: L'altalena del respiro

      • 251pagine
      • 9 ore di lettura

      Gennaio 1945, la guerra non è ancora finita: per ordine sovietico inizia la deportazione della minoranza tedesca rumena nei campi di lavoro forzato dell'Ucraina. Qui inizia anche la storia del diciassettenne Leo Auberg, partito per il lager con l'ingenua incoscienza del ragazzo ansioso di sfuggire all'angustia della vita di provincia. Cinque anni durerà l'esperienza terribile della fame e del freddo, della fatica estrema e della morte quotidiana. Per scrivere questo libro Herta Müller ha raccolto le testimonianze e i ricordi dei sopravvissuti e in primo luogo quelli del poeta rumeno tedesco Oskar Pastior. Avrebbe dovuto essere un'opera scritta a quattro mani, che Herta Müller decise di proseguire e concludere da sola dopo la morte di Pastior nel 2006. È infatti attraverso gli occhi di quest'ultimo, e cioè quelli del ragazzo Leo nel libro, che la realtà del lager si mostra al lettore. Gli occhi e la memoria parlano con lingua poetica e dura, metaforica e scarna, reale e nello stesso tempo surreale - come la condizione stessa della mente quando il corpo è piagato dal freddo e dalla fame. Fondato sulla realtà del lager, intessuto dei suoi oggetti e della passione, quasi dell'ossessione per il dettaglio quale essenza della memoria e della percezione.

      I Narratori: L'altalena del respiro
      4,0
    • Il compagno Astapov

      • 293pagine
      • 11 ore di lettura

      I grandi cambiamenti sociali e tecnologici dei primi decenni del ventesimo secolo mutarono radicalmente il mondo e la sua percezione. Ken Kalfus ci racconta in un romanzo grottesco, visionario, implacabile, l'inizio di questa nuova era e le incredibili implicazioni che ne conseguirono, grazie alla straordinaria impresa di un ragazzo ambizioso alle prese con due morti d'eccezione, quella di Tolstoj e quella di Lenin. Tutto ha inizio nel 1910 nella cittadina di Astapovo, presa d'assalto da curiosi e giornalisti che vogliono assistere agli ultimi giorni di vita del grande e venerato scrittore. Tra gli astanti ci sono anche un giovane operatore cinematografico, Gribsin, e un macabro anatomista dedito alla pratica dell'imbalsamazione, Vorobèv. I due sembrano essere gli unici ad aver intravisto nella facoltà dirompente che hanno le immagini le possibilità che la comunicazione offre alla causa rivoluzionaria. Un nuovo potere, ora, è a portata di mano. Energico affresco sulla storia russa di inizio secolo, ma anche riflessione su una società dominata dall'apparenza, Il compagno Astapov segna uno dei momenti migliori dell'opera di Ken Kalfus, da molti considerato fra i più grandi scrittori americani viventi.

      Il compagno Astapov
      3,5
    • Questo libro, esordio del premio Nobel Herta Müller, è composto da diciannove capitoli, diciannove quadri strettamente correlati. Tutto inizia con l’inquietante tensione de L’orazione funebre, che ci fa entrare nella vita di una bambina sveva che assiste al funerale del padre. Ne Il bagno svevo conosciamo tutti i familiari, che approfittano dello stesso bagno caldo per lavarsi, uno dopo l’altro, per poi tutti insieme sedersi a vedere il film del sabato. Completa il quadro La mia famiglia, dove l’autrice scolpisce ognuno dei personaggi e ne traccia l’albero genealogico. Queste tre prime scene sono il preambolo di Bassure. Un libro in cui la natura si fa protagonista, con i fiori, le acacie, le mosche, i maiali, le rane, i gatti e un’infinità di elementi e personaggi, per manifestare la sofferenza, l’isolamento e l’abbandono in cui versano questa famiglia e il villaggio svevo. Per essere ancora più chiara, la bambina illustra il lavoro del padre in Pere marce. La ritroviamo mentre balla in Tango soffocante e, ormai adolescente, anche ne La finestra. Racconta le vacanze dei genitori al mare, parla della sua solitudine e della successione dei dittatori, fino a descrivere in Giorno feriale la sua vita in fabbrica.

      Bassure
      3,6